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Oss, il centrosinistra non molla: "Avanti con la società in house"

Le forze di opposizione in Regione e in Comune insistono per la soluzione approvata all'unanimità dal consiglio regionale a fine 2019.

"La giurisprudenza è dalla nostra"

La Spezia - Le forze di opposizione in consiglio comunale e in consiglio regionale non mollano la presa. Per risolvere la complessa situazione che riguarda i 158 Operatori sociosanitari di Coopservice che operano all'interno di Asl 5 ritengono che la soluzione migliore resti quella della costituzione della società in house, in barba al pronunciamento della Corte dei conti reso noto ieri (leggi qui). Lo hanno spiegato questa mattina gli esponenti dei partiti del centrosinistra in Comune e in Regione, nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sul tema, dopo aver analizzato il documento della Corte insieme ai consulenti legali Marco Grondacci e Piera Sommovigo.

"In realtà quello della Corte dei conti è un parere non parere - afferma Francesco Battistini, consigliere regionale di Linea condivisa -. Infatti la Magistratura contabile bacchetta la giunta ligure e gli uffici perché la richiesta non è ammissibile ed è improcedibile, semplicemente perché norma è già stata promulgata: i pareri solitamente si chiedono prima di approvare una legge. Ma la società in house si può costituire ugualmente, lo dice la legge regionale. Lungi da noi voler fare i legali o i sindacalisti, ma la valutazione sull'evidenza pubblica in fatto di assunzioni da parte di soggetti pubblici o a partecipazione pubblica l'avevamo già tenuta in considerazione nel nostro percorso politico. Ci siamo riallacciati alla giurisprudenza costituita da sentenze del Tar e del Consiglio di Stato che reinterpretano la questione nell'ottica della continuità della garanzia occupazionale. Non possiamo lasciare indietro 158 persone: il danno è stato fatto la prima volta con l'appalto globalservice nel 2001 dall'allora giunta Biasotti, oggi ci troviamo a dover sanare la situazione".
La parola è passata a Juri Michelucci, consigliere regionale di Italia viva: "Questo non è un tema da campagna elettorale, come sostengono alcuni: sono due anni che ci occupiamo di questa vicenda. E' la giunta regionale che è in forte ritardo. Abbiamo avanzato diverse proposte e quella che è stata valutata più percorribile da noi poi è diventata quella sulla quale ha puntato anche al maggioranza. Una soluzione - ha aggiunto Michelucci - che è stata praticata anche in altre regioni: di fatto stiamo lavorando per incalzare la Regione affinché ci sia una soluzione per questi lavoratori e queste famiglie. E' il momento di convocare il tavolo al quale devono sedere tutti i soggetti coinvolti: questa discussione non può e non deve essere fatta nel pieno di una campagna elettorale".

Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia, ha fatto notare come il documento della Corte dei conti sia datato 30 gennaio: "E' trascorsa una settimana senza che se ne sapesse nulla e ora bisogna darsi una mossa. Abbiamo dibattuto della vicenda lunedì sera senza tener conto di questa importante novità. E infatti sembrava proprio che il centrodestra si volesse limitare ad allungare il brodo".

Battistini ha inquadrato la vicenda degli Oss di Coopservice in una realtà sanitaria provinciale in affanno anche per molti altri problemi. "Quello del personale è uno dei più sentiti. In Asl 1, in una provincia imperiese che ha gli stessi abitanti di quella spezzina, sono presenti 295 Oss. Nella Asl 5 sono 40, ai quali si aggiungono i 158 dell'appalto Coopservice. Ne mancano almeno 80, e a questo si aggiunga che in Asl 1 ne saranno assunti 24 nell'ambito dell'ultimo concorso. E che dire degli infermieri: nell'Imperiese sono 1.153, nella nostra provincia solamente 1.017", ha concluso Battistini.

"Questa vicenda - ha sostenuto Marco Raffaelli, capogruppo Pd in consiglio comunale - non si vuole affrontare sino alle elezioni regionali. Noi non ci stiamo, abbiamo ricevuto richieste di accelerare e questo parere non chiude le porte a quella che riteniamo soluzione possibile".
"Per due anni - ha proseguito Federica Pecunia, consigliera comunale di Italia viva - c'è stato disinteresse assoluto da parte della maggioranza e del sindaco. Questo parere si poteva chiedere molto prima. Questa situazione non rappresenta solo un problema per i lavoratori ma anche per l'utenza. La Asl 5 è fanalino di coda in tutto. Il centrodestra smetta di spedire la palla in tribuna e di chiamare in causa il governo. Non basterà scavallare le regionali: i nodi stanno venendo al pettine".
Per Articolo uno ha preso la parola Paolo Putrino, membro del coordinamento provinciale: "A novembre 2018 il governo ha espresso un parere positivo su una questione identica a questa. Ma non può fare più di quello: non ha competenza sul personale ma solo sulle strutture. Dopo un anno e un mese questo parere è stato finalmente adottato dalla Regione Liguria e non c'è motivo di chiamare ancora in causa il governo: la competenza è regionale".

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