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Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Febbraio - ore 22.01

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Oss contro Oss in un consiglio comunale spezzato di nuovo in due

Sul tema che tiene banco da settimane maggioranza e opposizione si sono trovate su posizioni opposte: no del centrodestra al sollecito alla Regione: "Attesa per il parere da Roma".

Passo indietro

La Spezia - Consiglio comunale diviso a tutto tondo ieri sera quando è stato il momento di affrontare la mozione urgente sul tema degli Oss proposta della minoranza.

In un primo momento, dopo la presentazione del documento da parte di Federica Pecunia, esponente di Italia viva, sembrava si potesse arrivare alla stesura di un testo insieme al centrodestra che ha concesso l'urgenza della discussione dopo una ormai rituale sospensione.
"La Regione non ha risposto alle richieste dei sindacati di settimane fa - ha detto Pecunia - e non c'è una data fissata per parlare del tema al tavolo che è stato creato, in attesa del parere del ministero e della Corte dei conti".

Il momento tanto atteso anche dal pubblico presente è arrivato 9 minuti dopo la mezzanotte, dopo un lungo quanto sterile dibattito sul futuro dell'area Enel.
Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia, ha presentato la mozione: "Dopo i voti unanimi qua e in consiglio regionale e l’emendamento alla legge di bilancio serve il parere del governo. Ma questo non toglie che Alisa e Regione debbano iniziare a lavorare per la costituzione della società in house. C'è stata la proroga sino ad agosto ma è bene attrezzarsi per tempo".
Il pubblico intanto rumoreggiava lamentando un mancato rispetto di chi andava a lavorare l'indomani mattina alle 5, mentre in aula si celebrava un'altra sospensione per una riunione di maggioranza.

Andrea Costa, capogruppo di La Spezia popolare, ha sostenuto al rientro che "troppe volte sul tema si sono volute fare tifoserie. Se la legge permetteva di sistemare prima la situazione questo problema si poteva risolvere prima. Abbiamo fatto - ha ricordato - un percorso condiviso dal punto di vista istituzionale ma non è sostenibile e votabile una mozione che attacca la Regione. Che motivo c'è di portarsi avanti, visto che c'è la proroga sino ad agosto e che aspettiamo una risposta da Roma nelle prossime settimane? Possiamo chiedere al sindaco di attivarsi per far rispondere il governo in tempi più brevi possibili, piuttosto", ha concluso presentando un ordine del giorno della maggioranza appena depositato.

"Il vostro documento - ha accusato Pecunia - è copiato. Avete solo tolto la Regione, che con voi è il solito fantasma. Potevate emendare, invece copiate il nostro testo togliendo l'accenno al tavolo di confronto regionale. Sono disposta a votare sia la mozione che l'odg, per stimolare Roma e Genova", ha detto sfidando gli avversari a fare altrettanto.
Per il Pd il capogruppo Marco Raffaelli accusato il centrodestra di prendere tempo fin dall'inizio della vicenda, incontrando il favore del pubblico, mentre Jessica De Muro, per il Movimento cinque stelle, ha descritto così l'azione della maggioranza: "Non si muove foglia che Toti non voglia".

Il capogruppo della Lega Lorenzo Viviani ha invitato a "non fare politica sulla pelle della gente", così come Massimo Lombardi, capogruppo di Spezia bene comune, che ha chiesto di mettere da parte le strumentalizzazioni.

Gli Oss e le Oss presenti in aula aspettavano trepidanti il momento della votazione chiedendosi il motivo dell’assenza dell'assessore alla Sanità, Gianmarco Medusei.
Epilogo già scritto, l'odg della maggioranza è passato coi voti del centrodestra e di Pecunia e Raffaelli, che non hanno però visto ritornare indietro il favore, scorgendo solo luci rosse nel tabellone della maggioranza al momento del voto della mozione, bocciata.

Applausi polemici, grida e occhiatacce nei confronti della maggioranza hanno accompagnato le ultime battute della serata, con gli Oss di Coopservice che hanno finito per chiarirsi a muso duro con i consiglieri leghisti e Costa.
Poco più in là, a colloquio, con Simone Vatteroni, altro esponente del Carroccio, c'era un gruppetto di altre persone: “Siamo Oss anche noi e siamo qui per ricordare a tutti che c'è anche chi chiede il concorso. Siamo disoccupati e precari da anni. Abbiamo diritti come tutti gli altri, non siamo appoggiati da sindacati e politica ma vogliamo meritocrazia. Siamo 450 Oss esterni a Coopservice e ci hanno anche bloccato la mobilità. Per tutelare loro hanno calpestato noi”.
Contento, ieri sera, non lo era proprio nessuno.

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