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Ospedale "declassato", Medusei: "Lo impone la legge". Bornia: "Deroga possibile, cambio inspiegabile"

Ospedale `declassato`, Medusei: `Lo impone la legge`. Bornia: `Deroga possibile, cambio inspiegabile`

La Spezia - Prosegue il dibattito politico sul declassamento del nuovo ospedale della Spezia da Dea di secondo a Dea di primo livello, come previsto dal Piano sanitario regionale. Ieri il segretario provinciale del Partito democratico, Federica Pecunia, aveva accusato il sindaco Pierluigi Peracchini di aver disertato la commissione regionale che ha trattato l'argomento.
La risposta alle sue dichiarazioni giunge dall'assessore comunale alla Sanità, Gianmarco Medusei.
"La segretaria del Pd sbaglia bersaglio. Perché il Pd che ha governato per anni non ha cambiato la legge per fare il Dea di secondo livello? Si rivolga al suo governo e faccia cambiare la legge per dare più soldi alla sanità. Sottolineo che in data 22 settembre si è svolto il Consiglio delle autonomie locali, che si è espresso all'unanimità a favore della proposta del Piano socio sanitario, quindi anche con il parere favorevole dei sindaci di centrosinistra. Dunque nessuna novità sul Felettino e sull’impossibilità che questo possa diventare un Dea di secondo livello. È risaputo che alla Spezia non può nascere un Dea di secondo livello, lo stesso decreto Balduzzi impone vincoli precisi. Occorre avere un bacino d’utenza da 600mila a 1 milione e 200mila abitanti, che non riusciremmo ad ottenere neppure accorpandoci con le altre Asl limitrofe a quella spezzina. Anche per quanto riguarda il numero degli interventi chirurgici effettuati, siamo ben lontani dagli standard richiesti. Ecco che il tentativo del Pd di far passare il centrodestra come colpevole del ‘declassamento’ del Felettino da Dea di secondo livello a Dea di primo livello, risulta come un mero intento di racimolare voti in vista delle prossime elezioni politiche. Di sicuro faremo di tutto per mantenere le nostre specialistiche al Sant’Andrea. Inoltre il sindaco presenzierà alla riunione del 17 ottobre sullo stato dei lavori del nuovo ospedale."

Una posizione ben diversa è quella dell'ex assessore spezzino alla Sanità, Mauro bornia, esponente Pd che parla di "schiaffo alla salute degli spezzini".
"La salute è un bene del singolo individuo, ma anche di una comunità, in sostanza diventa un patrimonio di tutti e come tale va tutelato con estrema fermezza. Ciò nonostante - afferma Bornia - ci sono molte difficoltà e criticità nel salvaguardare tale principio, soprattutto nel nostro territorio e dunque, occorrerebbe uno sforzo generale, cioè di tutti gli attori che ruotano intorno al mondo della sanità, operatori, sindacati, medici, politici, (compresi conferenza dei Sindaci e giunta Regionale) per uscire o quantomeno provare a farlo, dalle secche in cui da troppo tempo siamo impigliati.
Il nuovo ospedale del Felettino era l’occasione per traguardare questo percorso, percorso lungo e irto di ostacoli, non ultimo il decreto Balduzzi, che per un Dea di secondo livello impone un bacino di utenza superiore alla reale capacità del nostro territorio.
Questo in termini generali, poi ci sono le eccezioni e proprio basandosi su queste possibilità, dettate dall’orografia territoriale della Liguria, sulla possibilità di “allargare” il bacino d’utenza alla vicina Lunigiana e il Tigullio (possibilità di accorpamento della Asl 4 con la nostra Asl 5) avrebbero permesso una deroga, motivata e non priva di buon senso.
D’altronde era questo un progetto condiviso, da tutti gli attori che avevano voce in capitolo, dall’Asl 5, alla precedente giunta del Comune della Spezia, dall’attuale Regionale, dai sindacati... progetto approvato formalmente, con tanto di atti e progetti firmati, così doveva essere... Invece, scopriamo che di quelle promesse non se ne fa più niente, tutto finito, archiviato, resettato, deciso ieri nella riunione di giunta Regionale sul Piano della sanità, malgrado meno di un anno fa, l’assessore delegato in materia, Sonia Viale, avesse promesso solennemente che avrebbe chiesto una deroga al ministro.
La motivazione di questo dietrofront? “Il decreto Balduzzi non lo prevede”, ma mi viene da dire che non è cambiato assolutamente nulla rispetto ad un anno fa, che il numero dei ricoveri è rimasto lo stesso, compresa la popolazione e allora perché mai? E ancora, perché mai non era presente il sindaco della Spezia, seconda città della Liguria ad un incontro così importante per le sorti della sanità del nostro territorio? E la “generalessa” Viale quale folgorazione sulla via di Pontida ha avuto, visto che è stata molto attiva sulla creazione dell’agenzia Alisa un contenitore di parole con a capo un manager lombardo che dovrebbe fotocopiare l’esperienza della Padania in Liguria, con il risultato di aver mantenuto le 5 Asl (su quattro Province) e per il futuro tagliare i distretti socio sanitari, (da 3 a 2) depotenziando la capillarità territoriale e aggiungendo la mitica figura del direttore socio sanitario, di cui francamente non se ne sentiva l’esigenza?
Non mi voglio dilungare oltre sull’esempio sanitario Lombardo-Veneto, se non rimarcando che di pubblico c’è rimasto ben poco e la corruzione nell’intreccio manager-politici è quantomeno preoccupante, per non parlare del depotenziamento dello strumento della Conferenza dei sindaci, che sempre meno incidono sulle scelte distrettuali in materia di sanità. L’enorme gap dell’assistenza territoriale, iniziando dai consultori, dove Sert e Salute mentale sono allo sbando, senza medici e operatori, non garantendo nemmeno la minima progettualità.
Le liste d’attesa infinite sono sotto gli occhi di tutti, senza parlare della fuga dei pazienti e la carenza di personale e posti letto.
Speravamo francamente in un futuro migliore, ma la scure che si è abbattuta ieri sulla nostra sanità non promette nulla di buono, anzi".

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