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Orlando guarda a sinistra: "Ma evitiamo pretesti"

Sguardo critico verso il secondo mandato Federici, no alle primarie, sì a un candidato civico. Il ministro riapre immediatamente le porte al dialogo con i partiti radicali e valuta positivamente il progetto Pisapia.

Orlando guarda a sinistra: `Ma evitiamo pretesti`

La Spezia - Futuro del Pd, legge elettorale, globalizzazione e disuguaglianze sociali ed economiche e gli immancabili accenni alla politica locale. Andrea Orlando ritorna in Sala Caran a pochi mesi di distanza dall'ultima volta, quando tacciò di arroganza la condotta dell'amministrazione Federici negli ultimi anni. Oggi i toni sono un po' cambiati. Il correntismo non è un lontano ricordo, il ministro continua ad avere un'opinione critica sulla gestione di alcuni aspetti della città e del partito, ma di certo in questa fase prevale la volontà di ricompattare il partito in vista delle prossime elezioni - amministrative o politiche che siano.

A sottolineare il cambio di prospettiva è anche l'introduzione di Dina Nobili, che ha elencato i miglioramenti registrati in città, dalla variante Aurelia, all'avvio dei lavori per il Felettino, da Piazza Europa a Piazza Verdi, dal turismo all'attenzione maggiore per i giovani. "Come mai i cittadini non le percepiscono? E' mancato il perno della comunicazione e della partecipazione", si è risposta la segretaria del circolo della Chiappa, Rebocco e Stra', presentando l'iniziativa alle circa 150 persone presenti come il primo di una serie di incontri. Nel pubblico spiccavano i volti degli orlandiani ortodossi Laura Cremolini, Davide Natale, Luca Basile e Moreno Veschi, oltre a quelli di Federico Barli, Andrea Stretti, Fabrizio Andreotti e del capogruppo in consiglio comunale Luca Liguori. Presente anche l'imprenditore Umberto Costamagna, che ultimamente non ha certo fatto mistero di essere a disposizione per la candidatura a sindaco, senza però aver ancora incassato nessun particolare attestato da parte dei vertici del Pd.
"Che succederà ora?", "Sono nato bersaniano, ma ho conosciuto Renzi...", "Cosa accadrà con la privatizzazione nella sanità?", "Non parliamo di correnti. Dopo questa serve una iniziativa porta a porta", "Nel centrosinistra ci sono spudorati snob, che non si vogliono assumere responsabilità di governo. Ho paura di un nuovo Ulivo"... Gli interventi dei presenti hanno reso evidente il senso di smarrimento del popolo del Pd, vecchio e nuovo, a causa della situazione politica locale, nazionale e internazionale.
E infatti Orlando ha risposto spiegando che ai populismi si risponde, in tutto il mondo, in un
modo solo: lavorando per l'uguaglianza sociale e cercando di controllare il più possibile i cambiamenti repentini che la globalizzazione ha reso così frequenti. "Dinamiche che innescano paure, alle quali le destre e il populismo rispondono creando capri espiatori semplici come gli immigrati o la casta. Sono meccanismi che funzionano, basta vedere cosa accaduto con la Brexit, con l'elezione di Trump, con i nazionalismi che stanno governando in Europa o che rischiano di vincere le prossime elezioni... Per questo non capisco chi propone la scissione da un partito che è l'unico che può proporre un'alternativa. Poi per cosa? Per prendere il 3 per cento? Ma chi guida il Pd deve mantenere aperta la discussione. Abbiamo la leadership più forte che possiamo avere oggi, ma il Pd non deve diventare il partito di Renzi".

Concetti simili sono quelli espressi riguardo alla città. "Bene, La Spezia è cambiata, ma ci sono stati alcuni problemi. Le circoscrizioni non sono state sostituite, è rimasto un vuoto che ha creato un malessere. Non è dicendo che qualcosa non ha funzionato che si apre la strada alla destra o al populismo - ha detto rimandando al mittente le accuse di chi vede la critica all'amministrazione come un fatto deleterio per il futuro del Pd spezzino -. Dobbiamo, con pazienza, ricostruire i rapporti con la sinistra radicale e con l'area moderata. Le alleanze si fanno anche in funzione della legge elettorale: in Comune serve il 50 per cento più uno, e noi non abbiamo l'autosufficienza. Quale deve essere l'asse? I servizi pubblici, la sanità pubblica, la partecipazione, la tutela del territorio, sia da punto di vista ambientale, sia per la scelta di difendere la presenza industriale. Occorre un momento di umiltà e di dialogo per ricostruire rapporti".
Un quadro che sarà fatto di altri passaggi con le persone comuni: "Loro sono il termometro, più dei sondaggi".
Quindi il discorso primarie e candidature: "Lo ripeto: secondo me le primarie lacererebbero un corpo fortemente indebolito. Possiamo pensare a un candidato estraneo al Pd e alla politica, che non sia stato parte attiva in questi anni. Ma dobbiamo prima decidere, si fanno o no le primarie? Questo è il primo nodo da sciogliere, poi eventualmente si andrà a scegliere il nome del candidato".

Questioni interne, dunque, ma anche un paio di messaggi alla sinistra, sia quella radicale sia quella che vede positivamente il modello Pisapia, che Orlando valuta positivamente: "Credo sia un progetto interessante e importante per il Pd, staremo a vedere cosa accadrà".
Guardando al panorama spezzino e alla querelle tra Raffaella Paita e Rifondazione comunista, Sinistra italiana e Possibile, il ministro ha tagliato corto: "Eviterei pretesti. La Paita ha sempre detto di vedere con favore una coalizione larga. Ha spiegato che parlava di dinamiche interne al Pd, quelle relative a una possibile scissione. Ma stiamo ai tavoli, non alle singole dichiarazioni. Anche perché pure da parte di esponenti della sinistra, in passato, se ne sono sentite di ogni genere".

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