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Ultimo aggiornamento: Venerdì 26 Maggio - ore 22.42

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Orlando: "Servono umiltà e un candidato della società civile"

Il ministro spezzino protagonista al Favaro. Il monito: "Sarebbe imperdonabile perdere senza aver fatto il possibile".

Orlando: `Servono umiltà e un candidato della società civile`

La Spezia - Un candidato da pescare dalla società civile, evitando la forca caudina delle primarie, nobile strumento che però, nello scenario attuale, rischierebbe di trasformarsi nell'ennesimo regolamento di conti. Il tutto, ricostruendo una coalizione di centrosinistra. Questo, in estrema sintesi, l'Orlando pensiero in vista delle elezioni amministrative spezzine della prossima primavera. Una visione che il ministro ha ben volentieri illustrato oggi pomeriggio alla sala Avis del Favaro in occasione di una nuova e partecipata puntata di "Percorsi democratici".

Introdotto da Marco Raffaelli, consigliere comunale e presidente del circolo Pd del Favaro ("Il Pd ha smesso di funzionare come luogo di confronto, e parte della sua comunità è stata messa alla porta", ha accusato), il titolare della Giustizia ha esordito levandosi un sassolino: "L'unica significativa presa di posizione della segreteria provinciale è stata criticare l'iniziativa promossa da 'Percorsi democratici' a favore del 'Sì' al referendum. Vorrei rassicurare la segreteria: non c'è alcuna intenzione di togliere loro del lavoro, anzi, c'è tanto da fare, ce n'è per tutti, e se vogliono organizzare altri iniziative, noi ne siamo ben felici. Il punto è che quanto hanno fatto finora, su questo come su altri punti, non è stato all'altezza della situazione. Ma credo, anzi sono certo, che ci sarà occasione per recuperare".

Orlando ha poi guardato al domani - in ossequio al titolo dell'incontro: 'La Spezia e il suo futuro, valori e progetti della sinistra' -, parlando chiaro: "In città la situazione tra Pd e cittadini è difficile, c'è malessere. Per l'esito delle regionali 2015, per le divisioni interne al partito, per le difficoltà dell'amministrazione comunale - in questi anni ha fatto cose buone e cose meno buone, ma nel complesso la città è cambiata in positivo -, che sconta anche l'attuale tendenza a scagliarsi contro l'establishment. E il Pd, a Spezia, è visto come establishment". Un abbozzo di ricetta: "Innanzitutto bisogna riacquistare un po' di umiltà. E lavorare per aprire all'esterno, a sinistra e civismo, creando una coalizione, e scegliendo un candidato dalla società civile - io due o tre nomi in testa li ho, ma non li dico nemmeno sotto tortura -, senza una targa di partito. Non è vero che le primarie vanno fatte assolutamente: meglio rivolgere un appello pubblico a tutte le forze di centrosinistra per lavorare assieme alla costruzione di una coalizione e alla ricerca di un candidato. E attenzione, le cose vanno fatte per tempo: il positivo esempio di Milano insegna. Guai a inventarsi tutto gli ultimi quindici giorni".

Perdere, per Orlando, significherebbe consegnare la città "a una destra che si sta dimostrando disastrosa alla guida della Regione o agli esponenti del Movimento cinque stelle, che si vantano di non avere esperienza amministrativa. Spezia non li merita". Morale? "Perdere avendo fatto il massimo sarebbe grave. Ma uscire sconfitti senza aver fatto tutto il possibile sarebbe imperdonabile. Quindi mettiamoci al lavoro. La federazione Pd spezzina convochi immediatamente una conferenza programmatica. E smettiamola di farci dispetti, dentro il Pd. Altrimenti, poi, i dispetti ce li fanno gli elettori quando votano".

Dal ministro, una parola sul porto: "Il Pd dovrebbe essere in grado di gestire il conflitto tra Comune e Autorità portuale, tra due esponenti dello stesso partito (Federici e Forcieri, ndr), che ogni giorno riempie le pagine, andando anche a oscurare quanto fatto di buono". E sul futuro dell'area Enel: "Bisogna chiamare a raccolta forze imprenditoriali e professionali per creare un vero progetto di riutilizzo, tenendo ben a mente quanto accaduto con il riuso dell'ex area Ip, dove alla fine è uscito poco più che un centro commerciale".

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