Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Maggio - ore 10.01

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Orlando: "Non vogliamo teste, ma bisogna cambiare la gestione politica"

I sostenitori del neo segretario nazionale del Pd Zingaretti si sono incontrati in Sala Dante per celebrare l'elezione di Castagna, Franchi e Barli. L'onorevole ha toccato temi nazionali ma anche quelli locali.

Critiche al Pd lericino
Orlando: "Non vogliamo teste, ma bisogna cambiare la gestione politica"

La Spezia - "Non dobbiamo chiedere teste, ma un netto cambiamento nella gestione politica del partito. Al capoluogo, per esempio, serve uno strumento per andare contro questa giunta dell'immobilismo. Quando le contraddizioni del centrodestra si manifesteranno in tutta la loro forza dovremo essere pronti. Per fare opposizione serve una Unione comunale forte, capace di riprendere i rapporti con il mondo dell'associazionismo, delle imprese, non ci si può limitare al consiglio comunale, dove peraltro siamo presenti con soli quattro consiglieri.
Per quanto riguarda la federazione provinciale, bisogna considerare che il 65 per cento degli elettori del territorio ha scelto Zingaretti. Ne vogliamo tenere conto o vogliamo perdere definitivamente il contatto con la società? Io dico che è necessario convocare al più presto gli organismi di partito e mettersi insieme al lavoro per gestire questo passaggio politico". Sono queste le parole che l'onorevole Andrea Orlando ha rivolto ai vertici di Via Lunigiana nel corso del suo intervento tenuto questo pomeriggio in Sala Dante, dove l'ala sinistra del Partito democratico si è riunita per stringersi intorno ai tre spezzini eletti nell'assemblea nazionale per la mozione Zingaretti: Francesca Castagna, Gianmarco Franchi e Federico Barli. Insieme a loro, in rappresentanza della mozione Martina, il segretario provinciale del Pd Federica Pecunia, che in più di un'occasione avrà sentito fischiare le orecchie, essendo indirettamente chiamata in causa in considerazione del cambio della maggioranza all'interno del partito.
"Dobbiamo rilanciare il tesseramento e riaprire i circoli che sono chiusi. Dobbiamo recuperare il rapporto con la popolazione e per questo - ha aggiunto Orlando - serve anche ritornare a organizzare una grande festa provinciale".
Sulle amministrative che si avvicinano: "Su questo punto serve un centrosinitra largo e civico, in alleanza con forze che vogliono sconfiggere la destra. Sembra scontato, ma vedendo quello che sta succedendo a Lerici evidentemente non lo è. E poi servono candidati competitivi, indipendentemente dall'area di appartenenza o del partito che rappresentano. Dobbiamo essere noi i primi a fare questa valutazione per il bene dei territori".

"Questa vittoria - ha dichiarato Castagna - non è un punto di arrivo ma di ripartenza per una riorganizzazione che deve passare per l'apertura del partito a tutti. Ci hanno votato molte anime, dal mondo cattolico, che rappresento, all'ambientalismo, ai giovani e alle donne. Come ha detto Zingaretti nell'intervista con Fabio Fazio: non possiamo più stare nei palazzi, ma dobbiamo tornare nelle piazze e stare sui temi della gente. Andando a richiamare chi dolorosamente aveva lasciato il partito. Si può ripartire insieme solo trovando comunanza sui singoli temi".

Per Franchi c'è la "necessità di una nuova agenda politica legata anche a nuovi volti. Zingaretti lo ha dimostrato con la partecipazione al voto e con il sostegno di blocchi sociali per niente scontati, provenienti da aree culturali prima vicine al Movimento cinque stelle o alla sinistra. Dobbiamo mettere a frutto - ha proseguito il giovane esponente del Pd - la fiducia che ci è stata accordata sull'ambiente e sull'economia anche e soprattutto da parte delle nuove generazioni. Zingaretti parla di economia giusta per lasciare un pianeta migliore rispetto a quello sul quale viviamo oggi".

"Per la prima volta vengo eletto nell'assemblea nazionale in maggioranza - ha rilevato con ironia Barli -. Ora dobbiamo riempire il partito e aprire le porte alla sinistra. Il Pd non è sufficiente, ma è certamente indispensabile per cambiare le cose in questo Paese in cui il governo riempie le televisioni di propaganda, ma poi abbiamo visto come opera nel concreto, dal decreto Genova alla finanziaria. Ogni giorno la colpa è degli ultimi, c'è sempre un pericolo contro il quale aizzare i cittadini. Salvini e Di Maio passeranno ma questa cultura di destra resterà e sarà più difficile mettere in atto proposte progressiste".

Per Orlando che ha parlato a lungo le ragioni della vittoria netta di Zingaretti sono essenzialmente due: la ricerca di un riferimento forte e la spinta verso un profondo cambiamento rispetto agli ultimi anni. Una motivazione interna e una esterna, dunque.
"Le primarie - ha sostenuto - si inseriscono nella mobilitazione del popolo dei sindacati di Piazza San Giovanni, nella manifestazione di Milano e nei numerosi cortei dell'otto marzo. Il Pd deve porsi come strumento di questa mobilitazione civile e di opposizione al governo. Ma alle primarie abbiamo visto pochi giovani, pochi poveri, disoccupati, operai. Manca la forza di manovra dei populisti, dobbiamo recuperare il sostegno di queste categorie. Sono convinto che dobbiamo ritrovare il gusto della discussione politica, che, a onore del vero, non abbiamo perso solo nel corso dell'ultima gestione del partito. Chiudersi sulle proprie posizioni non va bene. Se dopo una riunione non abbiamo un'idea un po' diversa da quella di partenza, allora possiamo rimanere a confrontarci sui social. Dobbiamo cambiare il meccanismo respingente che ci ha contraddistinto negli ultimi anni, tutti indistintamente.
Serve un Pd che sappia ascoltare e che usi le sue energie per parlare all'esterno non per discutere al suo interno".
Conclusa l'autocritica l'ex ministro ha puntato la lente sul tema delle disuguaglianze sociali, considerate il principale avversario da sconfiggere, e su argomenti come la lotta alla criminalità organizzata, in contrapposizione all'azione del governo "che ha derubricato il problema della sicurezza alla sola microcriminalità".
"Il voto dato al Movimento cinque stelle può essere recuperato, se agiamo fornendo alternative credibili al governo e rassicurazioni alle categorie dei giovani e dei precari, impauriti e disorientati. Dobbiamo essere europeisti progressisti. L'Europa dominata dalle destre ha aperto la strada a populismo, è stata la minima Europa indispensabile, un mercato comune senza alcuna attenzione al sociale. Per questo oggi le categoria più povere sono nemiche dell'Europa. Per questo credo che dobbiamo lanciare liste aperte a quella parte di società che va da San Giovanni ai cortei della Festa delle donne, e per questo ci impegneremo per la rielezione di Brando Benifei al parlamento europeo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News