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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Agosto - ore 10.33

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Orlando: "Manfredini è il centrosinistra. Chi vota Ruggia, Melley o Forcieri elegge Del Turco"

Il ministro della Giustizia: "E' il voto utile e l'unico candidato di centrosinistra che non si è scelto da solo. Questa città non farà vincere il centrodestra al ballottaggio"

Orlando: `Manfredini è il centrosinistra. Chi vota Ruggia, Melley o Forcieri elegge Del Turco`

La Spezia - La discesa in campo del ministro Andrea Orlando a sostegno della candidatura a sindaco di Paolo Manfredini non ha tradito le aspettative. Nel corso del comizio fronte al point elettorale di Piazza del Bastione, tra candidati e iscritti del Pd, il Guardasigilli è stato un fiume in piena che ha strappato applausi a ripetizione e qualche sorriso ai simpatizzanti.

Ad aprire le danze è stato lo stesso Manfredini, che ha parlato di "campagna lunga e difficile, a causa di un centrosinistra frammentato, senza una vera ragione politica". "Gli altri candidati - ha domandato - si professano indipendenti, ma da che cosa? Dai poteri forti? Difficile capire quanto sia vero. Forcieri afferma di essere più Pd di me... Certo, io sono un iscritto del Psi... Ma piuttosto: io sono stato alleato e leale nel confronti del Pd, e lui?".
Poi Manfredini ha cambiato registro: "Ma questi sono temi che rischiano di fuorviare la vera partita, quella che si gioca tra chi ha una visione del mondo contraddistinto dai valori dell'uguaglianza, della solidarietà e della tutela dei diritti, e gli altri, quelli che portano avanti le divisioni, la tutela particolare e puntano sulle differenze. Hanno portato qui gente come Meloni e Salvini... in una comunità che è medaglia d'argento per la Resistenza. Stiamo parlando di realtà diverse e inconciliabili. Non è una questione di chi è civico e chi non lo è". Rivolto a quanti chiedono discontinuità rispetto ai due mandati Federici, Manfredini ha sottolineato: "Abbiamo fatto tanta strada, ce lo ha confermato anche Mannoni due settimane fa. S', ci sono cose da migliorare, siamo qua apposta. Ma non è vero che tutto è stato fatto male. La nostra città ha voglia di futuro e ci sono le condizioni per garantirglielo, su tutti i piani. Noi non siamo quelli che si lamentano continuando a guardarsi l'ombelico".

Il microfono è poi stato affidato al ministro. "Sono entrato in consiglio comunale nel 1990 - ha esordito - nella lista dell'allora Pci. E ricordo che la prima cosa che mi dissero fu che per sei mesi non sarei intervenuto. Poi dovetti preparare una dichiarazione di voto per una delibera: impiegai un giorno per scrivere un intervento da cinque minuti. Questo per dire che la politica non si improvvisa, ma è un lavoro che si consolida nel tempo. Se superi le prove che ti si parano davanti darai un contributo maggiore alla comunità. Oggi - ha proseguito - ho visto i manifesti che esemplificano la diaspora avvenuta nel centrosinistra spezzino. Ma il 75 per cento di questi candidati è stato iscritto, eletto o ha sostenuto le forze del centrosinistra. Eppure oggi sembra che vengano dalla luna. Persino il centrodestra ha cercato un ex iscritto del Pd come candidato. E mi piange il cuore nel vedere il simbolo della falce e martello associato a liste che probabilmente otterranno percentuali da prefisso telefonico".

Quindi uno sguardo alla storia politica spezzina. "Siamo una città in cui essere poveri e essere madri è meno difficile e duro che altrove. Abbiamo costruito una città che ha saputo affrontare momenti difficili perché ha messo al centro la persona, i più deboli e l'attenzione sociale con quel tratto unitario che veniva dalla Resistenza, segnatamente antifascista. E oggi vedere liste apertamente fasciste mi preoccupa molto. Quella strada venne tracciata da Varese Antoni, Walter Bertone e Aldo Giacché".

E a questo punto l'attacco frontale ai candidati delle altre liste. "Vedo che altri scendono in campo dicendo "Io sono meglio di quell'altro". Ma non è un concetto dimostrabile, tutti siamo convinti di essere migliori di altri. Ma in politica è meglio soltanto chi vince. Ci sono ego ipertrofici che rischiano di far arrivare al ballottaggio centrodestra e Movimento cinque stelle: questo - ha detto Orlando - è il risultato politico che questi scienziati sono in grado di produrre. Saranno contenti gli albergatori, che accoglieranno le troupe televisive che verranno a documentare la sfida tra destra e Cinque stelle in una città storicamente di sinistra. Noi abbiamo fatto una scelta difficile: ringrazio Corrado Mori - ha continuato strappando un applauso - che era un possibile candidato. Non abbiamo messo in pratica atti di forza, ma abbiamo voluto dare un messaggio politico: Paolo è una personalità non improvvisata, che ha saputo dare prova di avere la capacità di unire, di essere in grado di dialogare con un mondo col quale qualche problema ci siamo causati, quello della scuola, che sarà preziosa in queste elezioni. Alle Regionali questa fetta di popolazione non ci ha votato, perché venivamo da una riforma gestita coi piedi. Il primo ruolo di Manfredini sarà quello di ricostruire i rapporti con i mondi che si sono allontanati dal centrosinistra. Da Spezia deve ripartire la nostra riscossa per tutta la Liguria. In tre anni il centrodestra non ha fatto niente, e i dati sulla disoccupazione lo dimostrano. Da qui nascerà qualcosa che andrà oltre al modo di concepire le coalizioni, non per quote tra partiti ma coalizioni sociali che vedano come protagonisti soggetti fondamentali: il volontariato, l'associazionismo, lo sport. Li ho visti tra i componenti delle liste, ma andiamo a parlare con queste realtà, non accontentiamoci del solito bacino, non pensiamo solamente a dividerci le preferenze. Quasi metà degli spezzini non ha votato nel 2012: pensate a quanti ne possiamo raggiungere, penate a quanta disperazione possiamo accogliere, ascoltiamo i loro problemi".

Infine Orlando si è lanciato in altre considerazioni di stampo politico ed elettorale.
"Lavoriamo tutti insieme, orgogliosi di quanto abbiamo fatto, lungo un corso che oggi è rappresentato da Manfredini, l'unico candidato del centrosinistra che non si è scelto da solo. La democrazia funziona così. Il disorientamento è tanto: gli altri candidano un ex assessore del centrosinistra, un ex presidente dell'Autorità portuale che per decenni ha ricoperto ruoli grazia al partito, un vicesindaco uscente... ma il centrosinistra si chiama Paolo Manfredini. Gli altri si sono auto-investiti, la scelta del centrosinistra spezzino è lui. Il ballottaggio tra centrodestra e Cinque stelle è uno scenario possibile. E allora bisogna valutare che chi può andare al ballottaggio per il centrosinistra è Manfredini, è lui quello più avanti degli altri. Non servono congetture particolari. Se c'è qualcuno fuori dai giochi occulti è lui: non gli sono mai state attribuite operazioni, i registi occulti sono altri. Qualcuno è addirittura da Notte degli Oscar. Questa è una operazione davvero trasparente, lui è l'unico dietro al quale sappiamo chi c'è: il Pd e le altre forze di centrosinistra. Non so chi sia dietro gli altri, non so quali rapporti tra affari e politica incarnino. Non voglio demonizzare questi rapporti, sono logici motori dell'economia, ma bisogna sapere quali sono. Nella qualità democratica di una città questo fa la differenza. Guardando al centrodestra mi domando cosa c'entri il cristianesimo sociale della Cisl con Salvini. Mentre sui grillini, dobbiamo dire che non è vero che chi non ha mai fatto politica ottiene risultati migliori. Ad amministrare un Comune non ci si improvvisa, si impara. E non è normale arrivarci con 29 voti".

"Credo si possa vincere - ha concluso - e che si possa fare bene. Il tema vero, anche se non è nuovo, è quello del voto utile. Se un elettore vota Ruggia, Melley o Forcieri elegge Donatella Del Turco. Perché sono convinto che questa città non farà vincere la destra al ballottaggio. Ma possiamo risparmiarci Del Turco sindaco, e dobbiamo evitarlo".

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Federica Pecunia, Andrea Orlando e Paolo Manfredini Archivio CDS


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