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Ultimo aggiornamento: Martedì 21 Novembre - ore 18.06

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Ora Manfredini balla da solo: "Incontrerò i leader del centrosinistra"

Il candidato sindaco annuncia le mosse in vista del ballottaggio: "Mi muoverò libero, senza paletti da parte del Pd e senza andare a parlare di nomi o posti. Bisogna unire il valore aggiunto di ogni proposta".

Ora Manfredini balla da solo: `Incontrerò i leader del centrosinistra`

La Spezia - Meno partiti e più responsabilità personale. A poco più di 12 ore dal concretizzarsi dell'esito del primo turno delle elezioni, Paolo Manfredini ha convocato una conferenza stampa per commentare il verdetto delle urne e anticipare quali saranno le sue mosse nel corso delle prossime due settimane, quelle che lo separano dalla sfida faccia a faccia con Pierluigi Peracchini, il candidato col quale il centrodestra ha messo la freccia nei confronti del Partito democratico.

"L'esito del voto - ha detto il socialista - è legato anche alle modalità con cui le elezioni sono state affrontate: il centrosinistra si è presentato frammentato e ha scontato questa scelta. In politica non bisogna mai pensare che valgano le regole dell'aritmetica, ma viene logico considerare che se facciamo la somma di tutte le forze del centrosinistra in campo ci si avvicina al 50 per cento. E' oggettivo. Siamo arrivati al ballottaggio, e non era scontato. Ora questo è ciò che conta. Non sono soddisfatto, ma il primo obiettivo è colto".

Per raggiungere il secondo obiettivo, quello più importante, Manfredini e il Pd cambieranno rotta. "Si cambia registro, d'ora in poi ci sono due candidati che si confrontano". Un testa a testa che Manfredini vuole condurre affrancandosi un po' da un Pd (spezzino e non solo) che ha mostrato il fianco alla volontà di rinnovamento della politica.
"Da una parte intendo proseguire con l'impianto dell'ascolto, dell'incontro, del contatto coi cittadini. Abbiamo fatto 300 incontri in questi mesi, e sono convinto che questa sia la strada giusta. Dall'altro c'è la necessità di aprirsi a tutto il centrosinistra: da parte di Melley ho visto una buona interlocuzione coi giovani, per quanto riguarda Forcieri c'è invece un dialogo proficuo col mondo della sanità. Nei prossimi giorni incontrerò i leader e lavoreremo per intercettare le richieste del popolo del centrosinistra nel suo complesso. Andrò io a tenere gli incontri, non è più il momento dei partiti e dei candidati che cercano il consenso per le preferenze. Io sono il candidato che si propone, è giusto che lo faccia io. Non ci saranno paletti da parte del Pd, non ne voglio, voglio essere libero. Mi assumo la responsabilità di quello che accadrà. Ovviamente chiedo alle liste di continuare a fare la loro parte nel trasmettere i nostri valori e il nostro programma alla cittadinanza, ma in parallelo condurrò da solo il confronto verso il ballottaggio".

Un impegno su due fronti: contro Peracchini e il centrodestra e con le liste civiche del centrosinistra e i partiti della sinistra.
"Non daremo la priorità a scambi o ragionamenti sui posti in giunta, ma l'interlocuzione politica sui valori aggiunti che ognuno può portare. Potremmo anche valutare l'ipotesi di lanciare una giunta composta da persone di centrosinistra, ma non necessariamente legate ai partiti. Non si deve più pensare al bene delle liste, ma della città. Questo deve essere il credo di un sindaco. Mi rivolgerò anche a chi non è andato a votare: mi piacerebbe poter discutere dei temi del progetto di città che abbiamo in mente, come il lavoro, la riqualificazione, il welfare, la sanità...".
Dall'altra parte il collante che Manfredini cerca con il resto del centrosinistra passa per la sottolineatura delle differenze rispetto al centrodestra.
"Ci sono due visioni del mondo nettamente diverse. Da una parte l'uguaglianza e l'inclusione che ci contraddistinguono come forze di sinistra, dall'altra una coalizione che ha come elemento trainante la Lega, che ha forzato la mano sui temi di una destra dura, spesso razzista e intransigente. Lo abbiamo visto bene in campagna elettorale, con Salvini che è venuto in riva al Golfo per due volte, col suo carico di dichiarazioni a effetti, che parlano alla pancia e giocano sulle paure delle persone".

A chi chiede se non ritiene che la pesante flessione del Pd non derivi in maniera incisiva dall'attività amministrativa degli ultimi anni, Manfredini risponde: "La città è cambiata in positivo in molte cose, dalle opere all'atmosfera che si respira, quella di una realtà più aperta e dinamica. Ci sono le condizioni per concretizzare obiettivi importanti per l'occupazione, con esempi come la Legge navale e la cessione di aree militari al Comune. La logica che ha offuscato questa trasformazione è stata la voglia di cambiare a tutti i costi, anche senza che ci siano le condizioni oggettive per volerlo, questo cambiamento. Il miglioramento che c'è stato va reso più chiaro e intellegibile".

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