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Nuovo Comune in Acam, in Provincia i fronti si spaccano e si mescolano

In consiglio provinciale la pratica su Carrodano passa con tre voti favorevoli per parte. Nobili (Pd) vota con Peracchini ma tuona: "Maggioranza esplosa".

Ranghi misti
Nuovo Comune in Acam, in Provincia i fronti si spaccano e si mescolano

La Spezia - Una strana maggioranza formatasi in consiglio provinciale dà di fatto il benvenuto al Comune di Carrodano in seno ad Acam Iren per il servizio idrico, accogliendo la volontà del l'amministrazione guidata dal sindaco Pietro Mortola e la conseguente espressione del consiglio comunale. A votare favorevolmente, al termine di un dibattito breve e non privo di spunti di interesse, sono stati, lato centrodestra, il presidente Peracchini e i consiglieri di maggioranza popolari Gianstefani e Solari (sindaco di Carro), e, lato centrosinistra, i consiglieri Sivori (sindaco di Zignago), Mori e Nobili. Il resto della maggioranza – il leghista Rosson, l'indipendente Saccone, il popolare Ponzanelli – si è astenuta, mentre il consigliere di opposizione Licari ha espresso l'unico voto contrario. Assente per la maggioranza il consigliere Biagi. Sei a quattro l'esito finale, con la minoranza che avrebbe potuto 'mandare sotto' la maggioranza, cosa che avviene non di rado, quando in politica se ne presenta l'occasione, anche tralasciando il merito del contendere, benché il voto a chiamata previsto dalle sedute virtuali, come quella odierna, veda dinamiche decisamente diverse rispetto alla classica alzata di mano in contemporanea.

“Il sindaco di Carrodano in campagna elettorale aveva promesso che il servizio idrico sarebbe rimasto in gestione comunale e lo ha anche ribadito dopo l'elezione, ora non mantiene le promesse – ha segnalato Licari annunciando il suo no alla pratica -. Inoltre il Comune non ha riscosso le bollette del 2018 e del 2019: ora con il passaggio ad Acam inevitabilmente aumenteranno i costi, cosa che si ripercuoterà in bolletta, unitamente a questo i cittadini dovranno saldare le vecchie bollette non riscosse: insomma una bella salassata. Ecco perché voto contro, pur comprendendo le difficoltà che i piccoli comuni hanno nella gestione dell'acqua”. Di differente orientamento il collega del centrosinistra Sivori che ha annunciato voto positivo partendo dalla sua esperienza di amministratore: “Anche io ero dell'idea di continuare col servizio idrico gestito per conto nostro, ma dopo i dovuti approfondimenti ho capito come sia chiaro che, per come è costruita la normativa e per le responsabilità che conseguono alla gestione in proprio dell'acqua, per un piccolo comune è impossibile fare da solo. La politica è bella fino a un certo punto, poi bisogna scendere nel tecnico e capire che i sindaci hanno responsabilità enormi”. Sivori ha altresì chiesto che sia un po' più facile rapportarsi con Acam Iren e che anche nei “piccoli comuni, un po' abbandonati, si facciano i giusti interventi e investimenti”.

Il presidente Peracchini ha promesso impegno (“Sensibilizzerò i vertici dell'azienda presenti sul territorio”) ricordando altresì, in linea generale e non diretto al primo cittadino di Zignago, che “ci sono interventi che devono essere fatti dai Comuni. Il 'metodo dell'amico' praticato in passato da Acam ha portato a 750 milioni di debiti e di fatto a un fallimento. Grazie al cielo siamo riusciti a fare l'aggregazione”. Il sindaco spezzino ha quindi motivato il suo favore alla presa d'atto: “Un gestore efficiente è una garanzia per tutti, le tariffe saranno calcolate secondo formule valide in tutta Italia, niente di strano”.
La consigliera popolare Gianstefani, che ha delega all'Ato idrico, ha colto l'occasione per informare che “il lavoro sul piano di investimenti 2020-23 sta continuando e all'inizio della prossima settimana avremo un ulteriore confronto con il gestore e saremo in grado di dare le prime valutazioni” e per “rinnovare l'impegno per approfondire l'aspetto dell'articolazione tariffaria”.

La consigliera Pd Nobili, orientata a un voto positivo – come poi è stato -, ha chiesto qualche chiarimento al dirigente Casarino sulla questione delle bollette 2018 e 2019 sollevata da Licari. “Il Comune di Carrodano le sta predisponendo e le metterà a nome del Comune – ha detto il funzionario -, quindi i cittadini dovranno pagare in un anno tre annualità, ma nella convenzione in corso di stipula tra ente comunale e Acam credo sia prevista una dilazione in modo da spalmare su almeno 18 mesi il pagamento”. E sempre la Nobili è intervenuta con una nota a margine della seduta: “Ma il centrodestra esiste ancora? La maggioranza che sostiene Peracchini in Provincia e in Comune c’è? Per me no! Dopo un passaggio veramente pesante sulla mozione per l’acqua gratis per i mesi di Covid oggi sulla proposta del passaggio ad Acam Acque di Carrodano la maggioranza è esplosa. Che succede? I giochini del centrodestra danneggiano solo i cittadini che devono sapere che noi guardiamo al merito dei provvedimenti nel loro interesse”, ha tuonato la consigliera.

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