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Nuove assunzioni in arsenale, si guarda alla prossima Legge di bilancio

I parlamentari spezzini e non solo si sono confrontati nel corso dell'ultima seduta della commissione consiliare Lavoro. Tra compensazioni e strategicità, tutti concordi sulla necessità di nuove maestranze.

Ultimatum
Nuove assunzioni in arsenale, si guarda alla prossima Legge di bilancio

La Spezia - Tutti d'accordo sul fatto che le assunzioni all'interno dell'arsenale della Spezia meritino di ritornare tra le priorità del ministero della Difesa. Una vertenza che i sindacati portano avanti da oltre un decennio e sul quale la politica si è più volte espressa a favore, salvo poi concludere poco o nulla. E intanto le maestranze civili dello stabilimento spezzino calano sempre di più, anche a causa del blocco del turn over imposto dalla spending review. Una manovra tanto cruda quanto miope, che porterà nel giro di pochi anni al punto di non ritorno, quando i nuovi assunti – se ci saranno – non avranno più chi può insegnare loro il mestiere, perché è di tecnici e operai che parliamo, lavoratori che più di qualunque altra categoria hanno bisogno del travaso delle conoscenze dei più anziani.

Dell'argomento si è parlato nel corso della seduta della commissione Lavoro che è andata in onda ieri pomeriggio sul canale YouTube del consiglio comunale della Spezia.
A presiedere i lavori, intervallati dagli ormai abituali problemini tecnici, è stata Maria Grazia Frijia che nei giorni scorsi ha messo insieme un parterre di parlamentari, locali e non, per ascoltarne le posizioni e capire quali mosse sono in programma.
Giovanni Luca Aresta, capogruppo grillino nella commissione Difesa della Camera, ha ricordato cornice normativa di contesto che prevede uno strumento militare più contenuto, sia sotto il profilo della strutture che degli organici (esclusa la Capitaneria di porto), con una contrazione complessiva del 30 per cento anche attraverso la soppressione e l'accorpamento per razionalizzare e contenere il numero delle infrastrutture. La legge del 2012 prevede che si passi da 30mila a 20mila unità entro il 2024, con conseguente risparmio di risorse.
“Nel Decreto Agosto – ha spiegato Aresta – è stato inserito un provvedimento che consente alla Difesa di assumere 315 civili non digenziali con profilo tecnico per completare l'organico dell'arsenale di Taranto.
Ci stiamo impegnando per inserire nella prossima Legge di bilancio anche la giusta attenzione per gli arsenali di Augusta, Brindisi e La Spezia, anche alla luce delle difficoltà che si vivono nelle tre situazioni. Il capo di stato maggiore Cavo Dragone ha illustrato un articolato piano di azione per la ripresa e lo sviluppo del comparto che comprende l'incremento del personale civile. Inoltre è previsto uno stanziamento di 500 milioni in 12 anni sulle basi di Taranto, La Spezia e Augusta per il loro ammodernamento. E non si dimentichino le risorse del Piano Brin”.

Stefania Pucciarelli, senatrice della Lega, ha rivendicato di aver presentato per il Decreto Agosto un emendamento, con tanto di copertura economica, per nuove assunzioni anche alla Spezia. “Chiedevo di trovare risorse per tutti arsenali non solo per quello di Taranto, ma la mia iniziativa è stata inascoltata, come l'ordine del giorno proposto in commisione. Vedere un solo articolo per Taranto non ci è parso armonico. Ripresenterò lo stesso emendamento in fase di bilancio perché tutti gli stabilimenti hanno la stessa dignità”.

Dall'altra parte dell'arco politico ha preso la parola il deputato di Leu, Luca Pastorino: “La questione del personale è centrale per gli arsenali. Ritengo che le assunzioni a Taranto hanno una matrice compensativa territoriale legata alla questione Ilva. Concordo con la necessità di modificare legge perché gli arsenali sono fondamentali per la prospettiva delle basi navali. Alla Spezia sono rimasti 500 civili in arsenale e 200 indiretti. Negli anni novanta erano 5mila eppure oggi l'arsneale continua a occupare una superficie enorme e in gran parte non utilizzata. Il piano delle assunzioni è da vedere anche in prospettiva di crescita economica”.

Per i totiani di Cambiamo è intervenuta l'onorevole Manuela Gagliardi, che è anche membro della giunta comunale spezzina. “Che le assunzioni siano importanti in tutti gli arsenali ce lo dice chiaramente il grido d'aiuto lanciato da parte della Marina. Se si parla di compensazione ricordiamo che qua abbiamo avuto e continuiamo ad avere una centrale elettrica, e non si dimentichi quanta parte del nostro golfo è occupata dall'arsenale, con meno di mille addetti. Questa – ha concluso Gagliardi – è una contraddizione che non possiamo sottacere”.

Presente all'incontro in teleconferenza anche il vicepresidente della Camera, il deputato di Fratelli d'Italia Fabio Rampelli. “La legge per Taranto è una marchetta territoriale ingiusta: la disoccupazione è un flagello per tutto il Paese, da Nord a Sud. La giustificazione dell'Ilva non regge, tanto più in piena emergenza Covid, con moltissime persone che hanno perso il lavoro ovunque. Ci pare proprio una marchetta per vincere le elezioni in Puglia. Inoltre ritengo che poca parte dei soldi in arrivo sia impegnata per questioni di reale prospettiva. Ma siamo disponibili e se si dovesse investire sulle basi navali noi ci saremo”.

“La situazione dell'arsenale spezzino è un evergreen, se ne parla da sempre, e invece di andare verso una soluzione la situazione è peggiorata – ha constatato Roberto Bagnasco, onorevole ligure di Forza Italia –.
Se 2024, come detto dall'ammiraglio Cavo Dragone, è il punto di non ritorno, beh, rendiamoci conto che è dietro l'angolo. Serve una inversione di tendenza e noi di Forza Italia ci siamo”.
Il leghista Lorenzo Viviani si è prima di tutto rammaricato per l'assenza di Roberta Pinotti, ex ministro della Difesa e presidente della commissione competente al Senato. “Bisogna recuperare il turn over per non perdere il know how di maestranze che sono sempre state ritenute di primo piano e fortemente apprezzate. Serve una visione strategica, ma anche la Marina deve dare risposte in questo senso”.

Il capogruppo Pd in consiglio comunale Marco Raffaelli ha preso la parola solamente per annunciare l'abbandono della seduta in protesta con le dichiarazioni di Rampelli: “Parlare di mancette politiche invalida lo spirito di collaborazione con accuse vergognose. Sono sempre state previste risorse straordinarie per il Sud”. Rampelli si è detto allibito, mentre Emanuele Corbani, della lista Spezia vince con Peracchini sindaco, ha bollato l'abbandono di Raffaelli come “poco utile e non comprensibile” e ha aggiunto che “serve la volontà politica di invertire il corso delle risorse e di riconoscere che la città è sede di un distretto evidentemente collegato a doppio filo col mare”.

Un concetto confermato dall'intervento di Andrea Orlando, ex ministro, deputato e vice segretario nazionale del Pd.
“Ricordo a tutti, anche a chi parla di un'azione compensativa per Taranto e a chi parla di marchette, che per quanto riguarda la collaborazione tra lo stabilimento Fincantieri di Muggiano e l'arsenale c'è un accordo per allestimenti di 15 milioni di euro e di 411 milioni di euro per le nuove navi in costruzione. A queste risorse si aggiungeranno quelle per il nuovo cacciatorpediniere (624 milioni), per il nuovo sottomarino (1.513 milioni di euro), per il pattugliatore polivalente d'altura (1.993 milioni di euro), per le navi anfibie (344 milioni)... E lo stesso ragionamento vale per le commesse di armamenti di Leonardo per 88 milioni di euro. Sbaglieremmo a valutare la base navale solo in ottica di ricaduta diretta o che riguardi una presunta attività di ammortizzatore sociale. Le basi navali sono da valutare in base alla loro strategicità, non è questione di compensazione. Taranto ha oggi una maggiore strategicità per gli scenari internazionali, ma La Spezia è al centro di un distretto del militare. Con questo approccio dobbiamo puntare a un pieno ammodernamento e insieme al Comune e al sindaco effettuare una ricognizione di ciò che è necessario e quello che non lo è più.
Ragionamento non è che se sono state fatte assunzioni a Taranto devono essere fatte anche alla Spezia, ma occorrono per la strategicità del nostro arsenale. Credo ci siano le condizioni perché questo accada. La carenza del personale è del 35 per cento, quindi, senza conquistare niente, possiamo ottenere 223 assunzioni su un organico previsto di 875 unità. Se si attende 2024 si scende a poco più di 400, occorre almeno un parziale reintegro già a partire dalle legge di bilancio di quest'anno”.

La leghista Lorella Cozzani ha chiesto perché sia necessario mettere mano alla legge del 2012 per l'arsenale spezzino, mentre Guido Melley ha sostenuto che ogni base e ogni arsenale abbiano le proprie specificità e configurazioni possibili: “La Spezia ha una vocazione per le officine, Taranto per la logistica. Occorre sinergia a tutti i i livelli, e ritengo giusta la proposta di Orlando di chiedere al sindaco un'azione importante”.
Patrizia Saccone ha dato l'ultimatum: “Non c'è più tempo: o si valorizza l'arsenale o si restituiscono le aree alla città. Ma bisogna agire: dirlo e basta non serve a nulla”.
In chiusura il ringraziamento a tutti gli intervenuti del vice sindaco Genziana Giacomelli ha ricomposto lo spirito collaborativo iniziale. Ma l'arsenale si aspetta di più, attende da troppo azioni concerete.

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