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Ultimo aggiornamento: Sabato 21 Luglio - ore 22.00

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No alle slot machine nei locali comunali, il consiglio approva

Passano tutte le delibere discusse a Palazzo civico: ok al Puo di Fossamastra proposto da Tarros, all'inasprimento delle sanzioni per chi non paga la Cosap e alla più semplice trasformazione dei sottotetti in spazi abitabili.

No alle slot machine nei locali comunali, il consiglio approva

La Spezia - Via libera, da parte del consiglio comunale, a tutte le delibere presentate nel corso della seduta di ieri sera. Da oggi, dunque, la città può contare su un nuovo regolamento sui beni comunali, sull'inasprimento delle sanzioni per chi evade la Cosap (con due sospensioni di 10 giorni e infine la sospensione della licenza, come spiegato dal sindaco Pierluigi Peracchini, titolare della delega al Bilancio), su una maggiore libertà nella trasformazione dei sottotetti in spazi abitabili e sull'approvazione del progetto di trasformazione proposto dal gruppo Tarros per un'area del quartiere di Fossamastra (di cui CDS aveva già parlato qui).

Il Puo di Fossamastra
“L’attuazione del progetto – ha dichiarato l’assessore all’Urbanistica, Anna Maria Sorrentino - è legata a un’iniziativa comunale tesa a favorire la rigenerazione urbana dell’intero quartiere, corredandolo di aree verdi ed attrezzate che possano concorrere ad ampliare l’offerta di servizi pubblici sul territorio, inseriti nel Bando delle Periferie che verrà indetto a breve. E’ un intervento determinante per la città, perché crea una maggiore fluidità del traffico portando il transito dei container nella parte retrostante di Fossamastra. Il progetto è inoltre orientato alla riorganizzazione urbanistica ed edilizia dell’intero Distretto, attraverso la progressiva dismissione delle attuali aree di stoccaggio dei container e mediante l’insediamento di strutture direzionali, produttive e turistiche, dimensionate secondo le indicazioni di piano. Il tutto da realizzarsi con la costruzione di 3 edifici per una superficie agibile di 12mila metri quadrati, di cui 4.900 con destinazione terziaria (uffici direzionali) e 7.250 con destinazione produttiva, nonché la cessione al Comune di aree destinate a viabilità e verde pubblico, per un totale di 9.600 metri quadrati circa".
Sulla pratica il gruppo consigliare LeAli a Spezia, composto da Guido Melley e Roberto Centi, ha presentato un ordine del giorno con il quale avrebbe voluto impegnare la giunta a vincolare i denari provenienti dalla permuta di un'area e dagli oneri urbanistici (all'incirca 1,5 milioni di euro) all'utilizzo per interventi a favore del quartiere. "I quartieri del Levante - ha detto Melley - hanno subito numerose ferite in passato e con questa iniziativa non le guariremo oggi, ma l'amministrazione potrà dimostrare attenzione verso gli abitanti e migliorare la vivibilità della zona".
La proposta è stata rigettata dall'amministrazione che, per bocca dell'assessore Sorrentino, ha ricordato "gli oltre 7 milioni di investimento da parte del Comune e i 14 da parte dei privati previsti nell'ambito del Progetto periferie. L'impegno del Comune per Fossamastra - ha spiegato - è già consolidato abbondantemente".
Dal Pd Federica Pecunia ha ricordato che il bando grazie al quale il Levante sarà rivoluzionato in meglio è stato emanato dai governi di centrosinistra e ha riguardato un terzo della popolazione italiana, mentre Massimo Caratozzolo, del gruppo Per la nostra città, si è dichiarato contrario all'approvazione dell'ordine del giorno, memore del fatto che "oltre 800mila euro ricevuti nell'ambito della convenzione Enel e vincolati a interventi per i quartieri e per l'ambiente, sono finiti nella voragine di Piazza Verdi".
Al momento del voto il documento di Melley e Centi è stato bocciato con il voto negativo di tutta la maggioranza, mentre la delibera inerente il progetto è stata approvata con tre soli astenuti.

Il regolamento sui beni comunali
L'altra delibera che ha registrato gli interventi dei consiglieri è stata quella relativa al regolamento sui beni comunali, presentato dall'assessore al Patrimonio, Manuela Gagliardi.
"Si tratta di un regolamento più innovativo per la gestione del patrimonio comunale - il precedente regolamento risale, infatti, alla fine degli anni 90 - ma anche perché i principi che lo hanno ispirato sono quelli dell’equità sociale che agevola chi svolge realmente una attività a favore della Comunità. Inoltre sono state messe nero su bianco norme certe e trasparenti perché la cosa pubblica appartiene a tutti i cittadini e quindi chi gestirà tali strutture dovrà anche averne cura attraverso una adeguata manutenzione. Per questo vorrei prima di tutto ringraziare gli uffici per il lavoro svolto e consiglieri comunali che hanno recepito l’importanza del provvedimento approvandolo - afferma oggi Gagliardi -. Vengono regolate quindi tutte le categorie di beni ed in particolare quelli demaniali ed indisponibili, la cui principale forma di affidamento risulta essere la concessione amministrativa. Sono quindi state previste forme diverse di concessione, incluse quelle ricorrenti, ossia non superiori ad un anno e quelle occasionali, per singole iniziative, con tariffari orari, volte a favorire maggiore flessibilità nella messa a disposizione degli immobili. Permane poi la principale forma di concessione continuativa, di norma per sei anni, ed in questo caso, e facendo riferimento ad attività non lucrative, sono stati definiti indirizzi e criteri per la valutazione delle domande, in base a piani annuali in cui la Giunta gioca un ruolo di visione complessiva e determinazione dei piani e bandi di norma annuali. Per attività di interesse generale e non lucrative - prosegue - sono previste agevolazioni relative al canone di concessione con abbattimenti del canone di mercato fino all'80%.
Sempre in tema di trasparenza l’assegnazione dei locali sarà regolata dagli uffici attraverso un apposito bando pubblico per gli spazi disponibili e verrà costituita un'apposita Conferenza dei Servizi Intersettoriale(composta da personale settori Patrimonio, Sport, Welfare, Ambiente e Cultura) che valuterà le domande e predisporrà un piano delle assegnazioni. Infine tra gli obblighi del locatario ci saranno quello di accettare e sottostare a verifiche periodiche sullo stato manutentivo che prima non erano previste.
Infine – conclude l’assessore - particolare attenzione è stata posta sul gioco d’azzardo con il divieto tassativo di svolgere attività connesse al gioco d'azzardo o alle scommesse, incluse le slot machine, video poker o simili benché legalizzate. Ma anche a qualsivoglia altra attività contraria al buon costume e all’ordine pubblico pena la revoca immediata della concessione".
Proprio sul divieto di installare slot machine nei locali di proprietà comunale si è concentrato l'intervento di Giacomo Peserico, del gruppo Forza Italia - Toti: "Il regolamento è un buon passo in avanti, in particolare per il contenuto dell'articolo 12 che prende in carico la richiesta di vietare slot, una battaglia che ho condotto nel corso della scorsa consiliatura e nella quale ricordo l'impegno dell'ex consigliere Pd Maurizio Ferraioli.
Per Melley invece è mancato il confronto con le associazioni del terzo settore, che spesso e volentieri utilizzano locali di proprietà comunale per le loro attività, e inoltre alcune parti del regolamento sono da ritenere troppo rigide e pretenziose". Pecunia ha domandato il motivo del punteggio elevato a favore di chi si impegni a svolgere manutenzione straordinaria dei locali e ha manifestato la preoccupazione di una penalizzazione in vista per i centri anziani, per i quali sono in arrivo altre novità sotto il profilo regolamentare.
"Ho incontrato le associazioni - ha replicato Gagliardi - e sottolineo che la condizione del patrimonio che abbiamo trovato non è buona: tanti immobili erano senza contratto oppure i canoni non venivano pagati".
Modifiche al regolamento approvate, la discussione è passata sulle altre delibere, senza alcun intervento e con votazioni tutte a maggioranza favorevole.

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