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No al nucleare e in Consiglio Comunale la mozione passa a maggioranza

La Spezia - La Spezia dice no al nucleare e passa a maggioranza la mozione: “Diniego all’installazione di centrali nucleari ed impianti di stoccaggio di scorie radioattive nel territorio comunale” proposta dai consiglieri Simona Cossu ed Edmondo Bucchioni, appartenenti al Partito della Rifondazione Comunista.
La mozione è stata discussa, ieri sera, in consiglio comunale ed è stata appoggiata con 19 voti favorevoli e 16 contrari.
La maggioranza favorevole del consiglio ha specificato: quanto possa essere nocivo l'utilizzo dell'energia nucleare per la sicurezza dei cittadini, quanto l'impiego del nucleare possa rivelarsi svantaggioso da un punto di vista economico perché le centrali nucleari hanno costi esorbitanti ed in Italia la prima centrale funzionante non partirebbe prima del 2020, inoltre, l'uranio è in via di esaurimento. Quindi è di grande importanza l'utilizzo delle energie rinnovabili.
Parte dell'opposizione ha espresso pareri contrari alla mozione di Cossu e Bucchioni, manifestando la propria preoccupazione, perché la denuclearizzazione potrebbe far prendere piede ad una “Politica dei no”, limitando anche la possibilità di investire nelle energie rinnovabili, che comunque hanno costi molto alti e nel momento in cui l'idea del nucleare venisse abbandonata, diventa prioritaria l'individuazione di valide alternative per bilanciare il fabbisogno di energia.
L'Italia, attualmente, produce l'80% del fabbisogno energetico, il restante viene acquistato da altri paesi europei come la Francia e la Svizzera.
Nucleare o non nucleare entrambe le parti hanno dichiarato che assume grande rilevanza l'ideazione di un piano energetico sia a livello governativo che locale.
Per quanto riguarda la realtà locale, il comune della Spezia sta provando ad attuare un piano energetico per capire a quanto arrivino i consumi e di conseguenza imparare a razionalizzare sull'energia.
In Italia sono 15 le regioni che puntano a denuclearizzarsi ed un giorno anche La Spezia potrà esibire il cartello “ città denuclearizzata”, aderendo ad un'iniziativa che nel nostro Paese è comparsa nel 1981 ancora prima che passasse il referendum abrogativo del 1987, che sancì l' abbandono da parte dell' Italia del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico .
Martedì 16 marzo 2010 alle 08:59:21
CHIARA ALFONZETTI
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