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Navi abbandonate nei porti, Bianchi (Pd): "C'è una legge che stanzia fondi per rimuoverle"

gli effetti della norma
Navi abbandonate nei porti, Bianchi (Pd): "C'è una legge che stanzia fondi per rimuoverle"

La Spezia - "Nei porti italiani sono molte le navi abbandonate, di frequente semi affondate, che in molti casi limitano l’operatività di scali e banchine e che spesso costituiscono anche minacce per la sicurezza della navigazione e l’ambiente marino. Rintracciare l’armatore è quasi sempre impossibile, quando anche non è impossibile si è vincolati all’attesa dei tempi della giustizia in diversi paesi del globo e a pagarne le conseguenze sono i porti e i mari italiani". Così Matteo Bianchi, responsabile nazionale del Dipartimento economia del mare del Partito Democratico, che prosegue: "Da tempo Assoporti chiede strumenti giuridici che chiariscano la competenza per intervenire a risoluzione di questo problema. Come Partito Democratico abbiamo proposto per la legge di bilancio una norma che istituisce un fondo pluriennale che copra il 50% delle spese delle Autorità di Sistema Portuale che bandiscano gare per la rimozione di tali navi al fine di venderle nei casi in cui sia possibile o farle demolire. Il ricavato della vendita della nave o dei rottami andrà a coprire le spese della procedura e ad integrare il fondo; qualora poi la somma ottenuta superasse il costo della procedura andrà all’armatore o ai suoi creditori se individuati. Una quota di questo fondo sarà destinata al naviglio radiato della Marina Militare che si trova negli arsenali di Taranto, La Spezia e Augusta".

"L’effetto di questa norma sarebbe di liberare gradualmente i nostri porti dalle navi abbandonate e proteggere l’ambiente marino. Ma avrebbe anche l’effetto di trasformare relitti in rottami che diventerebbero appetibili forniture per le acciaierie italiane, oggi costrette ad importarne. Dopo le Seconda Guerra Mondiale i porti italiani erano invasi di navi abbandonate e relitti. Le costanti risorse destinate nel dopoguerra al demolire quelle navi hanno portato efficienza ai porti e hanno sostenuto lo sviluppo di un’industria nazionale delle demolizioni navali. Oggi che l’accresciuta sensibilità ambientale ha spinto l’UE a imporre norme vincolanti per la demolizione delle navi, si apre per il nostro Paese un’occasione industriale. Dobbiamo farci trovare pronti, creando le condizioni affinché nel nostro Paese la sostenibilità economica vada di pari passo con la sostenibilità ambientale e il rispetto del lavoro. Nella legge di bilancio che il Governo ha varato la proposta del PD è stata accolta, il fondo ha a disposizione 12 milioni di euro, quindi ha capacità di attivarne 24 e in Parlamento lavoreremo per ampliare ulteriormente lo stanziamento".

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