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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 13.07

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Natale si dimette da consigliere: "Io uomo di Iren? Quanta amarezza"

L'esponente Pd polemizza col partito: "Invece di rivendicare quanto fatto sul fronte rifiuti, si segue una polemica momentanea". Critiche per la Provincia: "Pasticciona e superficiale".

Subentra il sindaco Sisti
Natale si dimette da consigliere: "Io uomo di Iren? Quanta amarezza"

La Spezia - “Non vorrei diventare un habitué  delle dimissioni... intanto assicuro che da consigliere comunale di Brugnato non mi dimetto”. Non manca un po' di amara ironia nelle parole di Davide Natale, esponente Pd che oggi ha protocollato le sue dimissioni da consigliere provinciale. Due anni fa le precedenti dimissioni, allora da assessore all'Ambiente della giunta spezzina guidata dal sindaco Federici. Oggi c'è di mezzo il Piano provinciale dei rifiuti. E la condotta tenuta su questo tema sia dal presidente di Via Veneto Giorgio Cozzani e dal centrodestra, sia dal Pd, che stamani ha scelto di abbandonare il consiglio provinciale (QUI) quando si è visto rifiutare il rinvio della pratica.

Una fuoriuscita che, nel pomeriggio, i consiglieri Ambrosini, Michi e Orlandi – e non il già dimessosi Natale - hanno motivato così: “Stamattina siamo stati chiamati a discutere la delibera sul piano di area dei rifiuti provinciale. Delibera aggiunta in corsa al consiglio provinciale già convocato e i cui documenti sono arrivati ai consiglieri solo un giorno prima. Data l’importanza, i consiglieri del centro sinistra hanno chiesto un rinvio per poter allargare la discussione e vedere informarti tutti i sindaci della provincia su un piano che nelle ultime settimane ha fatto discutere per la novità che la Regione vorrebbe apportare sulle quantitativo tonnellate di rifiuti da 20mila a 80mila che vedrebbero coinvolta la nostra provincia. L'intervento del presidente della Provincia ha irrigidito il clima: dicendo che i sindaci si erano riuniti nel 2016 per votare il piano de ciclo dei rifiuti, ha ventilato l'ipotesi che se si fosse rimandata la delibera si sarebbe riaperto il capitolo della discarica di servizio. Caro presidente, noi ti abbiamo legittimamente chiesto di riunire tutti i sindaci e di essere messi a parte delle reali intenzioni future della Regione sul nostro territorio, perché è chiaro che votammo un piano che prevedeva con Boscalino la chiusura del ciclo ad un max di 20 tonnellate. Ma è vero o no che la Regione oggi vuole chiudere il ciclo portandone qui altre 60 mila? Siamo forse la pattumiera della Liguria? Crediamo che i sindaci e i cittadini abbiano il diritto di sapere e per questo, il rifiuto a ridiscuterne convocando immediatamente domani un nuovo consiglio, ci fa capire che chi si deve assumere le responsabilità delle scelte, il centro destra, non ha nessuna intenzione di farlo. Il Pd è contrario a prendere ulteriori rifiuti da fuori e non consentirà che Arcola o Santo Stefano vengano usate come la discarica della Regione”.

“Restare. Restare e discutere”

A Natale subentrerà – forse già da domani, altrimenti lunedì: c'è da scrutare il regolamento del consiglio – Paola Sisti, nientemeno che sindaco di Santo Stefano di Magra, pronta a votare contro il Piano rifiuti con la ferma convinzione che il territorio comunale abbia già dato. E che quindi Saliceti, area a cavallo col Vezzanese, non meriti il rischio di accogliere un impianto di digestione anaerobica di rifiuti organici.

CdS ha sentito l'ormai ex consigliere per meglio capire le ragioni delle sue dimissioni.

Natale, come mai questa scelta?

“Una premessa: la mia azione, prima politica e poi amministrativa, è sempre stata caratterizzata dall'attenzione al tema dei rifiuti. Prima l'impegno perché non ci fosse termovalorizzazione nel nostro territorio né si bruciasse Cdr in Enel, poi la spinta a un lavoro già iniziato – e da me concluso – sul tema della raccolta differenziata. E se siamo diventati la provincia ligure con la più alta percentuale di raccolta differenziata, questo è accaduto grazie al centrosinistra. Un risultato che avremmo dovuto rivendicare anche oggi in consiglio provinciale. Nel 2003 il centrosinistra ha impostato una pianificazione provinciale avanzata, che puntava alla differenziata e superava l'idea della termovalorizzazione. Per molto tempo lo Spezzino è stata la sola realtà ligure con impianti funzionanti per il trattamento dei rifiuti. L'unica con la possibilità di trattare indifferenziato, a Saliceti. Questi credo siano risultati da valorizzare. Nel 2015, grazie alla Regione, amministrata dal centrosinistra, abbiamo assistito a una pianificazione rifiuti a sua volta avanzata, che portava avanti una logica di integrazione fra territori limitrofi, mettendo a sistema i punti di forza e collaborando per superare i punti di debolezza. Tradotto: niente discarica di servizio nello Spezzino - una grandissima vittoria –, Spezzino che si metteva a disposizione del territorio regionale, in particolare Tigullio e Golfo Paradiso, sia con l'impianto Css di Saliceti, sia con il pianificato impianto di Boscalino per il trattamento di 20mila tonnellate annue di organico provenienti dalla provincia spezzina e dai comuni limitrofi. Contenuti, questi, della delibera che nel 2015 ho portato all'approvazione nel consiglio comunale della Spezia e sulla quale si sono pronunciati i vari consigli spezzini nell'ambito della discussione sul piano di riassetto Acam. Parliamo di una pianificazione e di concetti ripresi successivamente dalla Regione governata dal centrodestra, che non ha potuto fare altro che riconoscerne la bontà”.

Quindi stamani sarebbe stato giusto restare in consiglio.

“Sì, restare, avviare la discussione e riconoscere l'importante lavoro fatto dal centrosinistra in questi anni. E rimarcare che il digestore anaerobico tratta rifiuto organico. Si tratta di un tipo di impianto che conosco bene. Prima dell'approvazione del 2015 ne ho visto diversi di impianti così, era necessario approfondire. Inoltre, nell'ambito della discussione mi sarei adoperato con un emendamento per migliorare il piano, inserendo l'impegno a demolire obbligatoriamente l'ex inceneritore a Boscalino, cosa che nel testo così com'è è solo ventilata. Al momento del voto mi sarei astenuto”.

Perché un'astensione?

“Perché la Provincia ha pasticciato in questi mesi, dimostrando superficialità, facendo fughe in avanti e tirando fuori l'idea di un digestore da 80mila tonnellate a Saliceti, alla quale mi sono opposto fermamente. Un'ipotesi che va fuori dal project e non si sposa con la logica pianificatoria regionale”.

Perché il Pd si è comportato così?

“Sono prevalse logiche dal fiato corto che vanno a impoverire il lavoro fatto dal 2003 ad oggi: l'impegno sulla differenziata, il no alla discarica di servizio, il no alla termovalorizzazione, gli impianti per il trattamento dei materiali. Basti pensare che a Spezia quando sono diventato assessore la plastica fruttava 5 euro a tonnellata, nel 2015 110. La carta è passata dai pochi euro del 2010 ai 50 a tonnellata del 2015. Al mio partito e a tanti amministratori su questa partita è mancato l'orgoglio di rivendicare l'ottimo lavoro svolto, preferendo spegnere tutto in una polemica momentanea. Così ho capito che non c'erano più le condizioni per andare avanti”.

Sensazioni?

“Tanta amarezza. Perché non si è voluto riconoscere un lavoro enorme, direi illuminato. E per aver ricevuto anche stamani telefonate in cui la mia posizione è stata dipinta come quella di uno al servizio di Iren... o, peggio, di altri. Telefonate che ho ricevuto anche da amministratori che reputavo in grado di capire di cosa stessimo parlando”.

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