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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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Nasce "La piazza comune": "Vogliamo risollevare il livello del dibattito"

Presentata una nuova associazione che si prefigge di contribuire allo sviluppo della città. "Siamo apartitici e intendiamo ricostruire il senso di comunità e ritornare a proporre strategie per il futuro".

Nasce "La piazza comune": "Vogliamo risollevare il livello del dibattito"

La Spezia - Apartitica e in grado di stimolare il dibattito cittadino con proposte e strategie di lungo termine. "La piazza comune" nasce con obiettivi importanti. I 18 soci fondatori hanno presentato questa mattina i motivi della nascita di questa associazione che promette di far parlare molto di sé nei prossimi anni.

Il gruppo non è strutturato in maniera verticistica, ma le prime parole sono di Milo Campagni, uno dei motori più importanti.
"Siamo persone che hanno in comune il fatto di aver attraversato strade ed esperienze diverse, cosa che riteniamo un valore aggiunto, e abbiamo una visione strategica su questo territorio, che manca da tempo. Lavoreremo per sviluppare progetti che possano contribuire a costruire un futuro migliore per la città, senza alcuna logica di schieramento politico".

Tra i soci c'è anche Gabriella Tartarini, consigliera della Fondazione Carispezia. "Di fronte a una iniziativa che fonda la sua origine nella progettazione del futuro non mi potevo tirare indietro. Mi sono spesa spesso per la cultura e l'ambiente e ho accettato di buon grado questa sfida e l'impegno per arrivare a una progettualità condivisa. La città può vedere potenziare il meglio che ha solamente se ci si mette in gioco, il mugugno non serve a niente".
Patrizia Rossi è invece dirigente del Comune di Sarzana, a pochi giorni dall'inizio della pensione: "Finalmente potrò impegnarmi anche per il bene della mia città, mettendo a disposizione la voglia di creare qualcosa che vada verso i bisogni dei cittadini".
Altro volto noto, come dirigente comunale spezzino ed ex sindaco di Porto Venere, è quello di Salvatore Calcagnini.
"Questo nuovo spazio di discussione rimarrà fuori dalle organizzazioni politiche già presenti in città. Non sosterremo nessun candidato, in nessuna competizione elettorale, ma cercheremo di avanzare proposte innovative".
"Non porteremo acqua a nessuno - ha aggiunto Campagni per chiarire la posizione di una associazione che opererà di fatto all'interno dei confini di quello che dovrebbe essere il dibattito politico -. Nasciamo ambiziosi e saranno gli altri a seguirci sui temi che lanceremo. 'La piazza comune' è quello che manca in città, le discussioni alle quali assistiamo sono poco affascinanti. Occorre creare una classe dirigente capace di governare la città nei prossimi anni".
"Partendo da noi cercheremo di proporre un nuovo modo di fare politica. Tra noi c'è accordo sugli scopi - spiega Claudia Ceccarelli - e tra i concetti chiave del nostro impegno c'è quello di ritrovare il senso di comunità, lo stare insieme in questo territorio. Rivendichiamo il diritto alla città e quindi anche quello di dare un contributo attivo".

I 18 soci fondatori garantiscono di essere pronti a sporcarsi le mani e di non volere rimanere elitari.
"Negli ultimi tempi il livello della discussione in città è crollato, come abbiamo visto in campagna elettorale, incentrata sul tema della spazzatura. Certo, c'è bisogno di una città pulita, ma vorremmo si ritornasse a fare politica in senso pieno. Per questo ci poniamo come interlocutori svincolati da qualunque contesto partitico. Vorremmo aiutare a capire come sarà la città da qua al 2050 con un tono diverso da quello usuale, tematiche innovative e un orizzonte dilatato".
Per Andrea Buondonno una delle motivazioni che lo hanno spinto ad aderire all'associazione è il taglio pragmatico: "Al di là della visione a lungo termine ci siamo spesso trovati a parlare di microprogettualità, di interventi concreti".
Gli argomenti per il momento vengono solo accennati, nel corso dei prossimi mesi si entrerà nel vivo: si va dalla volontà di sviluppare una industria culturale creativa, per dare più possibilità ai giovani, all'interesse per l'economia circolare. "Enel - spiegano - ha lanciato una campagna sul riutilizzo delle centrali dismesse proprio sviluppando economia circolare: sul futuro dell'area di Vallegrande si può fare un ragionamento più ampio di quello fatto sino a oggi".
"Se si parla di comunità è perché una parte rilevante della città pensa che ci sia una mancanza. Così come per le politiche di prospettiva - sostiene Paolo Marcesini -. Metteremo a disposizione le nostre idee e i nostri progetti per far risalire la città nelle graduatorie nazionali: siamo stanchi di rimanere nella terza fascia".
L'associazione si è presentata nella sede del circolo culturale Fantoni e il padrone di casa, Alberto Grassi, ha preso la parola per ultimo: "Per me che dirigo una associazione è una gioia quando ne nasce una nuova. Ho notato che al suo interno ci sono diverse realtà con molta voglia di fare e ho avvertito il dovere farne parte".

La scelta del palcoscenico della presentazione si motiva anche perché "La piazza comune" vuole lanciare un messaggio: la città non è solo il centro. Le periferie e le loro criticità sono ancora un tema è reale e attuale.
Ma l'attività non si limiterà al capoluogo, "temi come il turismo e l'abbandono dell'entroterra non possono avere confini amministrativi. Ci impegneremo per il bene dell'intera provincia e cercheremo di dire come secondo noi bisogna fare sistema. Non ci limiteremo a considerarlo un leit motiv", concludono.
Fare sistema è leit motiv ma noi vogliamo dire come.

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