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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto - ore 12.18

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Minacce a Dalhoumi: "Ma io non lascio la politica"

Il giovane esponente del Partito democratico ha trovato nella cassetta della posta un foglio con frasi minatorie: "Non è la prima volta che vengo preso di mira, evidentemente il mio impegno dà fastidio. Sono pronto a sporgere denuncia alla Digos".

Minacce a Dalhoumi: `Ma io non lascio la politica`

La Spezia - "Non ci penso nemmeno lontanamente a lasciare la politica. Se questi sono i toni che suscito in certe persone significa che sono nel giusto, che do fastidio per il mio impegno sui diritti civili, l'immigrazione e la scuola". Così Houssem Dalhoumi, giovane di origine tunisina responsabile del Forum immigrazione del Partito democratico, replica alla lettera minatoria anonima che ha trovato questa mattina nella buca della posta.
"Ritirati dalla politica altrimenti saranno guai... Piddino di merda!", queste le poche parole stampate sul foglio. Nessuna rivendicazione, nessun elemento che possa far risalire agli autori dell'intimidazione.
Responsabili che potrebbero però essere individuati dagli inquirenti, visto che Dalhoumi domani mattina si confronterà con il suo avvocato e poi si recherà in questura per sporgere denuncia contro ignoti.
"Mi rivolgerò alla Digos - spiega a CDS -, anche perché non è la prima volta che vengo bersagliato con insulti e minacce". Nelle ultime settimane, infatti, Dalhoumi è stato destinatario di commenti pesanti, talvolta razzisti, su Facebook.
"E' preoccupante - prosegue - anche perché ho scoperto la cosa di prima mattina, mentre uscivo di casa e devo ammettere che la cosa mi ha non poco frastornato, anche in considerazione del fatto che per infilare la lettera nella cassetta della posta devono aver varcato il cancello che delimita la proprietà privata del palazzo". La missiva, infatti, non è stata imbustata e spedita, ma recapitata a mano.
E questo potrebbe essere l'elemento che inchioderà i responsabili del gesto, visto che poco lontano dall'abitazione del giovane esponente dei Giovani democratici c'è una telecamera di sorveglianza che potrebbe aver registrato il passaggio di chi ha imbucato la lettera.
"E' evidente che sanno dove abito - continua preoccupato Dalhoumi - e questo mi impensierisce molto. Due anni fa avevo subito la rottura dello specchietto della mia auto, e mi era stato riferito che il danno era stato causato da persone legate ad alcuni movimenti politici. Allora non sporsi denuncia, ma questa volta le cose stanno diversamente".

Immediata, via social network e non solo, la pioggia di messaggi di solidarietà degli iscritti del Partito democratico e non solo.
"Questa vicenda - afferma in una nota Raffaella Paita, capogruppo Pd in Regione - è l’ennesima dimostrazione di come la violenza e l’odio stiano diventando, sempre di più, strumenti di lotta politica: una degenerazione di cui siamo stufi e indignati e a cui non vogliamo certo arrenderci. A Houssem, a cui mando un grande abbraccio, vorrei semplicemente dire che non è solo e non deve sentirsi intimidito da chi usa questi metodi ripugnanti. Anzi, deve andare avanti a testa alta. La democrazia e l’integrazione sono valori superiori a qualsiasi forma di odio. La nostra è una grande comunità democratica, che sarà sempre al suo fianco per combattere questa barbarie".
Solidarietà viene espressa anche da Federica Pecunia, segretaria provinciale del Pd, che commenta così il post di Dalhoumi: "Non può essere definito scherzo ciò che non ha riconoscibilità e soprattutto ciò che lascia intendere che l'esercizio della democrazia possa essere imbavagliato. La battaglia politica di libertà che in questi giorni celebriamo e quella a cui si ispirano i nostri valori. E noi siamo tanti!".
Un commento di vicinanza è stato postato, tra gli altri, anche da Paolo Manfredini, il candidato sindaco sostenuto dal partito di Via Lunigiana e dallo stesso Dalhoumi: "Devi fare esattamente quello che stai facendo, anzi, devi aumentare l'impegno. È l'unica risposta contro l'intolleranza ed il sopruso! Avanti così!".
Numerosi i messaggi di sostegno che provengono anche da forze sociali e politiche esterne alla coalizione che sostiene Manfredini.
Il segretario generale della Cgil, Matteo Bellegoni, scrive così su Fb: "Che cosa tremenda... pensare di soffocare la libertà di pensiero altrui, è come calpestare la dignità umana, negando all'essenza il principio di uguaglianza, che dovrebbe essere un faro per la nostra società democratica, risorta dalle ceneri del fascismo. Hai tutta la mia solidarietà, il mio affetto e la mia stima. Un abbraccio".
"Tantissime volte non sono d'accordo con te, e lo sai. La solidarietà, è d'obbligo, contro certi imbecilli", commenta invece Jacopo Ricciardi, di Rifondazione comunista.
"Solidarietà e vicinanza a HouSsem Dalhoumi per il tentativo di intimidazione subito, siamo sicuri che andrà avanti senza paura", il messaggio di LeAli, la lista che sostiene il candidato Guido Melley.

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