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Ultimo aggiornamento: Giovedì 24 Agosto - ore 10.33

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Melley: "Noi siamo diversi, possiamo vincere"

Chiusura ad effetto per la campagna elettorale del candidato civico di centrosinistra, con una festa e decine di giovani in Piazza del Bastione. "Bisogna aprire le finestre, noi siamo l'aria nuova".

Melley: `Noi siamo diversi, possiamo vincere`

La Spezia - Guido Melley ha chiuso la campagna elettorale con uno show. La musica, l'occhio di bue che lo ha accompagnato sul palco insieme a tre giovani candidate, il ledwall con gli slogan e le immagini di due mesi di incontri e comizi, i cartelli con grafica coordinata consegnati nelle mani di tutti i componenti delle tre liste. Una festa in grande stile, animata da molti giovani, per chiudere quella che nel corso della serata è stata definita più volte "la campagna elettorale più bella".

Prima di abbandonarsi alla bellezza e all'entusiasmo, però, Piazza del Bastione è stata percorsa da un brivido di tensione, quando da Via Sant'Agostino sono spuntati Andrea Orlando (con relativa scorta ministeriale), Raffaella Paita e Massimo Federici. Il loro appuntamento elettorale era in Piazza Mentana e la sbirciatina con annesse risate e labiali indecifrabili ha mandato su tutte le furie i caporali della truppa di Melley.
Nervosismi da sovraccarico elettorale, da ogni parte, considerato anche che nel corso dei due appuntamenti di ieri di infiltrati se ne sono visti di ogni tipo, in ogni angolo. E non solo appartenenti alle liste più vicine all'alveo del Pd o degli ex Pd (che oggi, ovviamente, si guardano a dir poco in cagnesco), ma anche a quelle del centrodestra, sino al Carroccio.

La capatina del tridente piddino, nel frattempo ritornato sotto la facciata del Civico dove stava per iniziare l'evento pro Paolo Manfredini, ha creato scompiglio negli animi più sensibili, non nell'organizzazione. Alle 21.30 Melley è salito sul palco, accompagnato da Caterina Truppa, Arianna Salvatori e Giada Maranca, rispettivamente candidate delle liste "Noi Giovani per Melley", "Noi Sinistra per Melley" e "C'è Spezia per Melley".
"I giovani devono far parte dell'amministrazione della città: vogliamo un Comune che dia spazi per incubatori, start up, arte e concerti, in centro e in periferia"; "Crediamo in una sinistra dei valori, del merito, della trasparenza. Vogliamo abbattere gli ostacoli, una città che si curi dei più poveri e dei più deboli, che accolga chi fugge da una guerra e consenta di godere di pari opportunità"; "Non possiamo più stare seduti con le mani in mano. Sono una mamma che per suo figlio vuole che diventi uomo, con un futuro, qui, non che debba andare via. Non voglio vederlo crescere in diretta Skype". Questi i messaggi che le tre ragazze hanno consegnato al pubblico - e alla traduttrice Lis - prima di lasciare la parola al candidato sindaco.

"Sono passati due mesi e mezzo da quella sera in Sala Dante: e oggi possiamo dire che nessun altro candidato è partito così forte. La campagna è stata intensa e mi ha dato l'occasione di riscoprire la mia città. Abbiamo deciso di ascoltare le persone, perché negli ultimi anni si è creata una distanza tra i cittadini e il Palazzo, questo non va bene - ha detto con forza Melley -. Mi sono preso un impegno, che non è demagogico: siccome mi sveglio molto presto trascorrerò un'ora ogni giorno in un quartiere, sarò un sindaco vicino alla gente. Perché noi vogliamo abbatterli questi muri. Vogliamo restituire decoro, manutenzione, strutture sociali. Abbiamo idee per la cultura, lo sport, gli eventi. Abbiamo ascoltato: siamo stati diversi, perché siamo diversi". Una diversità sottolineata con l'innalzamento del tono e del volume, una vibrazione vocale ricambiata da un applauso.

Poi Melley si è concentrato sui temi e le polemiche delle ultime settimane.
"Abbiamo sentito tante promesse, molte irrealizzabili. Ci vuole serietà, ci vuole senso della misura. Ci sono stati falsi sondaggi, sondaggi pilotati... perché prendere in giro la gente? Noi abbiamo voluto parlare solamente di contenuti. Abbiamo scelto di essere persone dalle buone maniere, persone gentili, che parlato con tutti. E parlando abbiamo capito quanto sia forte il desiderio di cambiamento. E noi siamo l'aria nuova, pulita. Bisogna aprire le finestre - ha proseguito Melley -, per questo mi sono candidato. Ho visto proposte che non mi convincono".
Quindi un pensiero agli sfidanti: "Manfredini e Peracchini sono uguali. Sono entrambi frutto di scelte partitiche, non sono liberi e autonomi, saranno condizionati, costruiranno giunte col bilancino, invece serve il criterio della competenza. Manfredini vuol dire Federici, Paita, Mori: personaggi divisivi. Gli spezzini sono stufi della logica 'o sei con me o sei contro di me'. Queste persone hanno sbagliato la domanda: non chiedono alla gente che cosa vuole, ma con chi sta. Il centrodestra, invece, è unito solamente dalla bramosia del potere, è composto da forze che stanno insieme per interesse, con la Lega come azionista di maggioranza. E a me la Lega non mi piace - ha detto alzando nuovamente la voce -, non voglio assessori che gridano al vento contro gli immigrati. Questo non è qualcosa di nuovo, ma qualcosa di vecchio. E poi c'è chi è sceso in campo sul finale (Forcieri, Ndr). L'ho già detto: è troppo, troppo spregiudicato. La sua storia politica è lunghissima, all'interno di un partito grazie al quale ha ricoperto numerosi ruoli. E oggi si è candidato contro i suoi ex compagni, per rancore. Altro che scopo civico! Serve etica nella gestione della cosa pubblica, non ci vogliono gli interessi privati e gli intrecci di potere".

Melley è poi passato a guardare al futuro, sostenendo che lui e le liste che lo supportano siano le uniche "in grado di vincere al ballottaggio". "Perché - ha chiesto retoricamente al pubblico - ci sono ambienti di destra che preferirebbero andare al ballottaggio con il Pd piuttosto che contro di noi? Perché siamo noi la vera forza nuova. Il voto utile del centrosinistra siamo noi. Le chance per cambiare la città ci sono. Si possono fare scelte per una classe dirigente basata sul merito e non sull'appartenenza, fatta di gente con passione, che si spacchi schiena e sporchi mani senza interessi per le poltrone. Hanno attaccato me e la mia famiglia, ma io sono libero, indipendente e sono una persona specchiata. Mi metto al servizio della comunità, come ho già fatto in passato. Io non vivo di politica, noi - ha concluso indicando il pubblico e i numerosi candidati presenti - non viviamo di politica".

I ringraziamenti alla famiglia, alla cabina di regia (Alessandro Pollio, Marco Ursano, Emanuele Martera, Luca Bondielli, Katia Natella, Nicoletta Croxato e Omero Maranca), ai sostenitori politici (Lara Ghiglione, Michele Fiore, Giacomo Pregazzi, Andrea Ornati e Francesco Battistini), ai volontari e ai candidati, hanno anticipato la chiosa: "Il prossimo passo sarà il governo della città. Possiamo vincere!". Infine Melley, come in ogni show che si rispetti, è sceso sotto il palco a ricevere l'abbraccio dei sostenitori, mentre il dj riprendeva a far girare i piatti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I candidati tra il pubblico alzano i cartelli Archivio CDS
Guido Melley e le candidate sul palco Archivio CDS


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