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Melley: "Giorgi dovrebbe dimettersi". La replica: "Lotta a violenza non ha colore"

L'assessore replica alle critiche. E anche lei rivolge un pensiero a Balbontin.

Botta e risposta
Melley: "Giorgi dovrebbe dimettersi". La replica: "Lotta a violenza non ha colore"

La Spezia - “Avrei molto da dire sulle castronerie che ha proferito e sul fatto di aver visto il sindaco Peracchini applaudire al suo fianco. Avrei molto da dire anche sulla mise in braghe da giovanotto un po’ attempato, ma la cosa davvero grave e ripugnante è che indossasse una maglietta rosa, la t-shirt del Centro Irene antiviolenza: un centro che opera in stretto collegamento con il Comune della Spezia non certo con la Lega di Salvini. L’assessore Giorgi, giovane leghista candidata alle regionali, fornitrice della maglietta rosa, può davvero vergognarsi e se avesse un minimo di senso delle istituzioni si dovrebbe dimettere dall’incarico di Giunta dove rappresenta tutta la collettività spezzina e non solo gli ultras leghisti in campagna elettorale”. Parole nette quelle affidate ai social dal consigliere comunale spezzino Guido Melley, capogruppo di LeAli. Parole alle quali, in una nota, ha risposto a stretto giro di posta la menzionata Giorgi, assessore e candidata alle regionali con la Lega. Che replica all'esponente del centrosinistra ma anche a quelle realtà della società civile che in queste ore si sono fatte sentire parlando di strumentalizzazione della lotta contro la violenza sulle donne.

“Pensavo di non dover commentare le uscite di oggi, in particolare del consigliere Guido Melley, relativamente al progetto 'Palla alle donne contro ogni violenza' legato al tema della violenza alle donne che, come assessorato, assieme ad associazioni e enti, stiamo portando avanti alla Spezia e stiamo cercando di far arrivare a livello nazionale – scrive l'assessore esponente della Lega -. La lotta alla violenza verso le donne non ha colore, non è e non deve essere appannaggio politico di qualcuno e non può essere esclusiva di certe sinistre radical chic che credono di poter essere le uniche titolate a parlare di certi temi. È ora di finirla di targare i problemi sociali con una connotazione politica mono colore. Adesso sono pure a chiedere le mie dimissioni perché sto tentando di portare attenzione su di un tema che deve essere importante per tutti e non solo esclusiva di alcuni”.

La ricostruzione della visita di Salvini: “Ieri è arrivato un parlamentare che ha chiesto di conoscere il progetto che abbiamo fatto a Spezia, e glielo abbiamo presentato, perché queste tematiche valgono per tutti. Non è certo colpa mia se nessun altro parlamentare ha avuto interesse a conoscere il progetto. Forse Melley si sarebbe dovuto spendere di più a favore di un qualcosa che non ha bandiera politica, ma è per le donne, per tutte le donne. Invece qui siamo a criticare un qualcosa non perchè il progetto non è buono, ma solo perché è stata fatto da un Comune, in accordo con l’associazionismo, che non è della stessa area politica. È sempre la stessa storia. Se un progetto sociale, in questo caso a favore delle donne, delle giovani donne, lo sviluppa un’area diversa da una certa sinistra, allora, in automatico deve essere boicottato e non importa se funzione o non importa se il danno di questo atteggiamento settario e esclusivo lo pagano le donne. Fossero venuti, visto che sono al governo, a sostenere questo progetto anche i compagni di quelli che oggi chiedono le mie dimissioni, i loro ministri ed i loro sottosegretari, non avrei avuto problemi, come assessore, come istituzione che rappresenta tutti i cittadini, a donare, sponsorizzare e portare l’attenzione sul tema e sulla maglietta che abbiamo realizzato per quel progetto e che serve a ricordare l’attenzione su battaglie comuni e sulla conoscenza di un numero fondamentale: il 1522, numero antiviolenza. Sono sempre gli stessi che quando c’era da votare un SI definitivo al Senato per la legge che inasprisce le pene in caso di violenza contro donne e minori e velocizza le indagini, il noto codice rosso, si sono astenuti”.

“Del resto – conclude la candidata del Carroccio - è tipico per certi politici fare due pesi e due misure. Il loro candidato Sansa è apparso con una maglietta sessista che ritengo sia un insulto alla comunità gay, oltre che di pessimo gusto e persino volgare, ma in quel caso nessuno ha detto nulla, in primis Melley, nessuno ha difeso i diritti degli omosessuali. Ma se l’avesse indossata un altro politico allora sarebbero stati pronti a dare fuoco alle sue fotografie ed ai manifesti elettorali. Ma del resto è sempre stato così. Gli emarginati, i poveri e le donne gli servono solo come strumento di propaganda. Da assessore non ho mai guardato se chi doveva essere assistito aveva un colore politico o mi aveva votato, però non credo, visto come agiscono e pensano certe persona, che lo stesso atteggiamento ce lo possiamo aspettare da tutti”.

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