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Manifestazione sanità, polemica a sinistra: "Accordi erano diversi"

Polemica social tra Melley e Veschi e il Confsal alza il tiro: "Meglio qualche cittadino in più e dei notabili in meno".

Unità saltata

La Spezia - Scorre sui social network la diatriba a sinistra sulla recente manifestazione per il rilancio della sanità spezzina promossa dal 'Manifesto' che in questi mesi, sostenuto da più realtà della società civile come Cittadinanza Attiva e Sos salute, ha fatto il tour della provincia per denunciare le grane del comparto salute, dalle carenze di personale ai problemi organizzativi, passando per la gestione politica. A entrare in collisione, in particolare, il capogruppo di LeAli in consiglio comunale, Guido Melley, e il coordinatore provinciale di Articolo uno – Mdp, Moreno Veschi (un cui post ha innescato il dibattito). L'ex segretario provinciale Pd ha attaccato Melley, deluso dal fatto che la manifestazione si sia tenuta il 7 giugno e non unitariamente – con la partecipazione allargata a tutto il mondo associativo, politico e sindacale – il 15 o il 22. “I consiglieri comunali della Spezia che non hanno partecipato hanno perso una occasione perché tutta l'opposizione al centrodestra fosse presente, visto che il Movimento cinque stelle c'era”, ha scritto Veschi.

“Moreno non giocare a mistificare la realtà – gli ha risposto l'ex assessore -. Sai benissimo che era in programmazione una manifestazione per il nuovo ospedale a carattere unitario che, non certo da solo, avevo proposto da tempo e a tutti, con l’obiettivo di invitare tutte le forze politiche di centrosinistra come di centrodestra, le organizzazioni sindacali (che avevano espresso un ok di massima), le associazioni del settore (in primis quelle del Manifesto per la Sanità che avevano aderito all’idea), gli ordini professionali, i medici, gli operatori sanitari, la gente, i cittadini desiderosi di scendere in piazza per ribadire la necessità di un nuovo e moderno ospedale per la nostra città e per la nostra provincia. Sai benissimo, perché tu sei stato da me informato in prima persona, che tale manifestazione proprio perché a carattere unitario avrebbe dovuto svolgersi o il 15 o il 22 giugno e che mirava a portare in piazza almeno il doppio o il triplo delle persone che hanno - legittimamente- manifestato lo scorso 7 giugno. E sai altrettanto bene che chi ha voluto a tutti i costi 'anticipare' la manifestazione di 'tutte' le rappresentanze con una solo di 'poche' ha precisi nomi e cognomi: persone che, come ho detto loro in faccia, hanno commesso un errore a non lavorare insieme per una iniziativa di ben altro respiro, maggiormente rappresentativa di tutte le componenti cittadine e soprattutto molto più partecipata. Questa è la verità è purtroppo questa è una pessima abitudine che si ripete nella nostra città, quando prevalgono visioni di parte rispetto a un obiettivo comune”. A Melley il sostegno del collega di gruppo consiliare Roberto Centi: “Singolare si trovi ancora il tempo di polemizzare, solo uniti si vince davvero”.

Ma secondo Veschi “una volta indetta, a prescindere dai metodi, la manifestazione andava sostenuta. Errore politico non partecipare”. Nel dibattito si inserisce anche Lorenzo Moimare, segretario Confsal La Spezia, una delle sigle più rappresentative nella sanità levantina: “Una manifestazione che fosse una sommatoria di tutte le forze politiche e sindacali sarebbe stata inutile ed ipocrita, perché avrebbe sommato proprio i responsabili della situazione attuale. Molto meglio una manifestazione solo di forze civiche e di associazioni interessate direttamente. Per vedere qualche notabile in più, e magari qualche semplice cittadino in meno non credo fosse il caso di rimandare ancora”, ha duramente sentenziato. Sconfortato il dottor Lorenzo Di Alesio, già responsabile di terapia del dolore e storicamente in prima linea per la difesa della sanità locale: “Una sinistra che non riesce a compattarsi neppure di fronte ad una mozione così importante è destinata a rimanere all'opposizione ancora per un po'”.

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