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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 20.30

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Maggioranza sulle spine, possibile spaccatura su aggregazione Acam-Iren

Guerri e Caratozzolo sarebbero contrari all'approvazione della delibera, sulla spinta dell'elettorato e delle posizioni passate sull'argomento. Peracchini impegnato a ricucire lo strappo. E il 29 dicembre c'è il cda in Via Picco...

Maggioranza sulle spine, possibile spaccatura su aggregazione Acam-Iren

La Spezia - Giornate tese, quelle della maggioranza spezzina, che potrebbe perdere l'unità a meno di sei mesi dall'insediamento. Uno scossone che avrebbe del clamoroso e che sta facendo vivere momenti complicati al sindaco Pierluigi Peracchini. Il tema è sempre lo stesso: Acam.
Nella giornata di sabato in una riunione dei consiglieri di centrodestra si era puntato il dito contro la mozione presentata da Massimo Caratozzolo per chiedere le dimissioni dell'amministratore unico del gruppo, Gaudenzio Garavini, arrivando a minacciare la cacciata del consigliere del gruppo "Per la nostra città" dalla maggioranza in caso di mancato ritiro del documento, presentato in un momento assai delicato per la multiutility spezzina e per la stessa amministrazione, impegnate rispettivamente nel completamento della procedura di aggregazione con Iren e nel definire le migliori condizioni possibili per la componente spezzina delle nozze tra le due aziende. Una trattativa portata avanti, con grande impegno e fatica, dal primo cittadino in persona e dallo stesso Garavini.

Nelle ultime ore il sindaco è stato nuovamente chiamato a condurre il gioco, questa volta per evitare la prima spaccatura del suo mandato. Dovrà infatti convincere il presidente del consiglio comunale Giulio Guerri e lo stesso Caratozzolo, capogruppo e membro di "Per la nostra città", a votare la delibera che chiude il cerchio dell'aggregazione Acam-Iren. E in questo caso non ci sono "scappatoie": se la mozione anti-Garavini può essere dolorosamente riposta in un cassetto da parte di Caratozzolo (che difende pubblicamente, via social network, la sua autonomia), sembra meno convincente l'ipotesi di un'astensione dei due membri di maggioranza della lista apparentata ufficialmente dopo il primo turno. Su una delibera tanto importante, la prima con un certo spessore politico e amministrativo, ci si aspetta la massima compattezza.
Gli incontri tra il sindaco, alcuni esponenti della maggioranza e il duo "ribelle" sono già iniziati e i volti torvi notati all'uscita sono il segnale che c'è ancora distanza tra le parti. I corridoi del primo piano di Palazzo civico sono stati oggi un via vai di consiglieri e "consulenti", un susseguirsi di voli di colombe e falchi.
A spingere Guerri e Caratozzolo verso un voto contrario alla delibera sono le posizioni tenute negli anni precedenti sulla vicenda Acam e sul tema dell'acqua pubblica, che sono valse il consenso di un elettorato che oggi si aspetta coerenza. Ogni passo in avanti della trattativa tra Acam e Iren degli ultimi mesi, ogni miglioramento delle condizioni dell'accordo a favore dell'azienda spezzina deve essere stato una stilettata per il presidente del consiglio comunale e il suo collega di lista. Quando sul filo Genova - La Spezia è poi arrivato in Piazza Europa il sentito consiglio di accelerare e interrompere i tentennamenti, la situazione è precipitata.
E adesso trovare una soluzione che non lasci sul campo feriti o scorie difficili da smaltire sarà davvero un'impresa.

Il voto contrario all'approvazione della delibera dovrebbe portare automaticamente alla cacciata dalla maggioranza, senza "passare dal via". In questo caso, infatti, nulla c'entrerebbe il ritiro della mozione per le dimissioni dell'amministratore unico, questione che sarebbe da affrontare successivamente. Accettare l'ammutinamento di Guerri e Caratozzolo creerebbe un precedente e suonerebbe come un campanello di allarme per la tenuta dell'intera maggioranza. Con l'uscita dalla maggioranza del gruppo "Per la nostra città" Guerri dovrebbe dire addio al ruolo di presidente del consiglio comunale e ritornare, con l'amaro in bocca, tra i banchi dei consiglieri.
Non meno complicato sarebbe per i due premere il tasto verde, avvallando la cessione di Acam Acque e Acam Ambiente al colosso dei multiservizi, società quotata in borsa e pertanto vista come il fumo negli occhi da parte degli attivisti e dei membri dei comitati al fianco dei quali sono state condotte battaglie e raccolte firme. L'approvazione della delibera, in definitiva, verrebbe vista come un tradimento.

Ma i problemi, per la maggioranza, non sono finiti. La pratica, infatti, dovrà essere portata alla seduta del consiglio di amministrazione di Acam del 29 dicembre.
La conferenza dei capigruppo di ieri ha previsto la discussione e l'approvazione della delibera in consiglio comunale per il giorno precedente, ma la situazione delle ultime ore sta spingendo qualche esponente della maggioranza e della giunta a ipotizzarne l'anticipazione al 21 dicembre. In un periodo di allerta meteo, di festività natalizie e soprattutto di grave incertezza su quelle che saranno le decisioni di Guerri e Caratozzolo, l'imprevisto è dietro l'angolo e il castello potrebbe crollare. Nell'opposizione, infatti, ci sono gruppi collegati alla precedente amministrazione - Pd in primis - che hanno garantito il voto favorevole all'approvazione della delibera che conclude il percorso avviato un anno e mezzo fa, ma nessuno è intenzionato a fare da stampella nel caso in cui la maggioranza non sia in grado di garantire il numero legale.

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