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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Ottobre - ore 15.00

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M5S, passo indietro di Grondacci: "Dalle Comunarie un cittadino da sostenere insieme"

L'esperto di diritto ambientale pubblica la lettera con la quale comunicava la sua scelta agli attivisti spezzini: "Io figura migliore in caso di scelta di un profilo già conosciuto. Ma è meglio fare le primarie e sostenere un programma".

M5S, passo indietro di Grondacci: `Dalle Comunarie un cittadino da sostenere insieme`

La Spezia - La decisione di non partecipare alla Comunarie del Movimento cinque stelle resa pubblica da Marco Grondacci, sino a qualche tempo fa ritenuto il cavallo sul quale avrebbero puntato i grillini, ha acceso il dibattito in rete, con interpretazioni non condivise dal protagonista della vicenda.
Da tempo molti osservatori vedevano la figura di Grondacci non perfettamente conciliabile con le dinamiche interne al M5S, per la sua storia politica e per la volontà, espressa pubblicamente più volte, di arrivare a creare una coalizione tra il partito pentastellato e una lista civica che si ispirasse alla sinistra cittadina. Ma non è solamente questo il motivo che lo ha spinto a rinunciare: il tema è più complesso.
Così l'esperto di diritto ambientale per trasparenza e rispetto del suo pensiero, ha deciso di riportare sul suo blog "Note di Grondacci" l’integrale lettera che lo scorso 17 agosto aveva inviato al Movimento cinque stelle della Spezia.

Ciao a tutti.

Anche su richiesta di alcuni di voi con questa mail voglio mettere per iscritto quanto affermato più genericamente e meno sistematicamente, nella ultima plenaria a cui ho partecipato.

In quella sede avevo esordito affermando che prendevo atto della impossibilità di perseguire l'obiettivo che avevo posto a condizione della mia candidatura nella mia mail dello scorso 21 maggio 2016: la creazione di una coalizione civica con al centro la lista 5stelle. Le ragioni sono conosciute ma anche ovvie per voi: le regole del Movimento non permettono alleanze neppure con liste civiche. Non sto qui a ribadire le ragioni che mi avevano portato a fare questa proposta perché affondano tutte sulla specificità delle prossime elezioni amministrative su cui vi ho già "tediato" in varie plenarie e chiacchierate informali, ma anche sulla mia storia personale che come è noto non è certo collimante con quella del Movimento se non altro per ragioni anagrafiche.

Bene! Ma c'è un ma...... Nell'ultima plenaria a cui ho partecipato svolgevo un ulteriore ragionamento frutto della mia riflessione di questi mesi anche alla luce degli ultimi risultati nella recente tornata elettorale amministrativa, ma anche dell'avere avuto la possibilità, frequentandolo e non solo a Spezia, di conoscere molto meglio il Movimento da dentro, la sua filosofia, la sua visione della politica, i suoi limiti ma anche la sua ricchezza umana.

Voglio quindi sviluppare meglio il mio ragionamento che ho già accennato in plenaria.

Come dicevo anche alla plenaria il Movimento, in vista delle prossime elezioni spezzine. aveva ed ha due alternative circa la scelta della tipologia del candidato "ideale" a Sindaco.

La prima è quella di puntare su una candidatura "forte" secondo parametri tradizionali della politica. Vale a dire un candidato conosciuto, presente da tempo sul territorio, con esperienza e competenza politico amministrativa non maturata dentro o solo dentro il movimento per ovvi motivi temporali. Con queste caratteristiche molti di voi si erano orientati sulla mia persona. In questo primo indirizzo di scelta del candidato, come ho avuto più volte occasioni di ribadire, le primarie non avevano, non hanno e non avranno alcun senso. Infatti, e lo dico con la mia solita franchezza, un candidato migliore del sottoscritto non c'è. Se ci fosse stato sarebbe emerso in questi mesi e quindi come dire le primarie non servono a nulla, anzi rischiano di indebolire i caratteri di una mia eventuale candidatura. E non mi si cerchi di spiegare che non è così perché queste spiegazioni non hanno alcun fondamento, peraltro le primarie, a differenza del divieto di accordi elettorali, non sono neppure obbligatorie come è noto a tutti voi. Non solo ma le primarie, sempre nella logica della candidatura "forte", sono solo servite a buttare vie 6 mesi in discussioni sul regolamento mentre fuori in città succedeva di tutto e come dire un progetto elettorale pronto sarebbe stato utilissimo. Ora si rischia di fatto di partire per la campagna elettorale a novembre inoltrato se non addirittura a gennaio. Ma tant'è ormai è andata così e anche di questo prendo atto come della impossibilità della coalizione civica.

Ma io non appartengo alla categoria degli innamorati del proprio ruolo e non ho mai, nella mia vita recente o remota, espresso pensieri politici o effettuato scelte che partissero da me stesso, anche in senso buono intendiamoci e non opportunistico ma diciamo semplicemente di consapevolezza del proprio valore e delle proprie aspirazioni, umanamente legittime come quelle di tutti.

Continuo a pensare come la mia filosofa preferita: che "gli uomini e non l'uomo abitano la terra" e quindi che la politica sia azione collettiva.

E qui veniamo alla seconda ipotesi di candidatura a Sindaco che a mio avviso emerge prepotentemente dall'ultima tornata elettorale e che renderebbe, questa si, utili e sensate le prossime primarie. Cosa ci hanno detto le elezioni non solo di Roma e Torino ma anche di altri Comuni minori compresi quelli dove non abbiamo vinto ma abbiamo ottenuto un risultato significativo, penso in Liguria a Savona ad esempio ma tutto sommato anche a Milano e Napoli?

Ebbene quelle elezioni ci hanno detto che il Movimento deve credere fortemente in quello che è uno dei suoi obiettivi originari e fondanti: portare il cittadino comune alla politica e al governo delle città e del Paese. Certo questo cittadino dovrà essere scelto con criteri di razionalità ci mancherebbe, non si può mandare uno a caso per intenderci, ma allo stesso tempo deve essere espressione della cittadinanza comune, deve essere un cittadino che è emerso dal precedente mandato comunale (vedi i casi di Roma e Torino) del Movimento o, ancora meglio, emergerà da primarie dove il principio da perseguire dovrà essere: vogliamo dimostrare che non solo un cittadino comune può fare politica, ma può andare al governo e dimostrare di essere capace di circondarsi di competenze meglio degli "scafati" militanti con lunghe esperienze politiche come il sottoscritto. Qui sta il messaggio rivoluzionario del Movimento 5stelle che lo distingue da tutti gli altri soggetti politici in campo. Noi non cerchiamo il "nome" da buttare sul terreno del marketing politico, noi cerchiamo un programma costruito con i cittadini e vogliamo un candidato a Sindaco che non sia una "storia a se" che non sia "una star di luce autoprodotta" ma il semplice garante di attuazione di quel programma e sappia per far questo circondarsi dalle competenze adeguate e qui si che contano le "storie" passate ma in termini di competenze tecniche prima di tutto. Noi vogliamo dire ai cittadini: votate non un candidato singolo, votate il VOSTRO PROGRAMMA! Ma per far questo davvero dobbiamo dimostrare con il modo di scelta del candidato che siamo noi i primi a credere in tutto ciò.

Insomma cari miei la prima ipotesi quella del candidato "forte" è certamente sensata ma è tutta dentro il vecchio orizzonte della politica e comunque non ha alcun senso se ricercata attraverso le primarie. Ma è la seconda ipotesi che davvero farebbe diventare la nostra campagna un fatto rivoluzionario sin dalla partenza recuperando, in termini mediatici, tutti questi mesi persi a guardarci l'ombelico.

Vi invito caldamente a perseguire la seconda ipotesi di candidatura attraverso le prossime primarie. Io sarò con voi fino in fondo perché noi a quel punto non difenderemo il tizio "x" ma difendendo il nostro candidato "cittadino comune" difenderemo tutti i cittadini spezzini. E se tutto ciò funzionerà e riusciremo a governare non solo avremo fatto il bene di Spezia ma avremo compiuto una rivoluzione democratica assoluta in questi tempi di qualunquismo dilagante e di crisi apparentemente irreversibile della democrazia rappresentativa e di delega passiva.

Vi chiedo di andare fino in fondo nel perseguire i vostri principi, non cercate scorciatoie (belle in apparenza e più semplici ma sempre in apparenza) perché, consentitemi la chiosa finale (del mio filosofo preferito): "se l’uomo è formato dalla circostanze occorre formare umanamente le circostanze”.

you are ready?

un saluto,
Marco Grondacci

P.S.
per favore non mi si dica che non ci sono, nei militanti storici del Movimento ma anche tra quelli meno "storici", persone in grado di svolgere questo ruolo: me ne vengono in mente così immediatamente mentre sto scrivendo almeno tre o quattro.... quindi non cerchiamo scuse.... quanto alla competenza i competenti ci sono e gli altri li troveremo statene certi.... intanto sull'ambiente siamo già in grado di fare un c.... così a tutti, indovinate perché ah ah ah!

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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