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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 18 Ottobre - ore 09.12

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M5S, Battistini: "Per Grondacci meriti sul campo. Non dalla tastiera di un computer"

Post infuocato del consigliere regionale su Facebook che replica agli attacchi al giurista ambientale: "Non lo conoscete, abbiate la decenza di tacere. L'errore è stato di una provincia compatta che voleva una vera alternativa di cambiamento".

M5S, Battistini: `Per Grondacci meriti sul campo. Non dalla tastiera di un computer`

La Spezia - "Ma cosa siamo diventati, una organizzazione politica basata sulla cattiveria? Io non voglio di certo discutere le regole, non ora, non qui. Tutti gli attivisti sapevano della storia politica di Marco Grondacci, tutti, dal primo all'ultimo, nessuno escluso! Lo sapevano i quattro consiglieri della Spezia, i tre di Vezzano, quello di Santo Stefano, quello di Sarzana ed io... e parlo solo per il territorio spezzino, che amo più di me stesso... Lo sapevamo tutti perché nella nostra provincia Marco è conosciuto anche dai sassi del fiume Magra, dagli avversari di sempre e dai molti amici che in lui hanno una fiducia incondizionata". Inizia così lo sfogo che Francesco Battistini, consigliere regionale del Movimento cinque stelle, ha pubblicato sul suo profilo Facebook, rompendo il silenzio sulla vicenda che riguarda lo stop alla candidatura di Grondacci alle amministrative spezzine del 2017 e le reazioni che questo ha suscitato sui social network, sempre di più palcoscenico (spesso inopportuno) delle polemiche, dei botta e risposta e delle campagne politiche. Non solo per il Movimento cinque stelle, ma per tutti i partiti.

"Sappiamo tutto di lui - prosegue Battistini, riferendosi ancora a MArco Grondacci - perché sono 30 anni che si occupa di noi. Trent'anni che con dedizione assoluta si dedica alla nostra gente e ai problemi di questo territorio. Non c'è un comitato alla Spezia, in provincia, in regione o nella vicina Toscana che non si sia mai rivolto a Marco per un aiuto, un consulto, un esposto, una causa, una consulenza. Non c'è una forza politica di rottura che non gli abbia chiesto una consulenza, noi, come Movimento cinque stelle, per primi.
Non una discarica che non conosca; non una cava da ambientalizzare di cui non si sia occupato; non un impianto che offenda la dignità dei cittadini, oltre che la loro salute, che non conosca; non un'attività produttiva di cui non abbia affrontato i disagi. Sono 30 anni che lavora come un forsennato per la gente percependo un cazzo di compenso! Perché spesso i cittadini che hanno più bisogno sono anche quelli che non hanno un soldo bucato e lui, mai una volta, che si sia tirato indietro. Lavora dall'alba a notte inoltrata in uno studio 3 metri per 2 pieno zeppo di libri.
Alzi il telefono, gli chiedi una cosa e stai pur certo che l'avrai, con una precisione, una minuzia, una ricerca inattaccabile. E non parlo del contributo enorme dato alla legislazione toscana sulle questioni ambientali nonché sulla partecipazione dei cittadini nei procedimenti amministrativi pubblici".

Battistini non interviene solamente per ricordare l'impegno sulle questioni ambientali di Grondacci, ma anche per difenderlo dai numerosi attacchi ricevuti su Facebook.
"Tutti ad attaccare Marco Grondacci perché non sarebbe il portatore di una fede grillina inappellabile. E allora chiedo a tutti, ma cosa significa essere un attivista pentastellato?
Ma basta! Abbiate rispetto per un uomo a cui sinceramente non siamo degni neppure di lustrare le scarpe, perché in quanto ad onestà morale ed intellettuale ci fa un fondo schiena grosso come una casa. Io, io, con i miei occhi e le mie orecchie, l'ho visto rinunciare ad incarichi professionali da migliaia e migliaia di euro solo per i suoi principi o per onorare e preservare la sua immagine e c'è chi, in questo mondo schifoso e schizofrenico di Facebook, si permette anche solo di insinuare un suo scarso rispetto per le regole? Abbiate la decenza di tacere.
Non conoscete Marco, silenzio, per cortesia. Ed in tutta questa vicenda, comunque, l'errore non lo ha fatto Marco perché credetemi la sua era davvero una candidatura a servizio della sua città e dei suoi concittadini. L'errore semmai (e dico semmai, perché come disse Di Maio, un tempo, "solo i paracarri non cambiano mai idea") lo ha fatto chi lo ha cercato e non si è informato bene prima di coinvolgerlo, ma ha ritenuto che i mandati elettivi fatti più di 20 anni fa (per un totale di 4 anni e 6 mesi) non fossero da considerarsi in quanto, a parte la datazione ben antecedente la nascita del M5S, non violavano il principio per cui quella regola sul vincolo dei 2 mandati è nata, e cioè avere persone nelle istituzioni che non vivono solo di politica ma che usino la politica solo come servizio al bene comune. L'errore lo ha fatto tutta la provincia che, unita e compatta, voleva dare ad una città, finalmente, una vera alternativa di cambiamento. Una alternativa basata sul merito, guadagnato non a suon di tastini schiacciati sui social, ma sul campo, tra i cittadini, dal basso".

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