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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 13.42

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Lombardi: "Una cultura diffusa e partecipata"

Intervento di Massimo Lombardi, candidato sindaco per Spezia Bene Comune.

Lombardi: `Una cultura diffusa e partecipata`

La Spezia - Nel programma di Spezia Bene Comune la voce "cultura" viene subito dopo la voce " lavoro", per cui riteniamo sia un punto cardine nello sviluppo della nostra città. Crediamo in una cultura diffusa sul territorio, condivisa e partecipata dai singoli cittadini. Vogliamo puntare sulla formazione infatti, non solo sull’organizzazione di eventi, perché la nostra è una progettualità a lungo termine. Per questo per noi risulta centrale il ruolo dei laboratori e un procedere strategico, vogliamo mettere a punto un piano organico di intervento. Perché è importante che si svolgano manifestazioni di livello quale il Festival Internazionale del Jazz, con ospiti d’eccezione come Hiromi Uehara e Robert Glasper, ma secondo noi non sono state adeguatamente valorizzate e vorremmo che tutta la città ne fosse più partecipe. La cultura è di tutti, infatti vogliamo coinvolgere i quartieri, organizzando manifestazioni e poli culturali anche ai margini della città.

Spezia è migliorata negli ultimi anni, da un punto di vista degli eventi e dello svago. Nel fine settimana il centro storico, soprattutto la sera, è gremito di persone, in particolar modo nei locali. Ma questo non basta, non ci basta, vogliamo che Spezia diventi una città della cultura a tutti gli effetti e questo può concretizzarsi solo se si riparte dal basso, se si ridanno spazi ai cittadini, dove possano esprimersi anche da questo punto di vista, si pensi anche solo alle botteghe artigiane. I luoghi della cultura devono essere aperti, fruibili a tutti, con compagnie in residenza, come avviene al centro culturale Dialma Ruggiero a rotazione, il CAMeC deve “vivere” tutti i giorni, deve essere dotato di un punto ristoro, dove soprattutto i giovani possano incontrarsi, condividere, mentre il piano terra deve essere dedicato a mostre, dj set a tema, dal fumetto alle istallazioni. Solo per fare alcuni esempi. I musei non devono essere considerati dei meri contenitori, ma luoghi dove si possa generare cultura e creatività. Per realizzare tutto ciò è necessario fare rete con le realtà che operano nel settore della cultura e degli eventi e anche con il Museo Navale, sinora non adeguatamente valorizzato. E ancora, come già detto, gli eventi devono coinvolgere tutto il tessuto cittadino, in modo che nel centro non si crei sovraffollamento e nelle periferie abbandono e quindi degrado. La realizzazione di punti di riferimento culturali e sociali, come biblioteche di quartiere, con funzioni polivalenti, possono essere uno stimolo soprattutto per i giovani.

Infine, per noi prevarranno la competenza e il merito, per quanto riguarda l’assegnazione di ruoli dirigenziali.




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