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Ultimo aggiornamento: Sabato 18 Agosto - ore 20.50

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Liguori: "Riportare la sanità a livelli di efficienza ottimali"

Intervista al candidato all'uninominale di Liberi e uguali per la Camera. Ecco quali sono i punti centrali del suo programma e quali le sue opinioni sui temi del momento.

Le dieci domande di CDS
Liguori: "Riportare la sanità a livelli di efficienza ottimali"

La Spezia - Medico di base, la politica la respira in famiglia da sempre e alle ultime elezioni amministrative ha deciso di mettersi in gioco correndo a sostegno di Paolo Manfredini nella lista civica della coalizione di centrosinistra. Luigi Liguori è entrato in consiglio comunale nel giugno scorso, proprio mentre il fratello Luca lasciava Palazzo civico al termine della legislatura, e dopo pochi mesi ha abbracciato il movimento nato intorno a Pietro Grasso e alla fusione dei partiti di sinistra nati da costole del Pd e di Sel.

Quali sono le ragioni che l'hanno spinta a candidarsi per questa tornata elettorale? Quali impegni si sente di assumere nei confronti degli elettori?
"Le ragioni che mi hanno spinto ad entrare in politica sono dovute alla urgente necessità di coinvolgere persone nuove nella politica, che provengano dal territorio, che conoscano a fondo i problemi della gente e si impegnino a fare qualcosa principalmente per passione. I miei impegni sono legati al programma di Liberi e uguali, in primis riportare la sanità pubblica ad un livello di efficienza ottimale".

In che cosa il programma nazionale del suo partito e della sua coalizione possono incidere sulla vita degli abitanti della provincia della Spezia?
"Abbiamo l'ambizione di pensare , mettendo in pratica il nostro programma, ad una Spezia verde accogliente e solidale, con una conversione ecologica dell'economia ed un evoluzione che porti al recupero di alcune aree così che i cittadini possano dirsi orgogliosi di essere in una città di mare".

La campagna elettorale sino a ora si è svolta prevalentemente nei salotti dei talk show delle tv nazionali e negli incontri faccia a faccia, tra volantinaggi, gazebo ed eventi sul territorio. Non si è assistito al confronto tra i candidati locali sul merito delle questioni. E' il sintomo della convinzione che i giochi si facciano altrove?
"E' il sintomo che molta gente ha perso totalmente interesse per la politica e per i politici. D'altronde anni di promesse non mantenute e di discorsi inutili non potevano che generare questa disaffezione".

L'agenda politica è stata caratterizzata per lungo tempo dalle questioni relative all'immigrazione, alla sicurezza e all'antifascismo scaturite dai fatti di Macerata. Qual è la sua opinione in merito?
"La propaganda politica è stata contaminata da alcune forze che hanno utilizzato sentimenti di odio per far presa sul malcontento della gente. Macerata è stata l'ultima espressione di un odio seminato nel tempo. Finché ci saranno partiti che strumentalizzeranno questi episodi solo per dare un nemico contro cui scatenare le proprie frustrazioni, si correrà il rischio di vedere il ripetersi di episodi violenti. Da qui la necessità di prendere una posizione netta contro queste forze che hanno nel loro DNA il germe dell'odio e della provocazione".

Ritiene necessaria la realizzazione di un quarto lotto per la Variante Aurelia? E sul rigassificatore di Panigaglia che opinione ha: impianto da smantellare o sito strategico da mantenere e rendere più efficiente per le sfide energetiche e del futuro della navigazione?
"Sì, la ritengo necessaria e indispensabile per migliorare la viabilità. Il rigassificatore di Panigaglia mette a rischio la vita degli spezzini con i suoi stoccaggi di gas ed oltretutto mortifica e rende di fatto inutilizzabile un tratto di costa tra i più belli del nostro golfo. Sarei per lo smantellamento".

Nel rapporto tra Marina militare e città pesano non poco le decisioni prese a livello ministeriale. Quale disegno ha in mente per la base navale e l'arsenale?
"Non c’è dubbio che nel quadro geopolitico, i nuovi scenari richiedano una presenza militare più incisiva nel mediterraneo, mi pare abbastanza evidente, ma altrettanto vera risulta la necessità di una strategia nazionale per l’avvio e il consolidamento di tutte le attività legate ai progetti di ricerca e più in generale alle attività legate ai moderni sistemi di ausilio e supporto alla navigazione e alle attività marine che potrebbero essere per esempio, attivate nella base navale spezzina".

Il lavoro, uno dei temi più sentiti dalla popolazione. Quale ricetta per il territorio spezzino e quale contributo lei potrebbe dare da Roma in questo senso?
"Intanto occorrerebbe alzare la qualità del lavoro, restituendo le tutele perdute e le garanzie sottratte ai lavoratori, quindi vedrei un grande investimento pubblico per le energie rinnovabili nell’area Enel, con tempi e risorse certi".

Analisti e addetti ai lavori ritengono probabile la necessità di un accordo post elettorale per la creazione di un governo. Se il suo partito fosse coinvolto nella decisione di andare al governo con forze politiche che al momento sono vostre avversarie quale posizione terrebbe?
"Dovendo assicurare stabilità politica al Paese, per noi il dialogo andrebbe esclusivamente in direzione delle forze di centro sinistra ovviamente e solo a condizione che venga considerato il nostro programma".

L'Italia, l'Europa e l'euro. Dentro o fuori? E a quali condizioni?
"Chiunque prefiguri scenari anti europeisti, non parla seriamente. L’Europa ha bisogno dell’Italia quanto l’Italia ha bisogno dell’Europa. Certo noi di Leu immaginiamo un'Europa che detti i doveri ma riprenda la strada per garantire i diritti ed opportunità. La strada in questo senso è tracciata, e non può essere più cambiata, semmai vedo il problema opposto, scetticismo e nazionalismo, punti che fanno ritardare le opportunità che l’unione europea potrebbe dare. Ritardo che pagheranno soprattutto le nuove generazioni. L’Europa sarà soprattutto la dimensione dei giovani. È a loro che bisogna guardare".

Buona parte del dibattito politico affronta temi poco sentiti dalle nuove generazioni. Convinca una giovane neolaureata a rimanere in Italia.
"Non sono d’accordo, la questione della disaffezione dalla politica da parte delle nuove generazioni non è legata ai temi ma piuttosto alla credibilità della politica. Un tempo il meglio della società ci rappresentava nelle Istituzioni, da tempo mi pare non sia più così. Per convincere una giovane laureata a restare in Italia, occorrerebbe per prima cosa l’impegno del nuovo governo a modificare l’accesso al mondo del lavoro. E’ inaccettabile assistere a laureati collocati con contratti da stagisti o tirocinanti a 400 euro al mese".

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