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Liguori: "Non entro nel gruppo Pd. Avverto un clima di divisione: la sconfitta non ha insegnato niente"

Liguori: `Non entro nel gruppo Pd. Avverto un clima di divisione: la sconfitta non ha insegnato niente`

La Spezia - Luigi Liguori non entrerà nel gruppo consiliare del Partito democratico. Le questioni interne agli esponenti del partito di Via Lunigiana per l'elezione del capogruppo rimarranno dunque una questione a quattro, per una matassa che non sarà semplice da sbrogliare.
Liguori, medico chirurgo, unico eletto della lista a sostegno di Paolo Manfredini "Spezia bella forte unita" ha infatti già sottoscritto la sua appartenenza al gruppo omonimo e non entrerà nella battaglia tra le correnti interne al Pd per sostenere gli orlandiani, come era stato paventato nei giorni scorsi (forse per la sua parentela con Luca Liguori, ex capogruppo Pd e vicino all'area orlandiana). Dina Nobili e Marco Raffaelli dovranno dunque vedersela da soli con la paitiana Federica Pecunia e con il benifeiano Luca Erba, al quale - forte dell'esser stato il più votato dei quattro - spetterebbe il ruolo di capogruppo nel caso in cui non si arrivasse a un'intesa che sposti gli equilibri, magari sino a una insperata unanimità.

"Sono rimasto sconcertato e ferito dalle accuse che mi hanno rivolto alcuni componenti della lista per la quale sono stato eletto. Questo - afferma Liguori a CDS - la dice lunga sullo spirito di unione e collaborazione con cui mi era stato presentato il progetto. Ma ritengo più importante aver perso la guida della città che le scaramucce interne di chi non ha realizzato i propri percorsi personali. Del resto abbiamo avuto tutti l'occasione per essere eletti. Chi non è riuscito ci riproverà. Utilizzino la delusione per fare una seria autocritica chiedendosi come mai non siano stati votati, senza reagire addossando a me disegni fantasiosi e ricostruzioni infondate. Sarebbe bastata una telefonata per conoscere le mie intenzioni. A questo punto mi aspetto delle scuse pubbliche".

Chiusa questa vicenda sarà il momento di parlare di politica per davvero. Lei è alla sua prima esperienza in assoluto, come vive questo momento?
"Faccio il medico da una vita e non ho certo bisogno della politica per ragioni personali. Mi sono messo per la prima volta a disposizione di un progetto civico indipendente ma ho trovato pochissime persone che abbiano realmente a cuore la collettività, nessuno che mi abbia coinvolto su temi che, come opposizione, dovremmo sostenere a favore della città.
Resta il rammarico, per una lista di persone indipendenti che si chiama "Bella forte e unita" percepire già un clima di profonda divisione. Mi fa capire che la bocciatura ricevuta dagli elettori non ha insegnato niente. La sensazione è che si continui nel solco delle divisioni per affermare percorsi individuali".

Suo fratello è stato capogruppo Pd sino a poco tempo fa. Nessuno le ha chiesto di entrare a far parte del partito?
"Sono stato eletto primo di una lista indipendente a sostegno di Paolo Manfredini. Ogni componente di quella lista sapevo che aveva storie individuali e, credo, senza alcuna appartenenza politica. È questo che mi ha convinto. Mi pare che gli elettori abbiano premiato la mia scelta, credo che solo a loro debba rispondere del mio operato. Nessuno mi ha mai chiesto di prendere in considerazione il progetto politico del Pd, anche perché fino ad oggi è stato gestito con logiche auto referenziali dalle quali mi son sempre tenuto a distanza. Credo che la politica sia soprattutto discussione dei problemi delle persone e possibilmente soluzioni. Sono stato eletto per questo, non per altro. Mi pare che il Pd da qualche anno non svolga più questo ruolo e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
Se continuerà a prevalere l'arroganza, l'ambizione e il dialogo altisonante e sterile, non ci sarà mai nessun contatto con il mio percorso".

Critiche a 360 gradi, dunque.
"Certamente non valgono per tutti, ho seguito come altri, quanto accaduto, un anno fa, nella precedente amministrazione. Apprezzai moltissimo il gesto di discontinuità che diedero gli assessori Natale e Stretti, non posso dire la stessa cosa per quelli che gli subentrarono. Anche in quel caso se avessero ascoltato di più i cittadini, forse oggi saremmo a commentare un altro risultato elettorale".

A proposito di giunta e di assessori, come valuta la squadra del sindaco Peracchini?
"Sulla composizione della giunta dico che Peracchini è stato eletto ed ha ricevuto il mandato di scegliersi la squadra di governo della città. Adesso occorre lasciarli lavorare e misurare di volta in volta quanto saranno in grado di fare. Giudicare prima dei fatti è un esercizio da vecchia politica e a me non interessa".

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