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Ultimo aggiornamento: Domenica 23 Settembre - ore 13.07

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Liberi e Uguali: “La vera ambizione è ricostruire la sinistra”

All’Urban center incontro con i candidati e il governatore della Toscana Enrico Rossi: “Colmiamo subito questo scarto fra militanza e sondaggi”.

Liberi e Uguali: “La vera ambizione è ricostruire la sinistra”

La Spezia - “La nostra e’ una risposta a Renzi e alla Paita e un attacco al centrodestra. Per la prima volta c’è una alternativa al Pd, c’è un soggetto che parla alla gente che ha sempre votato a sinistra e ai delusi e fuoriusciti dal Partito democratico. Abbiamo un programma diverso da tutti gli altri, c’è bisogno di tutti voi”. Tocca a Moreno Veschi aprire l’incontro promosso da “Liberi e Uguali” all’Urban center che riportava alla Spezia i candidati liguri ma anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che dal Pd si è separato ormai da diverso tempo. Di sanità, tema su cui sta lavorando da anni in consiglio regionale, parla Francesco Battistini in apertura: “Ci siamo impegnati tantissimo nella complicata vicenda Coopsevice e abbiamo verificato che le persone che assistevano il paziente si trovavano a fare anche le pulizie, a volte quasi contemporaneamente. Ovviamente qualcosa di inaccettabile. Dopo questa battaglia si è fermata questa promiscuità e non ci saranno più rischi igienico-sanitari: siamo fieri di questa vittoria, e’ uno dei tanti nodi da aggiustare, come la ristrutturazione del reparto di neurologia e traumatologia. La politica è utile quando lavora per la comunità e noi stiamo pensando che lavorare seriamente sia la vera rivoluzione in politica. Non ci deve spaventare la percentuale che andremo a prendere, dobbiamo pensare alla nostra credibilità in seno all’utile della comunità stessa”.

“Abbiamo l’ambizione non di portare qualche rappresentante in Parlamento ma di ricostruire la sinistra di questo paese - continua Stefano Quaranta - e spero che un giorno Liberi e Uguali diventi un partito della sinistra. Ma per arrivare a questo bisogna colmare un vuoto ripartendo dai fondamenti della Carta Costituzionale. Innanzitutto c’è un clima preoccupante nel paese. E poi in quel documento c’è un idea di welfare e di come combattere le diseguaglianze. Su lavoro, scuola, fisco dobbiamo fare le nostre proposte. Noi siamo contro le politiche dei bonus di questi anni: servono anzi investimenti pubblici cospicui, moltiplicatori di lavoro. Dobbiamo rivedere il rapporto con le multinazionali improntandolo sulla tutela del lavoro. E poi quale lavoro? Noi abbiamo messo al centro del nostro programma il contratto indeterminato e le altre forme flessibili devono costare di più al datore del lavoro. Gli 80 euro non hanno creato mezzo posto di lavoro e sono costati 9 miliardi alla collettività. E poi l’evasione fiscale che in Italia è talmente normale che non se ne parla nemmeno più. Si fanno anzi sanatorie, per chi riporta i soldi in Italia, per chi condannato per frode fiscale non può candidarsi”. Luca Pastorino invita tutti a leggere le proposte che stanno componendo i programmi: “Non è che tutti sanno cos’è la Flax Tax: spieghiamo meglio che Berlusconi con quella manovra paga come il mio cugino Antonio che lavora alle poste. Sono d’accordo con Quaranta: non dobbiamo abdicare al ruolo della moralità di cui si sono appropriati inopinatamente i Cinque Stelle. Voi qui avete la Paita, ne avete di argomenti per smontare il voto utile...”

Il più atteso e’ Enrico Rossi, governatore della vicina Toscana che ha chiuso con Renzi, non senza polemiche annesse e connesse: “Qualcuno dice che sono uscito troppo tardi dal Pd e io dico... meglio tardi che mai. La militanza in Liberi e Uguali e’ all’inizio ma c’è, perché questo soggetto politico esiste. Il voto lo verificheremo il 4 marzo ma penso andremo bene dove le sinistre hanno un insediamento storico e le nostre sono zone influenti. Ma anche nelle grandi città dove c’è un voto di opinione. Colmiamo subito questo scarto fra militanza e sondaggi, scendiamo in campo e coinvolgiamo il più alto numero di persone”. Parla di prospettive Rossi: “L’ambizione è quella di guardare almeno fino alla metà di questo secolo: vogliamo essere una forza politica che metta la questione sociale al centro e lo squilibrio nel rapporto fra capitale e lavoro riporti il lavoro ad un livello d’importanza più elevato. Una volta per mantenere un figlio all’università bastava lo stipendio di un operaio oggi non sarebbe possibile. Hanno difficoltà i ceti medi, le piccole imprese, per non parlare delle partite iva. E Che dire delle scuole dove trenta-quaranta bambini sono educati da un solo docente? La sanità non fa contratti da sette anni e spendiamo le stesse cifre che si spendevano nel 2011. Senza dimenticare il blocco delle assunzioni nel ramo della sanità: spendiamo 2400 euro a persona, la Francia e La Germana tra 3mila e 4mila euro. E’ un miracolo che si mantengano livelli di assistenza sanitaria accettabili, al di là delle differenze fra le varie regioni”.

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