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Legambiente chiede sospensione procedura autorizzativa della nuova centrale a turbogas

serve TAVOLO TRA MINISTERO, ENTI LOCALI E AMBIENTALISTI

La Spezia - Legambiente Liguria ed il circolo spezzino “Nuova Ecologia” ritengono imprescindibile interrompere il procedimento autorizzativo della nuova centrale a turbogas attualmente in corso presso il Ministero dell’Ambiente e auspicano che il Comune della Spezia faccia propria questa richiesta, dal momento che il Consiglio Comunale ha votato a maggioranza una mozione contraria alla nuova centrale.

La richiesta di interruzione di Legambiente è stata ufficialmente inviata oggi nell’ambito delle osservazioni al procedimento di VIA al Ministero dell’Ambiente, dove è stato anche evidenziato un difetto di natura procedurale: “la nuova centrale a gas - spiega Stefano Sarti vicepresidente regionale - poiché di potenza superiore ai 300 Mw, deve essere direttamente sottoposta a Valutazione Ambientale Ordinaria e non di verifica di assoggettabilità. L’attuale procedura va quindi interrotta, e va attivato un tavolo di confronto con il Governo - a cui dovranno partecipare anche gli altri enti coinvolti, come il Comune di Arcola - per aprire quel confronto, sia a livello nazionale che locale, finora mancato”. L’attivazione della procedura di VIA ordinaria permetterebbe inoltre di dare attuazione alla “valutazione di impatto sanitario”, storica rivendicazione della comunità locale, che Legambiente ritiene essere un passaggio ineludibile. “Lo studio del danno sanitario prodotto dalla centrale a carbone in questi anni permetterebbe di acquisire un quadro sulle reali criticità sanitarie, necessario per qualsiasi discussione sul futuro uso delle aree attualmente occupate dalla centrale a carbone.”

Tra l’altro Legambiente vorrebbe comprendere le reali necessità di centrali a gas per la gestione della transizione verso le rinnovabili, nonché le motivazioni in base alle quali si è individuato il sito spezzino per una delle 4 centrali previste in Italia. “Fino ad oggi, sul piano tecnico, si sono infatti ascoltate solo le tesi di Enel e di Terna - continua Sarti - serve un piano di localizzazione dei nuovi impianti necessari per la transizione alle rinnovabili, realizzato su rigorosi criteri di sostenibilità ambientale, che tenga quindi conto della specificità dei siti, e che non escluda alternative al turbogas. Una procedura di VIA ordinaria, secondo quanto prevede la normativa, garantirebbe anche questo genere di approfondimenti e di confronto su scenari diversi”.

Legambiente, tramite le osservazioni, si chiede anche come mai sia stata pensata una centrale di tale potenza (850 Mw) che non corrisponde alle caratteristiche di un impianto “peaker” per il bilanciamento delle rete elettrica. “Il dubbio - sostiene l’associazione ambientalista - è che si pensi per la centrale spezzina ad una vera e propria funzione produttiva (confermato anche dal monte ore di funzionamento previsto, ben 5000 ore l’anno)”. Senza una approfondita analisi di tutti questi dati non ha senso per Legambiente attivare un confronto “centrale si - centrale no.

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