Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Martedì 23 Aprile - ore 22.05

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

La proposta di Caratozzolo: "Mettiamo ai voti il destino del gruppo"

Il capogruppo di "Per la nostra città con Giulio Guerri", in rotta con il presidente del consiglio comunale e i suoi, annuncia un percorso di consultazione di candidati e sostenitori per decidere cosa fare. Lui andrà comunque all'opposizione.

Dentro o fuori?

La Spezia - Saranno i candidati e, forse, i sostenitori delle liste "Per la nostra città con Giulio Guerri" e "Un Rinascimento per La Spezia" a decidere quale sarà il futuro del gruppo rappresentato a Palazzo civico dal capogruppo Massimo Caratozzolo e dal presidente del consiglio comunale e fondatore della prima delle due liste, Giulio Guerri. Se Caratozzolo ha già deciso che siederà tra i banchi dell'opposizione, non è ancora chiaro, infatti, se porterà con sé il nome del gruppo oppure se lo lascerà per entrare nel gruppo misto. All'opposto, epilogo di un matrimonio ormai ufficialmente finito, Guerri resterà a sostenere il centrodestra e il sindaco Pierluigi Peracchini e sarà il voto della platea degli attivisti delle due liste a decidere se lo farà come unico rappresentante del gruppo che porta il suo nome oppure se, come ciliegina sulla torta del paradosso sfornata dalle divisioni emerse in tutta la loro gravità negli ultimi giorni, lo farà in contrasto con il capogruppo Caratozzolo. Senza dimenticare l'ipotesi che lo potrebbe vedere addirittura lasciare il suo gruppo per entrare nel misto.
Una situazione a dir poco intricata, che sarà chiarita nel giro di due settimane, il tempo necessario per definire le modalità di partecipazione e di voto alla consultazione che oggi Caratozzolo ha proposto nell'ambito di una conferenza stampa convocata per dire la sua, sostenuto dalla presenza una ventina di candidati e sostenitori.
Una platea che si schiera apertamente contro la posizione di quanti hanno sottoscritto la nota stampa inviata poche ore prima dai "guerriani" (leggi qui).
"Molti di quei firmatari non si sono mai visti agli incontri e alle attività delle liste", ha esordito Caratozzolo mostrando come i temi della consistenza dei numeri e della legittimità saranno probabilmente al centro delle discussioni delle prossime ore.

"Mai - ha proseguito - avrei voluto dover esercitare il mio ruolo di capogruppo in questo modo. Nel 2017 la lista fondata da Guerri mi ha chiesto attraverso il suo stesso leader di candidarmi per il consiglio comunale alle amministrative. Abbiamo ottenuto il 5,8 per cento dei consensi: speravo avremmo fatto meglio. Poi è stato proposto l'apparentamento e, tutti insieme, abbiamo accettato sperando che cambiasse qualcosa. Ma Peracchini ha tradito le promesse fatte su questioni come Scalinata Cernaia. In seguito è iniziato il braccio di ferro sul mantenimento dell'acqua pubblica contro la fusione tra Acam e Iren, quindi l'amministrazione ha messo in vendita parchi come il Colombaio e il Sabrina. Eravamo tutti contro questi provvedimento, eravamo compatti. Lo siamo stati anche contro la ripresa del progetto dell'ostello nella scuola di Via Firenze e nel pronunciarci contro l'inquinamento portato dalle navi da crociera e mercantili. Abbiamo visto mortificare il consiglio comunale su futuro dell'area Enel, quando non è stato votato lo stop a stabilimento inquinanti di primo livello, né l'impegno a svolgere finalmente una indagine epidemiologica. Siamo rimasti uniti e la base era dalla nostra. Ci siamo opposti all'ordinanza per la cattura di cinghiali (che non c'erano) in città, ci siamo battuti per l'installazione del monumento per ricordare le vittime dell'amianto e abbiamo protestato contro l'abbattimento dei pini di Gaggiola in pieno periodo di nidificazione. Nel mentre siamo stati insultati e sbattuti fuori dalle chat della maggioranza e non siamo più stati invitati alle riunioni. Cenerini ci ha cacciato a parole in ogni sede e su tutti i canali di comunicazione. Da sei mesi attendevamo il sigillo su questa decisione da parte del sindaco, anche alzando i toni della polemica. Ma alla fine il punto l'ho messo io. Dopo la vicenda Castellani e i voti in solitudine della maggioranza su Dmo e bilancio non poteva andare diversamente. Non ci aspettavamo questo. Che la rottura era nell'aria era evidente, ma non pensavo che ci sarebbero state riunioni carbonare in seguito alle quali mi venisse chiesto di attendere ancora, rimproverandomi di aver deciso senza consultare nessuno. Eppure sino a poco tempo fa eravamo tutti d'accordo... Ho proposto di votare in merito alla questione e per tutta risposta mi è stato chiesto di dare le dimissioni. Pertanto, in perfetta solitudine, ho scritto quella email, ma qualcuno ha fatto una genialata e l'ha inviata a un quotidiano online (nella fattispecie CDS, leggi qui), fatto per cui ho informato un legale. Ne è nato un polverone e molti si sono arrabbiati per non essere stati convocati e informati della situazione. Pare che chi voglia lasciare la maggioranza senza se e senza ma non debba essere coinvolto. Oggi, quale capogruppo che ha il dovere di rappresentare tutti, propongo una soluzione che lascia la porta aperta al confronto, sottolineando anche che è stata chiusa l'unica chat del gruppo. Dunque devo decidere io in quanto capogruppo, e lo faccio impegnandomi ad aprire un percorso partecipato in cui candidati e sostenitori possano esprimersi sull'opportunità di lasciare il gruppo in maggioranza, e allora sarà senza di me, oppure se portarlo all'opposizione. Se l'esito di questa iniziativa di cui studieremo tutti insieme le modalità smentirà quanto affermo, ricollocherò il gruppo in maggioranza e rassegnerò le dimissioni. Questa era la mia proposta prima che venissero chieste le mie dimissioni e che, pur non avendole ufficializzate, sono state spiattellate sulla stampa. Nulla di personale, solo una scelta coerente come mi auguro lo siano i nostri candidati e sostenitori. Io - ha concluso Caratozzolo citando Enzo Tortora - sono innocente, mi auguro lo siate anche voi".

Nei consigli comunali di domani Caratozzolo siederà ancora tra i banchi della maggioranza, in attesa che vengano espletate le pratiche per il suo passaggio all'opposizione che, almeno in un primo momento, avverrà portandosi dietro il nome del gruppo "Per la nostra città con Giulio Guerri", in attesa della conclusione della consultazione dei candidati e dei sostenitori.
"Da parte mia - ha aggiunto Fabio Vistori - c'è sempre stata disponibilità a collaborare, ma sono stato escluso, come altri, da un percorso in cui sembra essere stato invitato solo chi voleva restare in maggioranza. Mi è stato risposto che non sono stato coinvolto perché sono il rappresentante locale del partito nazionale L'Italia in Comune, eppure questa mia condizione andava bene quando mi è stato chiesto di candidarmi e quando, a metà febbraio, ho portato Guerri a Parma da Pizzarotti. Quel giorno si ragionava sull'uscita dalla maggioranza e da parte di Guerri sono state pronunciate parole irripetibili nei confronti di Peracchini. Poi c'è stato una cambio di atteggiamento allucinante".
Delusa anche Rita Casagrande, portavoce dei cittadini del Levante: "Non ho preso tanti voti ma hanno comunque contribuito al risultato della lista. Nutro affetto sia per Giulio che per Massimo, ma ultimamente ho notato cose che non andavano. Ho parlato con Giulio nei giorni scorsi e mi ha detto di non aver inviato la lettera al giornale. Gli ho chiesto di dimostrarmelo dicendo chi l'ha mandata. Abbiamo tanti problemi nei quartieri del Levante cittadino e per risolverli io sto con Massimo".
Più dialogante Anna Maria Barini: "Da subito siamo stati perplessi di sostenere Peracchini e col tempo le cose ci hanno dato ragione. Già a febbraio scorso erano sorti forti dissapori tra Guerri, Caratozzolo e Peracchini. Da sempre cerco di mediare e cercherò di farlo anche questa volta".

La chiosa spetta ancora a Caratozzolo, che chiarisce: "Se la mia linea sarà sconfitta resterò comunque in consiglio: sono stato eletto dai cittadini e non c'è vincolo di mandato. Rimarrò per portare avanti il programma che abbiamo elaborato tutti insieme. E comunqua vadano le cose credo che questo movimento meriti di essere maggiormente strutturato, serve un direttivo della lista: non può decidere una persona sola".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News