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Ultimo aggiornamento: Giovedì 18 Aprile - ore 22.50

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La notte danzante del Camec al vaglio dei commissari

Occhi puntati alla serata “Idol Art” del 22 dicembre. Ratti: “Richieste avvenute correttamente. Però trasformare un museo in discoteca va contro il principio di tutela del codice Urbani”.

Il tema beneficenza
La notte danzante del Camec al vaglio dei commissari

La Spezia - La Commissione Consiliare di “Controllo e Garanzia” presieduta da Dina Nobili si è riunita ieri sera su proposta del consigliere Massimo Baldino Caratozzolo a proposito dell’evento musicale del 22 dicembre ospitato al piano zero del Camec. La serata “Idol art”, charity event, cioè evento di beneficenza, fu organizzata da Giuseppe Rampini (socio unico della s.r.l. “Colours of Sound“, che nasce nell’ottobre del 2017), che sarà audito in una prossima commissione che concentrerà l’attenzione sugli aspetti organizzativi, compreso il tema, finora semisconosciuto, della beneficenza. Un djset in una location particolare con ingresso per non più di 290 persone a 25 euro a biglietto. Il consigliere Caratozzolo ha chiesto i dettagli della serata alle dirigenti responsabili Marzia Ratti e Laura Niggi che hanno risposto alle questioni sollevate dai commissari seduti in platea, fra i quali c’è andhe l’assessore Paolo Asti. Ratti espone il modus operandi, conferma i nulla osta per l’apercena, l’intervallo orario 19-1, il numero di ingressi massimi concessi. Il titolo autorizzativo con le prescrizioni di rito, la certificazione cibo, le vie di fuga e la doppia copertura assicurativa: “Abbiamo messo a disposizione due comunali e il dottor Borrotti che è passato diverse volte durante la serata. Abbiamo messo da parte le opere e le foto della mostra su Kemp, erano protette adeguatamente. Come hanno lasciato il posto una volta sbaraccato? Problemi alla struttura non ce ne sono stati dopo di che ci sono punti di vista: secondo me trasformare un museo in una discoteca va contro il principio di tutela del codice Urbani (il codice dei beni culturali e del paesaggio, ndr). Ciò detto la mattina seguente abbiamo trovato soprattutto sporcizia al bagno dei disabili. Si è così provveduto ad una pulizia radicale. Danni? No. Più che altro sporco ma se non fossimo intervenuti la mattina successiva i visitatori non avrebbero trovato un bel vedere. Di sicuro di fronte ad una situazione del genere una prossima volta inserirò quelle spese nell’accordo con gli organizzatori”.

La parola ai commissari. De Luca si chiede se un privato, un’associazione di volontariato chiedesse questo spazio per utilizzarlo cosa spenderebbe? Ratti risponde: “L“Allende ha tariffe diverse dal Camec perché c’è un patrimonio diverso. Per i musei c’è una delibera del 2016 che apre le sale ad usi più ampi della conservazione. Fino ad ora ci sono state serate musicali diverse da quella in questione. Ricordo i pomeriggi del Camec, con i ragazzi del conservatorio, questa era musica col dj. Si, era la prima volta”. Patrizia Saccone però non è d’accordo e con la memoria torna indietro: “Mi pare che nel programma del Capodanno 2010 il Camec fu usato per una serata danzante. Io non c’ero ma se fosse non sarebbe la prima volta. E poi credo proprio che se fossero venute 290 persone soltanto per vedere le opere il bagno sarebbe stato sporco comunque. Allora meglio bagni sporchi, ma incassi coi quali tenere vivo quel luogo”.

A margine della commissione, Paolo Asti ha voluto chiarire alcuni punti: “Al primo piano non potevi accedere, i varchi erano presidiati da guardie giurate. La sicurezza eragarantita. L’Amministrazione spesso concede in gratuita spazi per charity ed il pagamento del biglietto è stato deciso dall’amministrazione perché c’erano più di 100 persone. Ma poi quante volte nella storia è stato dato il Camec per iniziative disparate?”. Federica Pecunia concentra il suo intervento sulla questione denaro: “A proposito della beneficenza se il biglietto costava 25 euro e 3 euro andavano al Camec dove sono finiti gli altri soldi? Così Niggi e Ratti: “A noi degli uffici, nessuno ha detto questo. Abbiamo soltanto letto una mail nella parte finale dell’istruttoria. I biglietti erano gestiti dagli organizzatori”. La pentastellata Donatella Del Turco stronca l’iniziativa: “Utilizzare un museo per fare un evento che non valorizza l’arte non ha senso. Basta un sanno anche minimo per superare quei 900 euro d’incassi”.

Caratozzolo non si fa attendere: “Se fra la richiesta effettuata e l’evento è passato così poco tempo allora potremmo farlo tutti i giorni... pensare di dare museo in modo così velocemente mi da’ da pensare. Davvero basta una domanda il venerdì della settimana e’ tutto ok?! Io penso che un bene sia alla disponibilità si tutti alle stesse condizioni”. Cenerini sostiene che si dovesse fare accesso agli atti, Peserico sottoscrive la necessità di intervenire per differenziare le struttura museali. “Il Camec non è il Lia nè il Louvre, e io non ci vedo nulla di scandaloso a metterlo a disposizione visto che si può incassare qualcosa. Il mio pensiero su quel museo è noto: andrebbe alienato, l’ho detto tante volte, un lusso che non ci possiamo permettere”. D’accordo Manucci: “Non mi pare proprio che il Camec non sia mai stato dato per qualche cosa di meno artistico. Ricordo prenotazioni di libri di chi i libri lì dentro li ha anche venduti, ricordo presentazione dello Spezia calcio con la terrazza strapiena e con i tifosi caciaroni.. Quindi è una struttura e non mi basta che quell’incidente di Torino abbia cambiato le sensibilità istituzionali. O vale sempre o non vale mai”.

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