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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 21.50

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La morte di Stefano Cucchi divide il consiglio comunale

Non passa la mozione della sinistra, la maggioranza presenta un ordine del giorno parallelo.

Un caso italiano
La morte di Stefano Cucchi divide il consiglio comunale

La Spezia - A metà della serata viene il momento della mozione sulla morte di Stefano Cucchi, portata in consiglio dal consigliere Leu Liguori. Fabio Cenerini, capogruppo della lista Fi-Toti, chiede mezz’ora di sospensione e quando si riparte è Massimo Caratozzolo a prendere la parola: “E’ vero che questo è un momento storico in cui si usano spesso a sproposito termini come antifascismo. Mi domando se non sia possibile non sapersi calare nella psicologia di una famiglia che aveva un figlio probabilmente tossicodipendente, arrestato e che altrettanto giustamente doveva però essere processato. E che invece viene massacrato di botta. Così difficile non sentirsi scosso nei confronti di una famiglia che lo ha ritrovato disteso e livido in volto, morto senza una spiegazione? Ho letto su Facebook gente che ha scritto “se l’è cercato”. E’ difficile fare chiarezza su tante cose in questo paese, semmai è su questo che dovremo ragionare. Ustica, l’omicidio di Ilaria Alpi, la fine del comandante De Grazia, i tanti casi irrisolti... al tempo stesso c’è chi infanga la divisa e lo fa nonostante sapendo che non tutte le persone si siano comportate in modo non dignitoso. Non si fa demagogia sulla morte di un ragazzo”.

Un appello alla sobrietà a cui prova Maria Grazia Frijia a rispondere: “Perché questa storia viene portata come vicenda emblematica di fatti di cronaca nera di questo paese da parte della sinistra? Ve lo dico io: per strumentalizzarla da chi vede nelle forze dell’ordine non delle persone che lavorano per lo Stato ma che tout court devono essere criminalizzate. Ricordo che fu proprio Giorgia Meloni per prima a chiedere chiarezza su quella vicenda. Se non ci fosse stata strumentalizzazione anche l’atteggiamento della politica sarebbe stato differente. Siete stati faziosi nel non condividerlo con la maggioranza. Nel nostro documento condanniamo ogni tipo di violenza, seguiamo il percorso processuale e impegniamo la giunta a portare solidarietà e a condannare ogni forma di violenza”. Massimo Lombardi prende la parola: “Le dipendenze non sono un tema da trattare con quelli indifferenza che ho percepito negli interventi. Lungi da me fare una censura generalizzata e andare a stigmatizzare l’operato delle forze dell’ordine. Lì rispetto, ho modo di lavorare con loro tutti i giorni e le mie critiche non saranno mai preconcetti. La verità processuale non ricostruisce gli accadimenti, se non in pochissime situazioni. Non si possono esprimere giudizi aprioristici ma troppi sono i casi di repressione che sfocia in morte la persona fermata. Federico Aldrovandi, 18enne di Ferrara, portato a morte dopo un controllo, Gabriele Sandri, ucciso con dinamiche che lasciano poco tranquilli, Riccardo Magherini, ex calciatore dello Spezia e quelle grida disperate che in tanti hanno sentito. Qui non c’è stata alcuna strumentalizzazione. E allora perché molte volte si mette l’accento negativo sulle forze dell’ordine? A volte la pratica del depistaggio innesca certe reazioni, non si può sempre attendere il processo perché spesso emerge una verita’ legata anche a testimonianze di comodo. La nostra è una mozione equilibrata. Certe sentenze possono lacrimare”.

Il consigliere Pd Luca Erba annuncia come condivisibile l’ordine del giorno presentato dalla maggioranza: “Facciamo in modo di non creare divisioni come fu al tempo della morte di Carlo Giuliani. Alziamo la testa e diamo a quest’aula un ruolo autorevole”. Fabio Cenerini non può astenersi dalla battaglia dialettica, il tema è decisamente nelle sue corde e appena sente dire “Giuliani” se la prende di brutto: “Nemmeno Lombardi e Liguori che sono più a sinistra di lei, hanno nominato Giuliani nel loro intervento: volevo vedere lei in quella situazione, attaccato da un criminale incappucciato. Ma, consentitemi, Lombardi fa ancora peggio: attacca la magistratura in maniera pesante. E non credo ci siano depistaggi sistematici, come non credo sia giusto dire che non si può sempre attendere il processo. Lei è un avvocato e come può dire una cosa del genere? E, lo dico da carabiniere in congedo, ci sono tanti ragazzi che vivono il mestiere come una vocazione. Un carabiniere è quello che finisce di lavorare alle 3 e alle 4 gli suona il telefono per un’urgenza e lui essendo l’unico si riveste e va a prestare soccorso. Aggiungo che un carabiniere che commette un reato è più grave però quello che mi dispiace è che non ho mai visto il vostro impegno quando i centri sociali hanno assaltato i militari. Mai una mozione a favore di quegli uomini che ci difendono giorno e notte”. Manfredini da una parte, De Luca e Vatteroni dall’altra, non spostano coi loro interventi le posizioni che si potevano immaginare visti i rispettivi schieramenti d’appartenenza.

Siamo al finale. Cenerini annuncia il voto contrario alla mozione Liguori, favorevole all’ordine del giorno contropresentato dalla maggioranza, Erba cerca di rispiegarsi, dichiarando che voterà a favore della mozione e dell’ordine del giorno (come i Cinque Stelle): “Stasera volevamo parlare di altro: non delle colpe, non delle posizioni sui meriti processuali. Volevamo parlare e discutere sul concetto di stato, ma non c’è lo spazio per farlo. Abbiamo perso un’occasione anche perché il contento delle mozioni non andava a contrastare la dignità politica di nessuno. Non siete nemmeno entrati nel merito delle considerazioni che abbiamo posto. Siete fuori tema”. Caratozzolo si astiene sulla mozione per la vicenda politica sottintesa nel caso Cucchi e vota a favore dell’ordine del giorno di maggioranza e agli emendamenti, Paolo Manfredini invece si astiene dall’ordine del giorno avversario. Luigi De Luca e Maria Grazia Frijia si esprimono con favore solo per l’ordine del giorno di parte, Lorenzo Forcieri non aveva firmato la mozione originale “perché temevo reciproche strumentalizzazioni” e vota a favore l’emendamento e si astiene si sulla mozione sia sull’ordine del giorno. Roberto Centi vota sì alla mozione ed emendamenti e si astiene sull’annacquato ordine del giorno della maggioranza. Qualcosa in più per Lombardi: “C’è un caso Cucchi pre e dopo confessione. Quando il carabiniere Francesco Tedesco ha confessato che cosa è successo a Stefano, a livello istituzionale c’è stato un mutamento di atteggiamento, era su questo che dovevamo parlare stasera. Voterò favorevole a mozione ed emendamento e contro l’ordine del giorno della maggioranza. Ma permettetevi: esprimo rispetto massimo verso la magistratura senza però non astenermi da criticarla se lo ritengo opportuno”.

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