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La moral suasion di Peracchini: "Ho invitato tutti alla fiaccolata"

Stasera la manifestazione di Migliarina: "Quattrocento persone hanno visto la morte e sono sempre nei nostri cuori. Ho detto alla Lega di partecipare". Sarà rimpasto solo in caso di sconvolgimenti elettorali e sul centrodestra del futuro...

25 aprile, social network e sovranismo
La moral suasion di Peracchini: "Ho invitato tutti alla fiaccolata"

La Spezia - "L'amministrazione comunale sarà a tutte le manifestazioni riguardanti il 25 aprile. Io, che quando ero segretario della Cisl sono stato fra gli oratori, ci sono da sempre e se non parteciperò a tutto sarà solo per eventuali altri impegni istituzionali e personali. Palazzo Civico sarà comunque rappresentato dalla mia vice Genziana Giacomelli. Tutto questo al di là di fake news e polemiche". Alla vigilia della Festa della Liberazione nazi-fascista e dopo una lunga settimana di roventi contrasti, che quest'anno, forse per la prima volta nella storia, hanno coinvolto un esponente del governo, il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini mette i puntini sulle "i", smarcandosi dalla presa di posizione del leader del Carroccio che, come annunciato, non festeggerà il 25 aprile, preferendo la visita a Corleone. Così mentre Toti ha annunciato che prenderà parte al corteo spezzino, qualche giorno fa Salvini dichiarò così: "La guerra di Liberazione oggi io, da ministro dell'Interno, non la faccio ricordando il fascismo e il comunismo. La faccio combattendo la mafia nel cuore della Sicilia che ha diritto di essere liberata dalla mafia. Fortunatamente siamo in democrazia fascismo comunismo e nazismo non torneranno più". Dichiarazioni che hanno fatto schizzare anche Luigi Di Maio, sancendo una spaccatura sempre più profonda fra le attuali forze di governo. Premessa doverosa vista l'attualità ma altrettanto doveroso chiedersi se questa sera la Lega spezzina onorerà o meno la fiaccolata di Migliarina di questa sera. E su questo Peracchini non nasconde di aver fatto una moral suasion nell'ultima giunta comunale: "Se la Lega parteciperà? Io penso di si, ne abbiamo parlato e ho spiegato loro che la fiaccolata di questa sera a Migliarina è un evento importantissimo per la storia della nostra città, perché in quel quartiere 400 persone hanno visto la morte e sono sempre nei nostri cuori".

Le dichiarazioni fuori dalle righe, le immagini del Ministro con il mitra in mano, che hanno fatto il giro del mondo. Al di là delle azioni del governo, non è certo il periodo della sobrietà istituzionale, sindaco.
"Le fake news condizionano molto le persone, oggi si relativizza tutto. Peggio Salvini col mitra? Non mi soffermerei su quell'immagine, penso che la gente possa sempre saper distinguere fra chi fa il giusto e chi no, fra chi opera per il bene e chi per il male. Se la poteva risparmiare? E' una delle migliaia di foto che ci passano davanti tutti i giorni, per una minoranza può essere importante, certo ma ci sono tanti episodi che passano inosservati: non è stato detto a sufficienza per fare un esempio che in Sri Lanka si è assistito ad un attentato alla cristianità".

Carole Cadwalladr, la cronista dell'Observer che ha scoperchiato lo scandalo di Cambridge Analityca (e che è stata bannata a vita da Facebook per questo), ha spiegato come i social hanno influito sulla Brexit. E come stanno facendo del male alle democrazie di tutto il mondo. La politica nel frattempo investe sempre più denaro nei social stessi. Secondo me c'è qualcosa che non torna.
"La libertà è ricchezza e noi dobbiamo stare attenti che venga garantita nel mondo. I social sono strumenti di informazione diretta ma vanno nella direzione opposta e, soprattutto, non hanno un soggetto controllore".

E' esattamente qusto quello che non mi torna. La politica, anche quella locale viste le ultime decisioni, si affida sempre più ad uno stumento senza volto e con un'anima totalmente commerciale-persuasiva. Fossi un cittadino avrei mille dubbi.
"Dobbiamo fare tutti un'assunzione di responsabilità: o informare e garantire la verità oppure prendere atto che non siamo in democrazia come ormai succede in tante parti del mondo, in primis la Cina dittatoriale e capitalista. E poi è necessario ristabilire dei confini alla legalità: non si possono globalizzare le informazioni senza uno strumento di controllo, non può essere che Google non versi le tasse in Italia o lo faccia in maniera residuale rispetto ad un normale cittadino che si vede tagliare del 50% il proprio stipendio lordo per partecipare alle spese della cosa pubblica. Ci devono essere patti settoriali, transnazionali".

A proposito di politica locale, l'idea di un rimpasto di primavera l'ha accantonata?
"Non ho pensato ad un rimpasto, per formare una squadra che lavori bene ed in sinergia ci vuole tempo e in fondo siamo qui ancora da poco. Oltretutto siamo alla prima esperienza di governo di centrodestra alla Spezia dove manca una classe dirigente. Se poi qualcuno dovesse ambire ad altro, ne prenderemo atto".

Toti e Meloni, il cantiere del nuovo centrodestra, sembra l'orizzonte più prossimo. Con il sacrificio di Berlusconi che a quel punto sarebbe tagliato fuori dalla realtà. Pensa di seguire Toti in questa eventuale nuova strada politica.
"Giovanni Toti ama la politica e giustamente guarda al futuro. Lui è ancora in Forza Italia, ha espresso il suo spirito critico per un progetto futuro da costruire. Va guardato con attenzione, pur col massimo rispetto per quello che è stato. Ci vuole coraggio per far partire un nuovo centrodestra, il che sbloccherebbe un sistema altrimenti destinato a collassare".

Sovranismo è la parola dell'anno. Lei come la vede?
"Dal precedente dualismo sinistra-destra mi pare che oggi la disputa sia fra sovranismo ed globalismo. Quando si fanno certe scelte non si devono sbagliare i tempi, perché illudere la gente può accadere per un periodo ma poi è nella mentalità italiana dare fiducia e sostenere per poi voltare le spalle se non si vedono i risultati. Dobbiamo tenere presente che il 41% degli italiani ha la sola licenzia media, l'altro 45% il diploma e solo un 10% è laureato. Ecco perché i messaggi efficaci sono quelli immediati, più facilmente tangibili. L'Italia in verità è emarginata dalla storia, non ha materie prime e i suoi talenti partono per altri lidi. Nei luoghi dove non ci sono quei problemi di lavoro che invece subiamo qui".

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