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La Cgil 'occupa' la sede del Pd. Michelucci assicura: "Non c'è frattura"

Una cinquantina di iscritti al sindacato accolti pacificamente in Via Lunigiana per protestare contro le dichiarazioni di Picierno e le cariche della Polizia ai manifestanti di Roma.

La Cgil 'occupa' la sede del Pd. Michelucci assicura: "Non c'è frattura"

La Spezia - Una giornata infuocata sull'asse Pd-Cgil, che si conclude con l'occupazione, a dir poco simbolica, della sede del partito spezzino da parte di una cinquantina di iscritti al sindacato di Via Bologna.

Ad alimentare il clima di tensione che si respira da settimane sono state questa mattina le dichiarazioni dell'esponente del Pd, Pina Picierno, che accusava Susanna Camusso di essere stata eletta con tessere false e di aver riempito la piazza di sabato scorso con pullman pagati. Il dietro front pressoché immediato e il fatto che l'uscita dell'europarlamentare spesso protagonista nei talk televisivi fosse una risposta alla leader Camusso che aveva sostenuto che Matteo Renzi è giunto al governo grazie all'appoggio dei "poteri forti" non sono stati sufficienti per smorzare l'atmosfera rovente. E la tensione è esplosa in tutta la sua gravità nel pomeriggio romano, durante la manifestazione dei lavoratori dell'Acciai speciali Terni, caricati dalla Polizia, con il risultato di quattro feriti.

Così, alle 17.30, alcune decine di iscritti alla Cgil sono partiti da Via Bologna muniti di bandiere alla volta della vicina Via Lunigiana.
Giunti sotto le finestre della sede del Pd i manifestanti, guidati da Lorenzo Cimino, si sono divisi tra una delegazione che è salita al primo piano e un manipolo di iscritti che sono rimasti a presidiare l'ingresso. Tutto con la massima tranquillità, con il segretario provinciale del Pd, Juri Michelucci ad accogliere il corteo.

"Siamo in un momento di grandissima difficoltà - ha detto Cimino - con un clima di tensione alimentato in modo pericoloso. Le cariche di oggi ne sono la dimostrazione. C'è la necessità che il mondo democratico prenda atto di questa situazione, resa peggiore dalle frasi di Pina Picierno, che ha infangato la Cgil. Basta chiacchiere da parte del governo e dei suoi difensori, servono politiche per il lavoro serie. Siamo qua per capire se i fatti di oggi, che ci hanno profondamente indignato, sono condivisi o meno da una parte del Pd. La violenza e la diffamazione sono atti gravi in un momento difficile: accanirsi contro la parte attiva e sana del Paese è altrettanto sbagliato. Crediamo che sia la necessità di una doverosa presa di posizione".

Presa di posizione che è arrivata da parte di Michelucci: "Le frasi di Picierno sono state fuori luogo e la violenza è sempre da condannare. Bisogna abbassare i toni: stiamo parlando di un tema complesso come quello del lavoro e le tensioni cui stiamo assistendo sono solo un danno. Per questo dibattito è necessaria la volontà di dialogo, da tutte le parti. Oggi il Pd è al governo e legittimamente affronta la discussione sul Job's act in parlamento. A livello locale porteremo il tema nei circoli attraverso un tour. Frattura definitiva con la Cgil? No, ci sono iscritti comuni e siamo qua per condividere le nostre differenti posizioni, sebbene da realtà con funzioni distinte. Il governo sta affrontando questioni più ampie del solo articolo 18, come la delega sul lavoro e la Legge di stabilità, mentre la Cgil difende i lavoratori. A mio avviso l'allargamento delle tutele, le tutele crescenti, il provvedimento a favore della maternità, le manovre fiscali e gli 80 euro al mese in più sono effetti della politica con la quale Renzi vuole andare verso la redistribuzione a favore delle face più deboli. Purtroppo siamo entrati in una fase di stallo e non si riesce più a discutere. Ne sono sintomo i toni usati da Picierno e gli atti di violenza avvenuti a Roma, che sono da condannare completamente perché a danno di lavoratori che chiedevano chiarezza su un piano industriale che anche il governo reputa deficitario. I manifestanti vanno ascoltati, non picchiati".

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