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L'opposizione compatta: "Incompetenza, progetti al palo e nessuna visione"

I consiglieri di minoranza analizzano sino a fine 2020 il mandato dell'attuale sindaco e della giunta trovando punti dolenti su quasi ogni tema.

Dopo tre anni e mezzo di Peracchini
L'opposizione compatta: "Incompetenza, progetti al palo e nessuna visione"

La Spezia - E' una bocciatura a 360 gradi quella che l'opposizione consiliare spezzina assegna all'amministrazione Peracchini. Un giudizio che è stato espresso nel corso di una conferenza stampa nella quale i consiglieri di centrosinistra e del Movimento cinque stelle hanno voluto tirare le somme di tre anni e mezzo di lavoro della giunta guidata dal sindaco Pierluigi Peracchini.
"La nostra - ha esordito Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia, esprimendo vicinanza a chi, più o meno direttamente, è stato colpito dal Covid e alle persone che hanno perso la casa nell'incendio di Natale in centro città - vuole essere una azione politica di critica, ma anche di proposta. Questo nostro punto con la stampa è stato in qualche modo sollecitato dal vittimismo, dalle accuse e dagli strali che il sindaco e gli assessori hanno lanciato nei confronti di chiunque, da 'quelli di prima', alla Marina militare, sino all'Autorità di sistema portuale, a Lsct e, infine, alla Soprintendenza, rea di aver stoppato progetti che in realtà erano partiti senza capo né coda. Non una parola invece sulle mancanze di Regione e Asl per la gestione dell'epidemia".
Melley ha accusato il primo cittadino di aver invece rilanciato il progetto di un "mega stadio senza che lo Spezia calcio abbia mai dichiarato di sobbarcarsi gli oneri di quest'opera. Temiamo che anche questo sia un altro progetto fatto tanto per fare, di facciata, che finirà in un nulla di fatto".
Quello che manca, secondo Melley, è una regia, una vera iniziativa politica. "Per farlo - ha aggiunto - bisogna però prendersi le proprie responsabilità, non attendere solamente l'intervento salvifico della Regione. Il Comune si faccia carico di una reale attività di impulso e rapporto con gli altri enti. Serve un cronoprogramma, basta con le idee a spot, come quelle lanciate sul waterfront. Serve un masterplan, serve definire le funzioni future della città. C'è poi il tema dell'ospedale, fermo al palo. Dopo tanto tempo perso - ha concluso Melley, parlando anche per conto del collega Roberto Centi - si è arrivati alla revoca e alla spada di Damocle dei contenziosi. Ora vorremmo capire la questione dei finanziamenti: quei 120 milioni dove sono spariti? Vorremmo chiarezza sul leasing in costruendo e capire come di andrà avanti con le strutture attuali nei prossimi sei/sette anni".

Rimanendo sul tema della sanità è intervenuto Luigi Liguori, di Spezia bella forte unita.
"Abbiamo assistito a una disfatta sanitaria, per incompetenza della dirigenza della Asl e per la completa assenza del sindaco, forse per non pestare i piedi alla parte politica a cui deve essere riconoscente. Nei primi mesi della pandemia - ha spiegato Liguori, medico di professione - c'è stato il caos con gravi ritardi nell'installazione della tenda pre triage in Via Asso e nella divisione dei due ospedali in Covid e Covid-free. Gli operatori sanitari sono stati lasciati allo sbando per l'assenza di Dpi e si sono seguite idee ospedalocentriche di ispirazione lombarda, che hanno fallito miseramente. I tamponi sono stati persi a centinaia e di questo né il commissario Troiano, né il sindaco Peracchini hanno detto una parola: ha risposto solo Toti addossando la colpa agli infermieri. Da Asl e Comune solo muri di gomma. A maggio avevamo il tasso di mortalità più elevato d'Italia e per fare i tamponi ci si poteva rivolgere quasi solamente alla sanità privata. Ad agosto lo Spezia ha centrato una storica promozione in Serie A: il sindaco è magicamente ricomparso per festeggiare, con e senza mascherina. Pochi giorni dopo è esploso il cluster spezzino e la colpa è stata addossata solamente sulla comunità dominicana. E avanti così sino a dicembre, quando finalmente ci si è ricordati dei malati oncologici mettendo una tenda che li ripari quando attendono fuori dal reparto. La nostra sanità è arrivata a un punto drammatico".

Un altro nervo scoperto dell'amministrazione Peracchini è certamente quello dei progetti annunciati e in seguito accantonati, per svariati motivi.
A puntare il dito contro la giunta è stato Marco Raffaelli, capogruppo del Partito democratico.
"Mi domando che fine farà il programma elettorale del 2017 sulle opere pubbliche? Forse Peracchini lo nasconderà dove nessuno lo potrà mai trovare perché leggendolo e guardando cosa è stato fatto emergono manifeste incapacità e restano solo le frottole. Per esempio il parcheggio sopra il Lagora, promesso in campagna elettorale e sparito subito dopo l'insediamento. Per non parlare del tunnel di Monesteroli: abbiamo anche visto le fotografie di aitanti consiglieri con torce intenti ad esplorarli. Sulla piazza sospesa c'è da dire anche che avevamo avvisato l'amministrazione, ma hanno voluto procedere sino alla bocciatura da parte della Soprintendenza. La piscina alla Morin è un'altra promessa non mantenuta (e l'abbandono è stato comunicato dall'Adsp). Quello della riqualificazione di Piazza Cavour è un altro clamoroso accantonamento, nonostante i numerosi progetti, le votazioni, le spese e la disponibilità della Regione a raddoppiare le risorse visto che non se ne usciva. E in compenso assistiamo all'approvazione di progetti edilizi che avvantaggiano i privati a scapito dell'interesse pubblico, come quelli di Via Prosperi e Via Istria. Peracchini - ha dichiarato ancora Raffaelli, anche in rappresentanza del collega Luca Erba - non ha pudore: fa la vittima ma le vere vittime sono gli spezzini. Questo sindaco non è in grado di amministrare".

Massimo Lombardi, di Spezia bene comune, si è detto basito per benché nella conferenza di fine anno non c'è stato il minimo accenno al tema del lavoro. "Sui temi occupazionali abbiamo sempre lavorato per vertenze con esiti condivisi. Invece dalla maggioranza abbiamo visto solo strumentalizzazioni. Sulla vicenda degli Oss abbiamo fatto battaglie e abbiamo trovato solo solidarietà di facciata. Ora assistiamo all'abbandono totale da parte dell'amministrazione comunale. Serve almeno un paracadute per chi potrebbe non riuscire a passare da Coopservice ad Asl, dopo tanti anni di lavoro in ospedale. E sulle problematiche che coinvolgo i lavoratori di Call&Call, possibile che la giunta non dica niente?".

"C'è l'assoluta mancanza di un disegno strategico. Sta cambiando tutto a causa del Covid e a maggior ragione serve una visione che traguardi al 2030. Altrimenti diventa un dibattito sterile. Dobbiamo chiederci come la città voglia essere capoluogo nei prossimi dieci anni", ha aggiunto l'ex senatore Lorenzo Forcieri, esponente di Avantinsieme.
"Lo sviluppo secondo me, per esempio, non è sulla Calata Paita, là ormai le funzioni sono per lo più definite. Lo sviluppo reale è sul nuovo rapporto con la Marina militare e sull'utilizzo delle aree. Il Piano Brin è ormai datato. Serve un nuovo patto tra la Marina e la città affinché la prima possa svolgere più funzioni e la seconda abbia più spazi. Credo che negli ultimi anni si sia sbagliato approccio. Il Comune è sempre andato al tavolo della trattativa con richieste specifiche, mentre a mio avviso serve un piano completo di utilizzo delle aree".

Dall'altro lato del golfo ci sono altre aree sulle quali l'opposizione si attendeva un lavoro completamente differente da parte dell'amministrazione. "La nostra funzione - continua Federica Pecunia, consigliera di Italia Viva in rappresentanza anche della collega Dina Nobili - sarebbe di stimolo in una situazione istituzionale normale. Invece abbiamo visto mortificata ogni nostra iniziativa, peraltro negli ultimi mesi con discussioni telematiche che non possono che essere zoppe. Ci hanno bocciato tutto, anche la recente proposta di test antigenici nelle scuole in vista della ripresa della didattica in presenza. La giunta Peracchini non sa cogliere l'utile per la città, è troppo impegnata a votarci contro. Su Enel, per esempio, ha compiuto uno dei più gravi errori. All'insediamento il mantra di Peracchini era cancellare tutto quello che era stato fatto dall'amministrazione Federici. E poi tutto è stato confermato, dall'aggregazione di Acam alla newco di Atc. Su Enel invece abbiamo perso l'occasione e la speranza di vedere un'area destinata allo sviluppo e al futuro senza nuovo inquinamento. Abbiamo fatto ogni genere di proposte ma è sempre stato detto di no. L'unica volta che il sindaco ha detto sì era su un documento che al primo punto apriva le porte al gruppo a turbogas. Ora è inutile il suo no, solo il governo o Toti possono davvero bloccare questa operazione".

Per Paolo Manfredini, del Psi, la giunta Peracchini si sta distinguendo nell'affrontare l'amministrazione della città di giorno in giorno, rincorrendo i problemi, senza la capacità di costruire scenari e prospettive. Per esempio stiamo riorganizzando ora il rientro a scuola dei ragazzi in vista del 7 gennaio. Otto giorni per rivedere completamente il servizio di Tpl. Così è una gestione alla meno peggio. Scuola, welfare e cultura sono stati colpiti in maniera fortissima dalla pandemia: dopo quella sanitaria e quella economica avremo un'emergenza educativa e sociale. Ci vuole uno sforzo di immaginazione e di regia politica anche da parte del nostro Comune".

Assenti, per questioni personali e lavorative, le consigliere del Movimento cinque stelle, Donatella Del Turco e Jessica De Muro, e il consigliere del gruppo misto, Massimo Caratozzolo, che hanno affidato a una nota il loro intervento sulle tematiche ambientali.
"Il Comune è assente sulle questioni ambientali, lontano da una vera partecipazione ma pronto a favorire le speculazioni edilizie. Il mandato della giunta Peracchini sarà ricordato negativamente per aver cancellato le questioni ambientali dall’agenda del Comune. Gli esempi purtroppo sono molteplici: bonifiche dei siti inquinati rimaste al palo, studi epidemiologici e interventi di sorveglianza ambientali sulle fonti inquinanti abbandonati, iniziative episodiche nei riguardi delle problematiche ambientali della base militare e poco altro. Nel contempo - hanno dichiarato - sindaco e giunta si sono dimostrati refrattari alla “vera” partecipazione con i quartieri, rinunciando scientemente ad un aperto confronto con la cittadinanza su temi spinosi come il progetto di Fossamastra sulle Casermette piuttosto che sulle questioni irrisolte a Marola. È emerso invece un tratto distintivo della politica di questa Giunta e cioè quello di favorire operazioni urbanistiche private di tipo speculativo, come quella delle due mega torri al Canaletto che come opposizioni abbiamo aspramente contrastato. Su questo punto saremo intransigenti e continueremo l’opera di fermo contrasto a scelte che nulla hanno a che fare con l’interesse collettivo".

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