Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Lunedì 20 Agosto - ore 22.50

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Google+ Città della Spezia
Instagram Città della Spezia

L'opposizione: "Via dall'aula per sdegno. Dal sindaco nessun segnale"

La minoranza consiliare ritorna sull'abbandono dell'aula al termine della discussione sulla "mozione antifascista" e contesta l'atteggiamento della maggioranza, nel metodo e nel merito.

L'opposizione: "Via dall'aula per sdegno. Dal sindaco nessun segnale"

La Spezia - "Ieri sera siamo abbiamo lasciato l'aula per sdegno. Su un tema come quello dell'antifascismo e ci aspettavamo che la discussione avesse un livello più elevato e che ci potesse essere condivisione da parte di tutto il consiglio comunale. Ci ha colpito molto la posizione del sindaco che, nonostante un invito a dare un segnale, ha preferito non intervenire nemmeno nel dibattito. Come riuscirà a presentarsi alle celebrazioni della Giornata della Memoria, il 25 gennaio, dopo aver votato contro?". I gruppi di minoranza ritornano su quanto avvenuto nella tarda serata di ieri, quando il consiglio si è confrontato sulla cosiddetta "mozione antifascista" (qui), chiudendosi con il voto contrario della maggioranza e l'abbandono dell'aula da parte di tutta l'opposizione.
Un gesto in seguito al quale Guido Melley e Roberto Centi, capogruppo e consigliere di Leali a Spezia, Federica Pecunia, capogruppo Pd, Paolo Manfredini, capogruppo Psi, Jessica De Muro, esponente del Movimento cinque stelle, e Jacopo Ricciardi, in rappresentanza del gruppo Spezia bene comune, hanno convocato la stampa per dare la loro versione dei fatti.
"Abbiamo assistito al solito teatrino: quando c'è una mozione proposta dalla minoranza arriva puntuale un contro ordine del giorno del centrodestra allegato e teso a smontarne il contenuto. Un documento - affermano compatti i consiglieri di centrosinistra e del M5S - che era stato in qualche modo ventilato e con ogni probabilità preparato in precedenza, chiedendo all'ultimo momento ai firmatari Melley e Centi che la mozione venisse ritirata".
Un atteggiamento che non va giù alla minoranza, che rincara la dose rifiutando un altro invito ricevuto ieri dai banchi del centrodestra, ovvero quello di discutere in commissione le mozioni che vengono ritenute meritevoli dell'unitarietà, così da portare in consiglio un documento precedentemente condiviso.
"Non dobbiamo chiedere il permesso per porre un argomento politico. La mozione poteva essere modificata in qualche sua parte nel corso della seduta, ma questa ipotesi non è stata nemmeno presa in considerazione. Il documento è stato depositato a novembre e in oltre un mese e mezzo non c'è stato nessun tentativo di confronto: si sono svolte almeno cinque conferenze dei capigruppo, senza che l'argomento venisse nemmeno sfiorato. E poi perché proporre che ad occuparsi del tema fosse la commissione in Cultura e Scuola? Il fenomeno della crescita dei movimenti neofascisti interessa tutti!".

Diverse, dunque, le critiche alle questioni di metodo. Ma ancora di più sono quelle sul merito dell'argomento.
"Non era mai successo di vedersi costretti ad abbandonare l'aula, come forma di protesta, peraltro civile - ha esordito Melley -. Non avevamo chiesto la firma sulla mozione da parte degli altri gruppi per trasmettere il messaggio che non si trattava di una proposta del blocco delle opposizioni, ma una richiesta laica, libera, non ideologica per avviare un dibattito onesto sui valori dell'antifascismo e della Costituzione. Non miravamo a rievocare il vecchio fascismo, ma puntavamo ad affrontare quello nuovo, sempre più strisciante. Un italiano su due avverte la presenza di istanze neofasciste, soprattutto tra i giovani: lo dice un sondaggio dell'Istituto Demos. Non volevamo radicalizzare ma nemmeno minimizzare il tema ed eravamo ottimisti che si potesse arrivare al voto unanime. Invece dalla maggioranza sono arrivati pochi interventi scollati tra loro e si è assistito all'uscita dall'aula di Massimo Caratozzolo. Poi il solito teatrino contrordine del giorno, che con grande onesta intellettuale abbiamo votato perché dice cose corrette, da non contestare. Per la maggioranza, però, ha prevalso ancora la logica del voi contro di noi, degli schieramenti ideologici. Su un tema del genere, e alla vigilia di appuntamenti come la Giornata della Memoria. Per questo ce ne siamo andati: non c'è condivisione nemmeno su quelli che dovrebbero essere valori comuni, proposti con spirito di incontro. Siamo molto delusi e ci riserviamo di avviare un confronto più approfondito su questi temi".

Pecunia ha parlato di un "tentativo non colto". "Ieri ci hanno detto che la sinistra si coagula se si parla di fascismo. Ma non è così: la sinistra ci è nata su certi ideali, sono a monte. Da parte nostra c'era la ferma volontà di condannare la realtà dei fatti in provincia e non solo. C'è, è innegabile, la crescita vertiginosa di gruppi che si rifanno a quello a cui il Paese ha già assistito 70 anni fa. E' grave per una istituzione non voler affrontare la realtà, banalizzare i problemi. Il fascismo è purtroppo un argomento attuale, chi dice che è un tema desueto non capisce la situazione. Solo nella nostra provincia negli ultimi mesi abbiamo assistito a un raid contro gli immigrati nella spiaggia di Monterosso e agli attacchi alle sedi del Pd e della Cgil. C'è un clima differente rispetto a qualche tempo fa. Non chiedevamo distinguo, ma di essere trasversali nell'affrontare un tema così importante. Il centrodestra non ha centrato uno degli obiettivi delle istituzioni: dare ai cittadini il messaggio che qua si discute per capire dove sono le radici di un problema e come risolverlo. Ha preferito ideologizzare e non parlare dei movimenti estremi di oggi. Per noi, al contrario, sarà uno dei temi centrali della nostra attività consiliare".

Due le ragioni che hanno spinto Manfredini a condividere la mozione del gruppo Leali a Spezia.
"Le cronache ci riferiscono sempre più insistentemente di certi episodi. Questo ci preoccupa, come deve preoccupare ognuno che crede nei valori della Costituzione. Inoltre il dispositivo della mozione è semplice, lineare, non nasconde alcun retropensiero o volpe sotto l'ascella. Sinceramente - afferma - credevo che sarebbe stata cambiata, ma votata da tutti. Sono proprio lontani i tempi dell'Assemblea costituente, quando dal confronto di pensieri diversi si arrivò a trovare l'intesa sui valori del vivere civile. Ieri, invece, tutto è stato svilito, liquidato, semplificato".
Ricciardi non è invece rimasto stupito dalle mosse della maggioranza. "Si tratta di un fato di una gravità inaudita, a breve distanza dagli episodi di Melara, di Ceparana e di quello che accade nelle scuole. E' la conferma ulteriore che Peracchini fa l'antifascista su Facebook, ma è succube della Lega e deve coprire a destra. I consiglieri hanno fatto bene a lasciare l'aula".
"Non vedere l'odio sui social network e nella realtà cittadina è più pericoloso della situazione stessa. Non dimentichiamo quanto accaduto pochi mesi fa, con i commenti razzisti in calce alla notizia della morte di un giovane tunisino. Non si può far finta di niente. Da parte nostra ci sarà sempre la difesa della Costituzione e la forte condanna del fascismo. Ognuno tragga le sue considerazioni dal voto della maggioranza di ieri sera. Il fascismo serpeggia nuovamente per la crisi economica e della politica e l'antifascismo dovrebbe essere pertanto un valore comune, a tutti".
A chiudere gli interventi è stato l'estensore della mozione. "Ho cercato di vergare un testo il più neutrale possibile - ha detto Centi - ma i richiami al fascismo e al neofascismo sono numerosi. D'altronde era proprio il tema di cui si voleva parlare nel contesto di ieri. E infatti la reale differenza tra il nostro documento e l'ordine del giorno della maggioranza è che in quest'ultimo manca ogni riferimento al fascismo. Mi sarei atteso una posizione più netta da parte del sindaco, mentre colgo con favore l'astensione del presidente del consiglio Giulio Guerri. Questa maggioranza è un impoverimento del confronto politico, una deminutio".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia










Ecco lo Spezia 2018/19, che campionato farà?


































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Direttore editoriale: Armando Napoletano.
Redazione: Thomas De Luca, Chiara Alfonzetti, Andrea Bonatti, Niccolò Re, Matteo Cantile, Benedetto Marchese, Andrea Fazi.
Editorialisti: Salvatore Di Cicco, Paolo Carafa, Giorgio Pagano, Alberto Scaramuccia e Piero Donati.
Fotografo: Stefano Stradini.

Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News