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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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L'amianto scalda gli animi ben oltre le rassicurazioni

Marina militare e Asl in commissione ambiente. L'ammiraglio Lazio: "Siamo i primi a vivere la base, saremmo i primi a correre un eventuale pericolo". Ma i marolini rumoreggiano e anche i toni tra opposizione e giunta rimangono alti.

la burrasca e i tetti di eternit
L'amianto scalda gli animi ben oltre le rassicurazioni

La Spezia - Finisce con le risposte che si perdono negli strepiti della platea, con alcuni cittadini allontanati dalla sala del consiglio comunale della Spezia. Finisce con l'aspetto emotivo che sovrasta quello razionale a cui sarebbe dedicato lo spazio della commissione ambiente. Le risposte ricevute non placano le ansie dei cittadini di Marola, una quarantina, la cui presenza in numero aveva spinto l'appuntamento a spostarsi nella sala più capiente di Palazzo Civico per contenere tutti gli interessati. Hanno visto i tetti di eternit di alcuni capannoni dell'arsenale navale sbriciolati dalla forza della burrasca un mese fa, hanno trovato pezzi di tegole d'amianto in paese e non si sentono sicuri per loro e per i loro figli, alcuni dei quali hanno accompagnato padri e madri in Piazza Europa.

"Viviamo e lavoriamo nella base noi per primi, in caso esistesse un pericolo di dispersione amianto lo sarebbe innanzitutto per noi". Schiera il suo massimo rappresentante sul territorio la Marina Militare per tentare di rassicurare i residenti della borgata. L'ammiraglio Giorgio Lazio si presenta in prima persona e affronta il brusìo dei cittadini che cresce con il passare dei minuti in un copione già visto in passato. "Cercherò di essere chiaro e diretto: la Marina militare affronta con sensibilità la questione amianto. Poteva mandare un tecnico e invece sono qui in prima persona - sottolinea l'ufficiale che regge l'intero Comando marittimo Nord - La vicenda ha raggiunto livelli di allarmismo che non hanno fondamento. In merito a eventi del genere la Marina applica le norme come qualsiasi altro ente pubblico e privato" e cita il decreto ministeriale del 1994: "La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto".

Prima della burrasca che il 29 ottobre ha portato venti a 171 km/h in città, quei tetti non rappresentavano un fattore di rischio per la Marina Militare. Dopo, riscontrati i danni segnalati dai cittadini, il problema è stato preso in carico rimuovendo i pezzi pericolanti spiega l'ufficiale. "Ma saremmo intervenuti comunque perché era in programma - continua Lazio - I due capannoni erano già in bonifica, la rimozione sarebbe avvenuta appena i fondi sarebbero stati disponibili. La Marina militare ha in atto un'opera di bonifica definitiva da tempo. Spendiamo tra i 500mila e i 700mila all'anno solo per la zona della Spezia, ma non abbiamo i fondi per bonificare tutta la base e anche se ci fossero sarebbe impossibile farlo tutto in una volta per mancanza di ditte specializzate. Stiliamo dei profili di rischio e interveniamo sulle situazioni più problematiche via via". "L'intervento della Marina é stato pronto ed efficace e ha riguardato anche il materiale al di fuori della base - gli da manforte il dottor Francesco Maddalo, direttore della struttura di sanità pubblica dell'Asl - Era materiale compatto e quindi a limitato rischio".

"Il fortunale ha dimostrato che quanto non é pericoloso oggi lo può essere domani senza preavviso - incalza il consigliere Massimo Caratozzolo che ha richiesto la commissione sul tema - Non può tranquillizzare i cittadini il fatto di sapere che sono seduti accanto a una bomba inesplosa che per ora non deve fare paura". Conclude con un invito all'amministrazione di fare accesso agli atti per ottenere la mappatura della presenza di amianto nella base. "L'allegoria della bomba é di effetto ma non pertinente - controbatte Lazio - La valutazione del rischio non è una formula astratta: vuol dire che così com'è non rappresenta un pericolo secondo i tecnici. Capisco che l'effetto nella percezione comune può essere quella di una minaccia latente, ma vorrei farvi presente che noi siamo i primi a vivere e lavorare a contatto con quei manufatti. Se fossero un pericolo lo sarebbero innanzitutto per tutti noi".

"In quali tempi la bonifica totale della base sarà portata avanti?", chiede il consigliere Guido Melley. "Le strutture con eternit sono denunciate all'Asl - illustra l'ammiraglio - e ancora capita di scoprirne di nuove. Nessuno é in grado di dire quando tutta la base verrà bonificata, ma non é la questione fondamentale perché ripeto che siamo in grado di intervenire tempestivamente su quelle situazioni che possono rappresentare un rischio ogni volta che si presentano. La nostra disponibilità finanziaria varia a seconda di quanti elementi sensibili vengono individuati". L'analisi dei singoli casi viene svolta sia da organismi in house che da ditte esterne, spiegherà poi il militare rispondendo a una domanda del consigliere Paolo Manfredini.
Gli animi si scaldano quando Luigi Liguori definirà senza mezzi termini 'campate per aria' le risposte sentite dai due auditi. "La Spezia ha un record di morti per mesotelioma, non si può essere così vaghi nelle risposte!", tuona aizzando la folla che a quel punto viene richiamata dal presidente di commissione Marco Tarabugi più di una volta, mentre fuori due agenti della Polizia Municipale osservano l'evolversi della situazione. E quando il dottor Maddalo dichiarerà che sono in ambito lavorativo che la stragrande maggioranza delle vittime di amianto vengono riscontrate, la situazion sfuggirà di mano.

"L'amministrazione comunale spezzina quale posizione prende in merito alla vicenda?", sposta il target Massimo Lombardi puntando l'assessore Kristopher Casati che fino a quel punto si era accodato alle risposte dei due interlocutori esterni. "La posizione dell'amministrazione é che prende atto che non si sia fatto nulla fino ad oggi in merito a questi problemi e prende atto di questa dichiarazione di intenti comune sul voler aprire una finestra sulla presenza di eternit nella base. Magari ci poteva essere qualche anno fa tutta questa comunione di intenti...". La polemica politica retroattiva fa infuriare il capogruppo comunista: "Non accetto provocazioni! Ho fatto una domanda tecnica e pretendo una risposta tecnica", controbatte. L'assessore spegnerà poi il tono assicurando come non ci fosse intento polemico nel suo discorso. A fine sessione la tensione cala lentamente. La prossima settimana ci saranno i cittadini stessi in audizione.

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