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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Luglio - ore 22.51

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L'Asti-pensiero: "Nel 2018 bando per la Dialma e una mostra internazionale"

Cultura e turismo, vita cittadina. I flash dell'assessore: "All'Allende uno spazio permanente dedicato ai bambini, riattiverem lo Iat, parleremo con le Poste per l'apertura della torre. Taranto e Monteverdi?Ci sono bandi, regole e tante candidature".

L'Asti-pensiero: "Nel 2018 bando per la Dialma e una mostra internazionale"

La Spezia - "Esiste già un trend turistico, noi dobbiamo potenziarlo, organizzarlo e metterlo a sistema con l'ambito culturale. E la parola d'ordine dovrà essere: qualità". Il meme di Paolo Asti, assessore che alla Spezia unisce per la prima volta le deleghe di turismo e cultura, parte da un assunto: Spezia non è ancora una città turistica ma accoglie comunque migliaia di persone ogni anno. Un po' per la vicinanza con le Cinque Terre, un po' perché la tendenza attuale degli europei è rimanere nel Vecchio Continente, la "bolla turistica" solca i nostri territori con numeri finalmente ragguardevoli da almeno un paio d'anni. Ribaltare una mentalità, una filosofia di vita è forse l'aspetto culturalmente più difficile da assecondare e troverà terreno fertile su una parte della popolazione ma anche grandi ritrosie da parte di chi quello scatto fatica a farlo, indipendentemente dal colore politico d'ordinanza. "Pensiamo ad una grande mostra al Camec per il 2018 con un artista di valore internazionale per il quale stiamo trattando. La cultura e l'identità territoriale dovranno andare a braccetto per tutto l'anno. Il passato? Ci pensano gli elettori a giudicarlo, io dico che di fronte ad un presente mutevole l'unica risposta è il dinamismo: o stai sull'ostacolo o se provi a girarci intorno rimani travolto".

Turismo e cultura, a sommi capi quali sarò l'indirizzo prescelto?
"Qualcuno voleva che fossimo la porta delle Cinque Terre, noi vogliamo essere qualcosa di più. D'altronde la storia è dalla nostra parte: rispetto alla riviera siamo partiti ben prima, basti pensare che nel 7-800 fior di intellettuali dimoravano nel Golfo per lunghi periodi, attratti dal clima, dalla bellezza della natura. Se lavoriamo su questo, aumentando innanzitutto i posti letto, non dovremo brillare di luce riflessi, campare sulle altrui fortune e sfortune. Vi siete mai chiesto dove andremmo a finire se le Cinque Terre passassero di moda? Puntiamo alla destagionalizzazione, ai turismi, come ben scritto sulle linee programmatiche del sindaco Peracchini. C'è un 15% in meno di posti letto, nel periodo della stagione calda, e da ottobre molti alberghi chiudono. E' una tendenza da invertire".

Che estate ci lasciamo alle spalle? Nelle ultime due il tema "malamovida" aveva diviso la città, cosa che non è capitata nel 2017 dove Spezia, parlando di passaggi serali, non ha fatto la voce grossa come negli altri anni. Come giudica l'Estate spezzina? Secondo Lei la mancata presenza del Boss ha in qualche modo condizionato i flussi serali dei giovani nei giorni in cui non erano previsti spettacoli?
"Quando è stato il momento di confermare il programma definito da Artificio 23, ho apprezzato il fatto che fossero stati messi in palinsesto circa sessanta eventi in 75 giorni. Ricordando che non esiste solo il centro città, ritengo che il Boss non sia affatto mancato, a me come ad altri. Teniamo conto che l'utenza di quella kermesse è molto particolare. Un'estate spezzina ricca, anche se non è stata una scelta mia, ma dell'amministrazione che ci ha preceduto".

La Pinetina, oltre al Boss e al cinema all'aperto, è da sempre un'area utilizzata per le più importanti manifestazioni culturali e politiche. Eppure non è certo uno splendore. Ce la dovremo tenere così?
"No, va ripensata. E' uno spazio rimasto tale da quarant'anni e ha bisogno di sicuro dell'adeguamento della struttura esterna. Si potrebbe ragionare sulla possibilità di garantire uno spazio permanente dedicato ai bambini per il diurno intervenendo sullo stabile. La vendita? Prima di cedere un bene comune, proviamo a farlo funzionare meglio".

Qualche metro più in là c'è la sede dell'ex Apt, oggi all'asta. Una struttura in posizione fantastica, ma oggi vuota. E se nessuno dovesse presentare un'offerta congrua?
"Funzionava molto bene poi è stata chiusa con la fine della Provincia. C'è un'asta in corso, vediamo come si svilupperanno i prossimi appuntamenti. Un ristorante? Bisogna vedere se chi l'acquisisce vuole investire ulteriormente anche su questo. Di sicuro non andranno lì degli appartamenti. A proposito di ufficio del turismo, di sicuro dovremo rifare uno Iat per soddisfare le richieste della Regione. Quello di Via del Prione, all'interno del Museo Lia, nel mese di luglio ha messo insieme 5500 contatti".

Più in generale, i giardini pubblici sono un'istituzione "morale" per gli spezzini. Nessuno li mette in discussione, tutti vorrebbero vederli vivere, nel decoro e nell'igiene. E' il cuscinetto fra il mare e la città vecchia, non proprio un bel vedere...
"Con l'assessore Brogi stiamo pensando ad un piano di protezione botanico e storico. Ci metteremo ad un tavolo per un progetto di risistemazione dei monumenti che giacciono all'interno, che saranno valorizzati come vere e proprie opere d'arte. Con la festa della birra riapriremo il palco della musica. Trasformarlo in un bar? Esistono i vincoli. Chioschi sparsi all'interno? Sono possibilità da tenere in considerazione".

Programmare, dare servizi, costruire un'impalcatura di attività che tenga il turista in città con un motivo vero. Non si è mai riusciti nel passato, per fare un esempio, a musealizzare la torre delle Poste con i suoi splendidi mosaici futuristi. Ci proverete?
"Lo scorso anno volevo visitarla con Giovanni Frangi, in occasione della sua esposizione. Ebbene, mi hanno detto che avrei dovuto prenotare e allora ho desistito. Chiaro che bisogna interagire con la direzione territoriale delle Poste. Piazza Verdi, al di là dell'estetica che divide, guarda al futuro, ed è giusto ragionare su un'apertura di grande qualità".

Spostiamo l'attenzione sulle strutture culturali indoor. Dal teatro Civico alla Mediateca, imminenti novità. Si parla di Matteo Taranto a presiedere il teatro nel ruolo che fu di Alinghieri e di Anna Maria Monteverdi nel comitato scientifico della neonata struttura di Via Firenze.
"Per cultura e turismo l'idea è quella di costruire una rete, attraverso gli spezzini che hanno avuto successo fuori dalla propria provincia di nascita. Per il Civico c'è un bando e una lista di candidature, sarà il sindaco a scegliere la persona che riterrà giusta. Diverso il discorso per quel che concerne la Mediateca dove io sono obbligato a dimettermi dal comitato locale per entrare in quello tecnico superiore. In ogni caso è la Regione che decide e comunque i nomi fatti da lei non sono i soli. Negli ultimi tempi sono arrivate candidature. Di certo non si può prescindere dalla digitalizzazione, per renderla consultabile a tutti. Non è un lavoro veloce nè gratuito".

Infine la Dialma Ruggero che esce da un ottimo quinquennio in cui la palazzina di Via Monteverdi ha coinvolto migliaia di persone, fra attori protagonisti, utenti normali e, soprattutto, le scuole coinvolte con i laboratori di corollario a Fuoriluogo.
"Verrà fatto un bando per assegnare la gestione. Secondo me il primo concetto in discontinuità è che chi usa quella struttura la deve pagare perché il Comune, a sua volta, deve onorare le spese correnti. Non ci devono essere figli e figliastri. Chiaramente ad un prezzo equo, ma senza compagnie che stanno dentro gratuitamente. Dovrà essere la casa della cultura, con un affitto contingentato, solo per associazioni no-profit. Fuoriluogo? Ci sarà anche nel 2018, ma sui fondi accordati negli ultimi anni, bisognerà vedere come verranno usati".

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