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Italia Viva: "Rendete pubblico come è stata organizzata la sanità per far fronte alla seconda ondata"

ecco le nostre domande

La Spezia - "A tre giorni dalla loro prima pubblicazione, la vicenda dei provvedimenti Toti che dettano comportamenti e introducono obblighi e divieti facendo figlie e figliastre, rimane ancora oscura nel suo fondamento. L'unico elemento noto e ben chiaro agli Spezzini è che i contagi aumentano e si sprecano le battute sul Picco raggiunto dal virus". Antonella Franciosi, coordinatrice provinciale Italia Viva La Spezia e Federica Pecunia, capogruppo nel consiglio comunale spezzino, attaccano: "Mentre Toti decide se è meglio chiudere l’Umbertino per ragioni epidemiologiche oppure per ragioni urbanistiche e Peracchini non risponde ad Arci che chiede per quale motivo socializzare nei suoi spazi è contagioso e farlo al circolo ufficiali invece no, vorremmo avere qualche informazione. Quanti tamponi diagnostici sono stati fatti ogni giorno a partire dal 20 agosto? In quale zona della città sono residenti o domiciliate le persone sottoposte a tampone?. Come si entra nello screening di cui Alisa comunica ogni sera i risultati senza spiegare come forma il campione? Se Comune o Regione hanno finalmente deciso di consentire a tutti i cittadini che lo desiderano di sottoporsi a tampone mettendo la spesa a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Se si pensa di posizionare un camper per tracciare il virus anche nei cosiddetti luoghi della movida? Se e quali misure sono state predisposte nel corso dell'estate per prevenire i contagi nei luoghi di probabile assembramento e in particolare durante e dopo la disputa delle competizioni dello Spezia?"

"Toti, Gagliardi e Peracchini invocano unità e coesione di fronte all’emergenza - continuano -, ci chiedono fiducia ma intanto ci chiamano sciacalli o calunniatori. Forse per coprire il fatto che nessuno di loro ha il coraggio condividere con noi le informazioni che chiediamo né di chiedere conto ad Alisa e Asl 5 e rendere pubblico di come è stata organizzata la nostra sanità per far fronte alla seconda ondata. Certo Peracchini, non esercitando la sua carica, non conosce le risposte. Ma almeno potrebbe farsele suggerire dagli altri due che pare le abbiano e le custodiscano in un forziere. Domandare non è fare odiosa polemica elettorale. Tacere informazioni invece significa impedire ai cittadini di formarsi una libera opinione".

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