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Ultimo aggiornamento: Venerdì 23 Febbraio - ore 17.18

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Iren, Peracchini: "Oggi non ci sono alternative". Ma rimane la frattura

Il consigliere Caratozzolo, in commissione, ha confermato la contrarietà sua e del presidente del consiglio comunale Guerri verso l'aggregazione tra Acam e Iren.

Iren, Peracchini: "Oggi non ci sono alternative". Ma rimane la frattura

La Spezia - Come previsto e annunciato: Giulio Guerri e Massimo Caratozzolo non voteranno a favore dell'approvazione della delibera che dà mandato all'amministratore unico di Acam, Gaudenzio Garavini, di procedere con l'aggregazione con Iren. La stessa posizione sarà tenuta da Massimo Lombardi, della lista "Spezia bene comune", e dalle consigliere del M5S Donatella Del Turco e Jessica De Muro. Lo dicono le risultanze del voto per il licenziamento della delibera avvenuto ieri sera, dopo una lunga commissione nel corso della quale Pierluigi Peracchini, affiancato dal vice sindaco Manuela Gagliardi e dal dirigente Massimo Curletto, ha illustrato i contenuti dell'accordo perfezionato negli ultimi mesi. Una seduta nel corso della quale, ovviamente, c'è stato anche ampio spazio per gli interventi sulla storia della multiutility spezzina, quella più lontana nel tempo e quella più recente, partendo dal periodo d'oro e, passando per il tracollo iniziato nel 2007, arrivando alla gestione dell'attuale amministratore unico Gaudenzio Garavini.

"Questa è la delibera di una storia di 110 anni che si conclude con una decisione presa dalla maggioranza dell'amministrazione precedente. La gara è stata chiusa il 23 giugno, due giorni prima del ballottaggio", ha esordito Peracchini, presentando l'operazione come qualcosa che non appartiene a lui e alla sua amministrazione.
Dopo aver ricordato alcune delle scelte più discusse del passato, come gli investimenti in una discarica in Polonia e nella produzione di energia con il biogas delle bufale di Castel Volturno, il sindaco ha specificato: "Le condizioni della gara erano già definite: abbiamo verificato se c'erano alternative, ma così non è. La situazione non è buona. E dunque abbiamo avviato una trattativa con la quale siamo riusciti a migliorare sensibilmente l'accordo".
"Sono state aumentate le tutele per i lavoratori - ha elencato Peracchini - sino alla fine degli affidamenti dei servizi alle società. L'autonomia di Acam Acque e Acam Ambiente è passata da cinque a dieci anni. Abbiamo ottenuto un taglio delle tariffe di 22 milioni di euro annui per il servizio idrico acque, a una riduzione del 5 per cento dell'algoritmo per il calcolo delle tariffe nel comparto dei rifiuti, sino al 2028. E' previsto un aumento degli investimenti nel settore fognario sino a 189 milioni e l'obbiettivo della raccolta differenziata è quello di raggiungere il 75 per cento. Inoltre non saranno detratti dal valore del gruppo i 6 milioni persi con il fallimento dell'operazione della discarica di Saturnia e, concluso il patto di sindacato attualmente in carica in Iren, anche il territorio spezzino potrà esprimere un rappresentante all'interno dell'organismo di gestione della società. L'acqua è pubblica e le reti rimangono ai Comuni. Iren si accolla inoltre il debito di Acam e la fideiussione da 12 milioni di euro in capo al Comune dal 2003. Lo sottolineo: non ci sarà nessuna privatizzazione delle reti idriche. Ripeto, questa è una operazione che non avrei mai fatto, ma l'azienda non sarebbe in grado di arrivare all'estate con le sue gambe. E da ex sindacalista - ha concluso - posso dire che raramente ho visto contratti così favorevoli".

Attesissima la risposta di Caratozzolo, che ha ripetuto quanto annunciato a CDS (leggi qui): "Questo voto non ha niente a che vedere con la tenuta della maggioranza o con la nostra permanenza al suo interno. Ne vedremo altri di casi complicati e valuteremo ogni vota il da farsi, se saremo sempre in disaccordo ci divideremo. Abbiamo assistito a una accelerazione, negli ultimi tempi, e ci troviamo a dover consultare un documento di 400 pagine in pochi giorni. Non mi sento di trascinarmi in questa aggregazione senza aver potuto consultare le carte. Se domani (oggi, Ndr) ci convincete che non ci sono alternative, vedremo. Ma ora voterò contro, per rispetto per i nostri elettori".

Di fronte alle perplessità espresse da Del Turco e Lombardi, che hanno sostenuto "la possibilità di ritornare alla gestione pubblica dei servizi, senza affidarsi ad aziende che invece fanno affari", Peracchini ha risposto: "La gara era stata affidata, saremmo andati incontro a penali pesanti, se avessimo fatto marcia indietro. Non me la sento di far fallire Acam e il Comune perché qualcuno ha amministrato male".

Da parte dei consiglieri Federica Pecunia e Marco Raffaelli c'è stata la difesa della validità del percorso intrapreso per salvare Acam dalla voragine del buco finanziario che era arrivato a superare i 500 milioni di euro di debiti, sottolineando come, dal 2012 a oggi, la multiutility spezzina sia migliorata molto in termini operativi e finanziari, tanto da divenire appetibile per l'aggregazione. Da Patrizia Saccone, Fabio Cenerini e Umberto Costantini l'interrogativo posto a chi ha annunciato il voto contrario (e in particolare a Caratozzolo, membro della maggioranza, come loro): "Siate responsabili, senza l'aggregazione, oggi, si andrebbe verso i licenziamenti e un nuovo concordato, con un debito da negoziare: quali alternative proponete?".

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