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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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In attesa dei soldi per il Levante garantiti lavori per 5,5 milioni

Passa l'ultima variazione di bilancio dell'anno, mentre in maggioranza si consuma l'ennesima querelle: nel mirino Guerri e Caratozzolo, ancora una volta.

Tensione e risate
In attesa dei soldi per il Levante garantiti lavori per 5,5 milioni

La Spezia - Sì alla delibera sulla variazione di bilancio e rinvio della mozione sui trasporti sanitari a successiva discussione in commissione. Sono le principali risultanze del consiglio comunale di ieri, aperto dalla discussione di un paio di interpellanze dirottate per competenza su Provincia e privati e di quella sulle condizioni di Via Castello a Campiglia.
Una seduta non proprio memorabile, se si considera che il momento di maggior climax è stata l'ennesima discussione interna alla maggioranza, con protagonisti Andrea Costa, Giulio Guerri, Massimo Baldino e Fabio Cenerini. Un confronto scoppiato nel corso della votazione della delibera, proseguito con momenti di ilarità e con l'uscita del capogruppo di Per la nostra città dall'aula.

Il sindaco Pierluigi Peracchini, che ha mantenuto la delega al Bilancio aveva presentato il contenuto della delibera, elencando doverosamente una sfilza di voci contabili che sono state in parte decifrate nell'intervento di Giacomo Peserico, presidente della commissione competente.
"Ci sono nuove entrate e risparmi sulla parte corrente che ci consentono di superare la mancata entrata di un milione e mezzo e auspichiamo che presto la giustizia confermi l'escussione della fideiussione che Helios, proprietaria dell'area ex Ip, deve al Comune per la mancata bonifica. A tal proposito è stato un bene che la variante al Puc che avrebbe ridotto i volumi edificabili sia decaduta perché altrimenti il Comune sarebbe stato esposto a una ennesima causa. Resta l'incognita del Bando periferie: per il 2018 i soldi non ci sono. Tutto è demandato alla Finanziaria che dovrà essere votata entro fine anno. Speriamo che queste risorse arrivino con un anno di ritardo, piuttosto che mai. Si tratta di opere fondamentali: facciamo sforzo comune, indipendentemente dalla parte politica", ha concluso rivolgendosi ai parlamentari spezzini e citando in particolare Lorenzo Viviani, esponente di quel Carroccio che è esprime metà del governo attuale.
Per il Pd Erba ha ricordato che la vicenda prevede anche l'individuazione delle responsabilità dello sblocco di questo finanziamento. "Sappiamo che l'azionista di maggioranza del governo è seduto anche qua e in Regione. Si tratta di risorse fondamentali: siamo tutti in trepidante attesa, delle risorse e di accertare le responsabilità politiche di quello che accadrà".
Nella replica Peracchini ha ricordato che "il bando presentava una illegittimità rilevata dalla Cassazione per la tranche successiva ai primi 24 progetti, emersa dopo il ricorso della Regione Veneto. Sanato questo problema il tutto è stato ricalendarizzato. Ma nel frattempo abbiamo ottenuto la garanzia dei primi 5.5 milioni di lavori per le fognature, finanziati da Iren e Acam Acque. Non abbiamo perso tempo: di più non si poteva fare".

Al momento della votazione la maggioranza si è mostrata compatta con 18 voti a favore, mentre l'opposizione esprimeva sei contrari e due astenuti. Ma i presenti in aula erano 27 e Costa ha subito individuato nel tabellone che il voto mancante era quello di Caratozzolo. Il tentativo di segnalare la mancata espressione del voto è stato respinto dal presidente Guerri ma nel giro di pochi secondi la discussione è ripresa creando un imbarazzo che è poi sfociato in risate generali: lo schema delle discussioni politiche interne alla maggioranza si stava ripetendo, ma su un argomento decisamente formale, e la tensione è mutata in ironia. Ma non scherzava Costa quando accusava Guerri di disattenzione e violazione del regolamento, né Caratozzolo quando poco dopo ha perso le staffe. "Facciamo ridere l'universo mondo! - ha gridato per tre volte - Ora prendo la tessera e esco". E così ha fatto quando Cenerini ha esordito nel suo intervento sull'ordine dei lavori: "Sarebbe bene che un consigliere non urlasse...". Né uno né due Caratozzolo ha lasciato i banchi andando a prendere ironicamente posto accanto a Jacopo Ricciardi, esponente spezzino di Rifondazione comunista che era seduto tra il pubblico. Cenerini ha proseguito facendo notare a Guerri e al segretario generale che nel regolamento c'è incongruenza tra due commi successivi, proprio laddove si parla di votazioni. "Il regolamento va rivisto. E lo avevo detto anni fa quando si voto per approvarlo", ha concluso.
Respinta formalmente l'accusa di la violazione del regolamento Guerri ha chiuso la questione, aggiungendo il voto favorevole di Caratozzolo all'approvazione della delibera.

Poco prima, nel rosario delle interpellanze, l'assessore ai Lavori pubblici Luca Piaggi aveva risposto a Massimo Lombardi che per lo stradello di Via Castello i campigliesi dovranno attendere: la risistemazione non è tra le priorità, trattandosi di una via poco frequentata e dovendo fare i conti con una coperta che si conferma corta a livello di risorse a disposizione. Diverso il discorso per quel che riguarda l'illuminazione: "Abbiamo chiesto un preventivo per sostituire i corpi luminosi: se sarà sostenibile potremmo intervenire con una certa celerità".

Come detto, la mozione presentata dai gruppi di minoranza (consiglieri Pecunia, Liguori, Lombardi, Centi, Erba, Raffaelli, Manfredini e Nobili) sull’impegno richiesto alla regione di salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti del trasporto sanitario è passata all’oggetto della commissione competente. Dopo un breve ping pong tra maggioranza e opposizione sulle responsabilità della situazione poco chiara attuale, che vede a repentaglio i 44 posti di lavoro dei dipendenti di Italy emergenza oppure quelli di 80 lavoratori delle Pubbliche assistenze spezzine, Caratozzolo, rientrato in aula, ha proposto di rimandare alla discussione in commissione il contenuto della mozione e dell'ordine del giorno presentato dalla maggioranza, evitando così lo scontro politico all’interno del consiglio e potendo stilare un documento condiviso. La presidente della III commissione Maria Grazia Frijia si è resa disponibile e la minoranza, dopo una breve sospensione della seduta, ha accettato la proposta.

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