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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Agosto - ore 21.48

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Immigrazione e sicurezza, dibattito fiume in consiglio

Lunga discussione sulle mozioni della minoranza contro il Decreto sicurezza approvato dal governo. Lunga sfilza di interventi poi il voto, con la maggioranza che lascia l'aula in protesta contro l'ultimo documento.

Sino alle 2 di notte
Immigrazione e sicurezza, dibattito fiume in consiglio

La Spezia - Dopo le scintille sulla mozione sul caso Cenerini-Castellani con conseguenti proteste da parte del pubblico presente in aula (leggi qui) e l'approvazione della delibera sulla Dmo boicottata dall'opposizione (leggi qui), il consiglio comunale di ieri sera è scivolato sino alle 2 di notte affrontando i temi della sicurezza e dell'immigrazione.

All'ordine del giorno era infatti prevista la discussione di due mozioni presentate dalla minoranza, con primi firmatari Guido Melley e Massimo Lombardi, rispettivamente capigruppo di Leali a Spezia e Spezia bene comune, entrambe relative al Decreto sicurezza approvato dal parlamento su proposta del ministro dell'Interno, Matteo Salvini.
Due documenti critici nei confronti dell'impianto normativo voluto dal leader leghista e che impegnavano il sindaco a chiedere chiarezza sui numeri dei richiedenti asilo attraverso la stesura di un'anagrafe e di pronunciarsi per l'abrogazione della legge o, come nel caso della mozione di Lombardi, di sospenderne l'applicazione.

Melley ha esordito sottolineando come il Decreto sicurezza escluda "la possibilità di ottenere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Una misura indegna. Immigrazione e sicurezza sono concetti che vengono fusi insieme per creare un messaggio che respingiamo politicamente e personalmente. La propaganda dice che chi sta a sinistra non pensa agli italiani ed è a favore degli sbarchi incontrollati. Questi - ha sostenuto il capogruppo di Leali a Spezia - sono concetti sterili: il decreto non colpisce gli sbarchi ma l'accoglienza. I dati diramati dalla Chiesa illustrano come non ci sia alcuna invasione in corso, e nemmeno una emergenza riguardo alla delinquenza causata dagli stranieri. Semmai abbiamo un problema di integrazione. Invece con questo decreto molti richiedenti asilo finiranno per strada, e, questo sì, sarà un favore alla criminalità organizzata. Questa legge è pessima".

Il capogruppo di Toti - Forza Italia, Fabio Cenerini, ha iniziato il suo intervento mettendo in dubbio l'ammissibilità del documento a firma Lombardi: "Come si può ammettere una mozione che chiede di non rispettare una legge dello Stato? Il presidente del consiglio comunale - ha detto rivolto a Giulio Guerri - dovrebbe stare più attento. Detto questo, non credo che si potesse promulgare una legge migliore, mi complimento con la Lega e col M5S. Sono perfettamente d'accordo con l'inasprimento Daspo urbano, che prima era una pagliacciata. Negli ultimi anni l'accoglienza è stata gestita come peggio non si poteva e da parte di chi oggi attacca queste norme più che alla mancanza di umanità dovrebbe pensare all'ipocrisia diffusa: la sinistra si straccia le vesti se c'è qualcuno alla sua porta che chiede aiuto, ma se muoiono là nessuno se ne accorge. Non possiamo accogliere chiunque. Non lo avete capito e avete perso ovunque".
Consigli al centrosinistra anche da parte della leghista Federica Paita: "Forse gli italiani vorrebbero sentire parlare di povertà, minori e disoccupati, voi invece non fate che agitare il pericolo del ritorno del fascismo. Siete ammirevoli: parlarne non vi porta consenso, ma piuttosto verso l'estinzione, e andate avanti lo stesso. Zero partenze significa zero morti e chi oggi si lamenta è chi sino a ieri ha lucrato nel sistema dell'accoglienza. E' facile essere buonisti col portafogli del popolo, ma gli italiani hanno le palle piene di un Paese trasformato in albergo. Quando fate i vostri girotondi, di 50 commenti sui social 49 sono contro di voi. Dovete tornare ad avere il contatto realtà".
"Il Decreto sicurezza parte da due assiomi: l'invasione straniera e che gli immigrati ci rubano il lavoro. Gli stranieri in Italia sono l'8 per cento, ma un recente sondaggio ha evidenziato come secondo gli italiani siano il 26 per cento della popolazione: la percezione è distorta. Inoltre versano 8 miliardi di contributi, 5 in più di quelli che ricevono dallo Stato: con il disavanzo si paga qualcosa come 600mila pensioni. Questa legge - ha sostenuto il socialista Paolo Manfredini - invece di dare soluzioni sembra poter creare nuovi problemi. Molti richiedenti asilo spariranno non potendo essere inseriti nell'anagrafe e questo decreterà meno sicurezza per tutti, trattandosi di persone al limite della disperazione".
Secca la risposta del capogruppo del Carroccio, Lorenzo Viviani: "Vi sentite sempre dalla parte giusta, ma il potere dei più buoni non è necessariamente capacità di governare. Perdere il permesso se si commette un reato è buonsenso. E io credo che ci sia correlazione tra immigrazione clandestina e criminalità, senza dimenticare il caporalato. Un fenomeno che deriva anche dal fatto che queste persone sono venute in Italia per un futuro che non possiamo garantire. Non possiamo trasferite il nostro welfare a tutta l'Africa".
"I numeri vi danno torto sul fronte degli sbarchi - ha aggiunto la collega di partito Lorella Cozzani - e le critiche delle cooperative al decreto sono una vergogna, come se fosse normale creare posti di lavoro con una emergenza umanitaria".
Ancora per la Lega, Simone Vatteroni: "Parliamo di un decreto legittimo, approvato con una larga maggioranza dal parlamento. Favorisce la legalità e il rispetto delle regole, cosa che gioverà anche alla nostra città. Gli sbarchi si sono ridotti del 95 per cento e per la prima volta ci sono stati più rimpatri che sbarchi. L'accesso alla sanità rimane, non è vero che verrebbe negato. Ma prima dei diritti vengono i doveri, per tutti".
"Di tutti i provvedimenti del programma di governo quello che avete ritenuto più urgente è questo, perché c'è l'invasione... ma quale? Gli sbarchi si erano già notevolmente ridotti al vostro insediamento al governo - ha detto Federica Pecunia, capogruppo Pd rivolta ai leghisti -. Peracchini alla festa della Lega di due estati fa aveva chiesto più autonomia nella gestione dell'accoglienza. Da oggi ne avrà meno, ma va bene così... E non dimenticate che con i 49 milioni che sono spariti dalle casse del vostro partito avreste potuto aiutare molti italiani. Ma invece parlate solo di immigrazione".
Il consigliere Luigi Liguori, di Spezia bella forte e unita, ha tracciato il quadro della situazione nel continente africano, dal quale è recentemente rientrato dopo un periodo di attività umanitaria, in qualità di medico. "Arrivo dall'Etiopia, dove il tasso di mortalità infantile è di 200 bambini su mille. In Italia è del tre per mille. Là la sanità è completamente allo sbando, ci sono pochi medici, c'è malnutrizione: dieci milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno. Mentre in Italia buttiamo via il cibo. L'Africa è una bomba pronta a esplodere, le prospettive per i giovani sono inesistenti, per questo migliaia di ragazzi intraprendono il cammino della disperazione", ha concluso ricordando la morte di Prince Jerry, il giovane nigeriano suicidatosi nei giorni scorsi.
"Mozioni come queste creano solamente distanza tra gli schieramenti, non migliorano in nulla la nostra città. Questi sono temi da risolvere a livello mondiale, c'è una evidente inutilità nella discussione di questi documenti. A livello personale non ho nulla contro lo straniero che mi trovo davanti, ma politicamente voglio che in Italia si entri solo in maniera regolare. Le regole vanno rispettate, altrimenti sarebbe anarchia totale", ha detto Maria Grazia Frijia, di Fratelli d'Italia.
"Chi dice che non possiamo parlare di temi non amministrativi? - ha ribattuto Roberto Centi, di Leali a Spezia -. Non è scritto in nessun regolamento. La Lega si è impadronita di un tema di grande portata non capito dalla sinistra. Ma le cose non stanno come ci vengono descritte. Ogni rimpatrio costa 6.000 euro e sono notevoli le difficoltà nei rapporti con i Paesi di provenienza. Infatti se ne stanno facendo meno di prima. I problemi che deriveranno da questa legge toccheranno anche il nostro sindaco e la nostra città".
"Non è mai stato negato alcun tema di discussione - ha aggiunto Andrea Costa, di La Spezia Popolare -, ma resta il fatto che su temi come questo non possiamo incidere. Il decreto è stato votato da forze che rappresentano il 60 per cento degli italiani. Anche questa è democrazia".

In difesa della richiesta di sospendere l'applicazione della legge, Lombardi ha ricordato che "nel 2016 Salvini chiedeva ai sindaci della Lega di disobbedire, di non celebrare unioni civili, andando contro una legge dello Stato. Dite che la mozione non inciderebbe, ma non è così: in molti Comuni è stato fatto quello che propongo. Per quanto riguarda la sicurezza, ricordate che il nostro questore Di Ruberto ha recentemente dichiarato che i reati sono in calo, ma che c'è una percezione distorta. E poi sull'uso del taser: se è preoccupato lui forse lo dovreste essere anche voi. E come mai il governo si comporta da debole con i forti e forte coi deboli? Perché inasprire le pene sull'occupazione abusiva e poi non intervenire laddove a occupare è CasaPound? Chiedo l'istituzione di una anagrafe per tutti i richiedenti perché così si potrebbe garantire l'accesso alle cure, che altrimenti è negato: non confondiamo la salute con gli interventi di urgenza".
Dai banchi del Movimento cinque stelle la capogruppo Donatella Del Turco ha difeso la il decreto: "Abbiamo ereditato una gestione dei flussi migratori al collasso e che ha concesso molti introiti alla mafia. Ora stiamo cercando di porre rimedio".
A chiudere il giro degli interventi è stato Massimo Caratozzolo, di Per la nostra città, astenutosi al momento del voto, come il collega di lista Giulio Guerri: "Abbiamo creato noi questa situazione con lo sfruttamento del continente africano, con i dittatori accettati per comodità e con le guerre che abbiamo mosso per rimuoverli quando non ci sono più andati a genio. Questo esodo è normale".

Respinta la mozione presentata da Melley, la maggioranza ha lasciato l'aula al momento del voto di quella di Lombardi ritenendo il dispositivo del documento contrario alla legge e quindi non meritevole di un voto, seppure contrario.

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