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Ultimo aggiornamento: Domenica 17 Febbraio - ore 00.03

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Il sommergibile Da Vinci dentro il Museo Navale

La politica spezzina compatta (ma Guerri e Caratozzolo si astengono) sull'idea di musealizzare l'unità. Forcieri: "Settecentomila euro non bastano, ma intanto creiamo una società". Asti: "Ma il museo è della Marina, dobbiamo lavorarci insieme".

in consiglio comunale
Il sommergibile Da Vinci dentro il Museo Navale

La Spezia - Non sul waterfront, ma come una delle attrattive di punta del Museo Tecnico Navale. Così la politica spezzina vede il futuro del sommergibile "Leonardo da Vinci". Ieri il consiglio comunale è tornato sul tema trovando una sostanziale convergenza tra maggioranza (con i distinguo di Guerri e Caratozzolo) e l'opposizione compatta. E' passata la gragnolata di interpellanze che il consiglio si ferma per la riunione dei capogruppi e dopo mezz’ora continua con le due ultime mozioni. La prima è molto attesa e porta la firma del consigliere Lorenzo Forcieri: il tema portato all’attenzione dei consiglieri riguarda la musealizzazione del sommergibile Da Vinci, da fare secondo Forcieri nell’area del museo navale e non in calata Paita.

Un’idea cara all’ex senatore e presidente dell’Autorità portuale spezzina, ribadita nella seduta della serata: “Ricordo che nell’aprile scorso il sindaco ha inviato una lettera molto impegnativa alla Marina Militare. Il Comune ha detto di essere disponibile a spendere 700mila euro per arrivare a questo risultato. Soldi che probabilmente non basteranno ma è chiaro che qualcosa di concreto si può fare creando una società temporanea di scopo che unisca il comune capoluogo alla Marina militare, all’Autorità portuale, alla Fondazione Carispezia e, come scritto correttamente nell’emendamento presentato dalla maggioranza, anche tutti i soggetti locali ed internazionali che possano contribuire a trovare le risorse. Penso che nel medio periodo questo potenzierebbe la vocazione turistica del nostro territorio”.

Secondo Paolo Manfredini la sfida turistica vera è “trovare una formula attrattiva tenendo conto che il turismo oggi ha un carattere per così dire esperienziale. Penso che il nostro territorio abbia le care in regola per arrivare a questo. Gli esperti dicono che chi viene deve portarsi a casa qualcosa e questo si gioca sull’identità. La nostra di coniugua nel rapporto con il mare e con la Marina Militare. Il sommergibile sta dentro questo quadro. Sono perciò d’accordo con la proposta di Forcieri e aggiungo una proposta che riguarda Guglielmo Marconi he stabilì un contenzioso con la Marina che avrebbe dovuto creare percorsi di formazione sulla nascente comunicazione. Non è un caso che per i successivi venticinque anni l’arsenale spezzino è stato il luogo più fecondo d’Italia. Per questo penso che si tratti di un altro tassello da aggiungere. All’Arsenale ci sono pezzi unici, originali e ultimamente la collezione si è arricchita da nastri autentici di Marconi”.

La risposta arriva da Paolo Asti: “I vostri auspici sottolineano il lavoro che abbiamo già iniziato. Ci sono cose da chiarire rispetto al documento: facciamo una distinzione fra attrazione turistica e un prodotto turistico. Se metto il sommergibile dentro la base navale vado oltre la mera attrazione: si fa così uno scatto di valore che va nella direzione spiegata da Forcieri prima e Manfredini poi. E’ l’unica via per essere qualcosa di più della porta delle Cinque Terre. C’è un però: la sala dedicata a Marconi è stata inaugurata nel 2017 ed e di proprietà della Marina. Il Museo fa 35mila presenze annue ed e il più visitato della città. Di sicuro noi non possiamo per esempio decidere un cambiamento al prezzo del biglietto d’ingresso".

"Si possono però fare le cose insieme - continua Asti - ma attenzione perché la stazione radio non c’è più. Semmai una piccola radio chiamata Ondina che permise ai sopravvissuti di essere salvati dopo 48 giorni sul pack. Noi abbiamo chiesto ufficialmente di gestirlo direttamente ma non c’è nemmeno un depliant e noi non siamo deputati a farlo. Non possiamo spendere denaro a favore di un bene che non è nostro e non abbiamo nemmeno in comodato d’uso. Le cose che chiedete pertanto vanno fatte in cooperazione e non possiamo noi scrivere al Miur. Ma l’obiettivo è quello detto all’inizio: compiere tutte le azioni necessarie affinché la collezione marconiana sia qualcosa da mostrare. Ma è la Marina che deve rispondere alla nostra: un qualcosa che non ha ancora fatto”. Il professor Centi compie un piccolo viaggio nella storia rivendicando la spezzinità del portus lunae per arrivare poi al tema della mozione mentre Caratozzolo è dubbioso sul non coinvolgimento di calata Paita e si astiene perché vuol vederci chiaro. La mozione passerà con 29 voti favorevoli e due astenuti, Guerri e Caratozzolo.

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