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Ultimo aggiornamento: Martedì 17 Ottobre - ore 23.55

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Il fronte del no in festa. "I giovani vogliono essere ascoltati"

Presidio in Piazza Mentana nel pomeriggio per celebrare la vittoria. Presenti i rappresentanti del comitato e di tutti i partiti impegnati. C'è anche Delfino, del Pd: "Non c'è solo la sinistra renziana, ma anche quella vera".

Il fronte del no in festa. `I giovani vogliono essere ascoltati`

La Spezia - I festeggiamenti di ieri sera non sono bastati. I membri del comitato spezzino per il no, dopo il trionfo consegnato dalle urne, ha deciso di ringraziarsi con un presidio organizzato in quattro e quattr'otto in Piazza Mentana.
"In nessun seggio della città c'è stata una vittoria del sì", commentano soddisfatti i promotori della bocciatura arrivata nel corso della giornata referendaria. Non sono tanti, non più di cinquanta, ma nel segreto della cabina elettorale, evidentemente, erano molti di più: 73.303, per la precisione.

Davanti all'ingresso del Civico, mescolati ai militanti che si sono dati da fare nel corso dei mesi passati, ci sono rappresentanti di diverse forze politiche e dell'Anpi: per Possibile c'è Michele Fiore, per Rifondazione comunista Edmondo Bucchioni e Chiara Bramanti, per i Comunisti italiani Cristiano Ruggia e Pier Luigi Sommovigo, per Sinistra italiana Nicola De Benedetto e per il Movimento cinque stelle Marcella Ariodante.
Il primo a prendere la parola è Massimo Baldino: "Nessuno ci credeva, tranne noi. Eppure ce l'abbiamo fatta: anche alla Spezia ci sono stati tanti no, quasi oltre la media nazionale. La volontà dei cittadini non è stata percepita dal governo, ma i cittadini hanno trionfato".
Poi c'è spazio per l'ex sindaco Giorgio Pagano, che parla di una vittoria della Costituzione e della democrazia: "All'inizio eravamo in pochi - ricorda - quando ci aggregammo intorno al documento di Zagrebelsky, Settis e Rodotà. Ma siamo cresciuti e siamo riusciti a respingere la schiforma".

Nel crocchio di persone svetta la statura di Marcello Delfino, militante della minoranza Pd che ha combattuto per il no, dall'inizio alla fine, portando alla Spezia anche Massimo D'Alema.
Ora che la frangia di D'Alema, Bersani e Speranza ha vinto la sfida, passerà a battere cassa? Ci sarà un tentativo ulteriore di spostare l'asse del Pd a sinistra?
"Non pretendiamo di rappresentare tutti. Siamo una parte del partito e siamo contenti di aver vinto. Chiaro, non vogliamo disperdere il lavoro fatto: abbiamo trovato tanti dentro il Pd e tanti che da poco ne erano usciti che ci hanno seguito e supportato. Abbiamo dimostrato che all'interno di questa forza politica non c'è solo la sinistra renziana, ma anche la sinistra vera. Che continua ad avere un suo peso. Ma il significato del referendum va al di là di questo: come era accaduto nel 2006, quando si tocca la Costituzione, c'è una forte risposta da parte degli italiani. Tante persone che non andavano a votare da anni hanno trovato la motivazione per andare alle urne, perché non si può prescindere dalla Costituzione. Questa non significa che non si può modificare, ma va fatto rispettando l'articolo 3: serve condivisione. Il popolo ha detto no ai colpi di mano".

I dati relativi alle percentuali del no per fasce di età evidenziano una grande mobilitazione dei giovani. Non significa prevalentemente una crescita del Movimento cinque stelle?
"C'è stata una bella risposta da parte dei giovani. Mi auguro sia stata cosciente, e non solo di protesta verso l'establishment. Hanno difeso la Carta, nonostante a scuola non si insegni più la Costituzione. Non credo che sia solamente la crescita del fenomeno del grillismo, che va contro i poteri costituiti. Credo sia la ricerca di un modo per poter essere ascoltati. Il Pd di Renzi ha fatto venire meno la sinistra di governo che avevamo costruito: non è un caso che prenda più voti ai Parioli che nelle periferie. Il partito è stato snaturato, ma ritengo che il premier avrebbe dovuto continuare nel suo incarico. Non so cosa farà Mattarella, la fiducia la dà il parlamento. Di sicuro Renzi ha compiuto una grossa imprudenza nell'utilizzare la Costituzione per rafforzarsi e ricevere la legittimazione da parte degli elettori".

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