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Il comitato No Pillon: "Noi non molliamo, questa legge va ritirata"

Il comitato No Pillon: "Noi non molliamo, questa legge va ritirata"

La Spezia - Riceviamo e pubblichiamo dal comitato No Pillon della Spezia.

La mozione contro il ddl Pillon discussa ieri sera in consiglio comunale, seppure respinta (9 sì, 14 no e 5 astenuti), ha avuto il merito di aver messo in luce le prime crepe all’interno di un centrodestra finora monolitico e di aver compattato tutte le minoranze, compresi i Cinque Stelle. A difendere a spada tratta e senza il minimo accenno di autocritica il disegno di legge su separazione e affido voluto dal senatore leghista Simone Pillon è stata solo la Lega che, per bocca della consigliera Federica Paita, ha accusato la “stampa di sinistra” di dare una lettura distorta del ddl, ignorando che il provvedimento così come è stato formulato non ha ottenuto nemmeno il gradimento della maggioranza gialloverde di governo, oltre ad attirare una serie di critiche da tutti gli ordini professionali e perfino dall’Onu.
Forza Italia, e con essa il sempre più silente sindaco Pierluigi Peracchini, come spesso accade in questo consiglio comunale, si è accodata alla Lega anche se il capogruppo Fabio Cenerini ha dovuto ammettere “che non tutto gli piace di questo ddl”. Più coerenti con le perplessità espresse sui contenuti del provvedimento la consigliera Patrizia Saccone (gruppo misto) e i tre consiglieri di Spezia Popolare, il gruppo di Andrea Costa, che si sono astenuti spaccando così il fronte della maggioranza. A sostegno della quale invece è accorso il presidente del Consiglio comunale Giulio Guerri, che si è distinto solo per aver richiamato il folto pubblico presente a sostegno della mozione a non applaudire o disapprovare gli interventi dei consiglieri, minacciando altrimenti di farlo allontanare dall’aula. Sono stati fatti anche ammainare i cartelli di protesta preparati dal nostro comitato che per qualche secondo siamo riusciti a esporre.
Compatto invece tutto il centrosinistra a sostegno della mozione con la capogruppo del Pd Federica Pecunia che ha chiesto l’azzeramento del ddl Pillon perché è una legge “contro le mamme e i bambini che nega la violenza di genere, pregiudica la tutela de minori figli di coppie separate imponendo loro un modello di famiglia con una divisione paritaria dei tempi di affido che non esiste nella realtà, oltre a introdurre l’alienazione parentale, una sindrome che ha alcuna base scientifica per la quale i bambini, senza alcuna prova di comportamenti alienanti, possono essere tolti alle madri e affidati ai padri o a case famiglia”. A sostegno della mozione sono intervenuti anche Dina Nobili (Pd), Massimo Lombardi (La Spezia bene comune) Roberto Centi (Leali) e Paolo Manfredini (Psi), Mentre le due consigliere dei Cinque Stelle Jessica De Muro e Donatella Del Turco hanno espresso voto favorevole ricordando che il M5S a livello nazionale ha detto “che questo ddl dovrà essere rivisto”. Al momento però questa dichiarazione di intenti non ha avuto alcun seguito visto che proprio oggi in commissione Giustizia del Senato è iniziato l’esame del ddl Pillon, nel suo testo originario, con buona pace dei 5 Stelle, mentre il Pd ha annunciato un durissimo ostruzionismo per costringere il governo a ritirarlo.
Noi come Comitato NoPillon della Spezia continueremo sulle piazze e nelle istituzioni locali la nostra battaglia contro questo disegno di legge “cattivo” che mette i padri contro le madri e penalizza fortemente i bambini. E vigileremo per impedire che di questo provvedimento si cambi solo il nome mantenendone intatta la sostanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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