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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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Il centrosinistra prova a ripartire dal civismo

Alla Mediateca regionale Forcieri chiama a raccolta le forze politiche che si oppongono al sovranismo e che vedono nell'Europa il lido naturale di approdo dell'Italia, per creare lavoro e completare le infrastrutture.

L'appello
Il centrosinistra prova a ripartire dal civismo

La Spezia - Da Verbania a Genova, passando per la Spezia. Non si sa se quello di stasera sarà il principio della gestazione di una nuova storia politica ma certamente nell’auditorium della Mediateca Regionale di Via Firenze, è la prima volta che Lorenzo Forcieri materializza pubblicamente le sue idee, per la costruzione di un movimento civico che parta dalla Liguria per tradursi anche altrove. Non è un caso che Forcieri lo definisca un “Passaggio a Nord-Ovest”, visto che l’impegno coinvolge fra gli altri oltre al primo cittadino di Parma Pizzarotti anche il sindaco di Milano Sala. Dalla Liguria al Piemonte, fino alla Lombardia ma anche Emilia Romagna e parte del centro Italia, le regioni in cui il progetto si è già affacciato: “Siamo partiti da qui, con una lista che ha partecipato alle ultime elezioni amministrative. Il tema infrastrutturale è al centro di questo progetto nascente: abbiamo un forte connotato europeista e pensiamo che proprio da qui si deve partire”. In sala un po’ del Pd spezzino (ci sono Federica Pecunia e Ilario Agata), l’ex candidato a sindaco socialista Paolo Manfredini, il consigliere comunale Roberto Centi ma anche il mondo sindacale con la Cgil e la Uil: “In questo Paese è quasi impossibile portare in fondo una grande opera in tempi certi. L’Italia ha bisogno di essere modernizzata, la Liguria, pensate, ha tratti di ferrovia ad un binario unico. Così come è per noi il collegamento con Parma. Bisogna abbandonare teorie come la decrescita felice. Ci sono dei segnali sparsi nel Paese, ci sono bisogni che vogliono delle risposte. Iniziamo dal nord-ovest per un tentativo che riteniamo giusto. Ci collochiamo nell’ampio ambito del centrosinistra con la possibilità che hanno i movimenti civici di essere funzionali alle esigenze dei cittadini. Da qui la nostra tipologia di opposizione: ci siamo sulle grandi battaglie, dall’ospedale all’area Enel, al futuro del Museo navale".

Più Liguria, più Italia, più Europa.“Il Pd sta vivendo un momento di travaglio e ha concluso il suo ruolo nel momento in cui è finito il sistema maggioritario - continua Forcieri - Oggi sta al 17%, ci auguriamo raggiunga il 20%, ma comunque mancherebbero un altro 20-25% per governare da soli. Ci sono tante forze che possono dialogare anche col Pd anche per creare un’alternativa a questo stato di cose. Più crescita, più sviluppo, più lavoro. Un Italia del più, che non vuole abbandonare i propri valori e i propri ideali”. Dal tavolo al pubblico, l’andamento non è quello consueto, e prima degli oratori parlano i singoli cittadini. Fra gli altri interventi c’è anche quello della segretaria dem Pecunia. Dopo il grande freddo fra Forcieri e il suo ex partito, è il momento di tentare quanto meno di parlarsi anche perché del “vecchio sistema” non è rimasto praticamente nulla: “Mi pare che l’apertura fatta da Forcieri durante l’introduzione dia l’opportunità di conversare su quelle che sono le priorità dei territorio. Qui le grandi opere sono ferme, la sanità preoccupa e il clima che si respira non è dei migliori. In consiglio la nostra opposizione in realtà vuole essere un’alternativa di governo. Mi metto all’ascolto e credo sia un buon inizio”.

Dal palco gli interventi dell’onorevole Bruno Tabacci (Più Europa): “In questo momento storico si ergono muri pensando così che la gente smetta di muoversi. Niente di più lontano dalla realtà. Oggi ci sono i sovranisti, ma bisogna vedere il contesto: avete visto come sono finiti gli inglesi? Sono usciti dall’Europa mentre irlandesi, scozzesi e gallesi non la pensavano allo stesso modo. Ci hanno fatto schifo 70 anni di pace? Siamo in grado di fare una riflessione o dobbiamo seguire quel furbone di Salvini? Nel 2011 siamo ricaduti nella recessione, trascinati dalla Grecia. Oggi invece la colpa è nostra. Basta guardare lo spread di maggio e quello odierno, basta leggere l’intervista di ieri a Tsipras nella quale lui per primo dice che invece di sfidare l’Europa è meglio fermarsi fino a che si è in tempo. Mi pare che lui da quella storia c’è già passato. Bisogna stare attenti al civismo, ne ho visti tanti nascere senza però mai tramutarsi in soggetti politici. La necessità è quella di far crescere un soggetto che traguardi soluzioni: per uscire dalla Spezia e dalla Liguria. A maggio si torna a votare, sarà certamente un referendum sull’Europa e non è quindi un voto in libertà. Pensiamo a un nucleo che prescinda non tanto dalla Merkel ma da Orban”.

C’è anche Francesco Battistini, consigliere regionale di Liberamente Liguria e uscito fra i primi, sbattendo la porta, dal Movimento Cinque Stelle: “Quando ero segretario della Sinistra Giovanile al centro c’erano le idee e su quelle ci si sfidava. Oggi il Pd parla di congresso, di nomi, ma mai di temi. Ecco io vorrei parlare di questo: incontriamoci intorno ad un tavolo e discutiamone senza aver paura di modificare il progetto se le opinioni degli altri lo sapranno arricchire. Recuperiamo il rapporto con i sindacati e in generale con i corpi intermedi. Io vorrei costruire una piattaforma su quattro pilastri: un’Italia più ricca non grazie a sistemi di sussistenza ma su possibilità occupazionali, un’Italia più giusta e fondata sui diritti sociali, un’Italia più competitiva anche in Europa finanziando quello che è il canale principale e cioè la scuola e la ricerca, un’Italia più tecnologica. Tutte le energie devono impegnarci su un tema da cui scaturisce tutto il resto: il lavoro”.

F.L.

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Il pubblico presente alla Mediateca regionale Archivio CDS


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