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Ultimo aggiornamento: Giovedì 19 Luglio - ore 13.15

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Il centrodestra guarda a Roma: "Questo è il collegio della verità" | Foto

Al Nh hotel la presentazione dei candidati, e quasi tutti hanno un pensiero per Raffaella Paita. Toti: "Siamo a servizio della fiducia che ci hanno dato i liguri".

Ora si fa sul serio
Il centrodestra guarda a Roma: "Questo è il collegio della verità"

La Spezia - Il centrodestra, prima di tutto, si affida alla cabala che, nello sport come nella politica ha il suo peso specifico metaforico. E così si riparte dalle stanze dell’Nh Hotel, proprio là dove Pierluigi Peracchini la scorsa primavera diede il via alla campagna elettorale che ha scandito il trionfo della compagine, capace di battere il centrosinistra come mai prima era successo. Davanti ad una folta platea di elettori e simpatizzanti, chiaramente elettrizzata da una lunga serie di vittorie in tutta la Regione, i candidati liguri al Parlamento bagnano la prima spezzina, dietro il loro “capo”, quel Giovanni Toti che si trova di fronte alla prima vera grande occasione di dimostrare che se non sarà il leader oggi, lo diventerà domani. Tutto dipenderà, storia vecchia di tutte le coalizioni, dalla capacità di tenere unito un gruppo di teste, di partiti, di inflessioni non sempre così sovrapponibili: d’altro canto la nobile arte della diplomazia non ha mai perso fascino.

Davanti agli assessori Sorrentino, Giacomelli e Giorgi, davanti alla direttrice dell’Asl Banchero, uno dei pochi presenti non candidati, anche perché uscito dal ring prima che fosse tropo tardi, è Giacomo Giampedrone, che apre il momento delle parole: “La più grande risposta che possiamo dare alle solite facce che si candidano contro di noi è la vostra grande presenza odierna. Continuiamo un percorso che ci permetterebbe di affrontare un altro step. Di sicuro che questo è il collegio che dirà se possiamo vincerle davvero queste elezioni e, se il mio fiuto continua a darmi ragione, sento un’aria ottima intorno a noi”. Apre Balleari, prosegue Maria Grazia Frijia, particolarmente carica: “Chi se lo sarebbe mai aspettato di conquistare il Comune! E allora convochiamo gli scettici che il sogno può e deve continuare”. Sandro Biasotti ricorda vittorie e sconfitte, ironizza per aver perso contro Burlando (“una vergogna imperdonabile per me”), Saccone parla di rivoluzione dal basso, di apertura al territorio, di cambiamento: “Ringrazio il presidente Toti e il mio sindaco Peracchini per avermi coinvolto, ce la metteremo tutta”. Tutti quelli che prenderanno la parola fanno riferimenti a Raffaella Paita, anche se nessuno la nomina, Giampedrone invece non risparmia passate agli avversari Massimo Caleo e Juri Michelucci. Edoardo Rixi non correrà a Spezia ma per tattica preferisce misurarsi a Genova per battere i Cinque stelle: “Se si è in povertà si aiutano prima di tutto i nostri figli, non è razzismo ma buon senso. Chiunque della Lega verrà votato dovrà impegnarsi per portare finanziamenti sul territorio. Questo deve essere la politica, fare gli ambasciatori della Liguria a Roma, perché fare gli amministratori qui è decisamente più dura per il centrodestra che in Veneto o in Lombardia. Orgogliosamente diciamo che vogliamo guidare il cambiamento a testa alta, oggi a Roma di questa regione si parla in modo totalmente differente”. Viviani, parla degli ultimi da ultimo: “Se perdiamo il 4 marzo per molti settori è veramente problematico: salvaguardiamo i produttori che poi è come dire salvaguardare i consumatori”. Via via tocca a tutti, compreso quell’Andrea Costa che stacca il biglietto quasi all’overtime dopo aver vinto a Roma una vera battaglia interna: “La differenza la faranno i territori, dobbiamo convincere chi non vorrebbe andare a votare: la nostra battaglia è quella. Dobbiamo essere capillari, facciamo rete e ricordatevi che il sistema è semplice: fare una croce su una dei quattro simboli”. Il finale è in rosa e prima Stefania Pucciarelli arringa i simpatizzanti sui temi più congeniali al Carroccio: “La differenza fra noi e loro sta proprio in questo: vogliamo riportare a casa i nostri connazionali e creare le condizioni perché non ne partano altri. In Regione abbiamo una maggioranza esigua ma abbiamo sempre votato compatti, nel segno del cambiamento”. Poi Manuela Gagliardi che sogna il filotto per uscire dall’isolamento: “Mi chiedo come sia possibile che per un po’ di neve sulla Cisa si ferma la ferrovia e la gente deve essere recuperata con gli autobus: nel 2018 cose del genere non possono più accadere. Dico un’altra cosa: il porto di Spezia versa allo Stato circa 880milioni di euro di accise, sul territorio ne ritornano soltanto 4, meno del 5 per mille. Ecco, queste cose si decidono a Roma”. La chiosa è affidata ovviamente al presidente Giovanni Toti: “Sentimenti contrastanti, tante di queste persone potrebbero andare via. Siamo stati tanto insieme, e già questo è un agire e un sentire diverso rispetto alla politica classica. Ero un paracadutato anche io un paio di anni fa, conoscevo qualcuno sul territorio ma il resto è stato fatto insieme, giorno dopo giorno. A Spezia, tanto per fare un esempio, un sindaco normale sarebbe stato geloso dei suoi uomini e invece il primo a fare il nome della Gagliardi è stato Peracchini. Siamo a servizio della fiducia che ci hanno dato i liguri: d’altro canto ciò che abbiamo promesso lo abbiamo fatto, senza sgambetti e tanta compattezza. Gli avversari? Non parlo dei grillini che bocciano tutte le idee infrastrutturali. Il Pd ha fatto solo errori, perdendo ovunque e adesso mi auguro che ricandidando la stessa persona al nazionale gli effetti siano aristotelicamente gli stessi. Credo che se una persona è stata bocciata diverse volte, imporla in un collegio blindato lo trovo offensivo verso i loro elettori. Ma d’altra parte questa è la sinistra che ha occupato i luoghi di potere, penso a presidenti di porto, penso ai famosi conflitti d’interessi. Sono moralista? Forse un po’ si ma almeno facendo dei distinguo seri la gente smetterebbe di votare Grillo”.

Ricapitolando. Quattro partiti, quattro simboli, altrettante costellazioni, a partire dal nuovo soggetto “Noi con l’Italia”, la creatura moderata nata un mese fa su volontà di Maurizio Lupi, presenterà alla Camera dei Deputati, lo spezzino Andrea Costa, oltre ad Arianna Viscogliosi, Matteo Campora e Maria Roberta Fasce; per “Fratelli d’Italia” i liguri a giocarsela saranno il vicesindaco di Genova e capolista Stefano Balleari, la spezzina Maria Grazia Frijia, Antonio Gambino, Patrizia Altobelli; per Forza Italia toccherà invece al genovese Roberto Cassinelli, Patrizia Saccone, Giovanni Beverini, Vanessa Di Barbaro; infine l’ambiziosa Lega Nord che arruola Edoardo Rixi, Sara Foscolo, Lorenzo Viviani e Daniela Segale (plurinominale). La spezzina Manuela Gagliardi, in quota Fi, correrà invece all’Uninominale. Per il Senato la leghista Stefania Pucciarelli sarà candidata all’uninominale mentre per il plurinominale unico ci saranno l’ex governatore Sandro Biasotti, Lilli Lauro, Giuseppe Costa e Piera Polucci in quota Forza Italia; Matteo Salvini, capolista, l’avvocato palermitano Giulia Bongiorno, Francesco Bruzzone, Chiara Paglialunga correranno per la Lega Nord, Salvatore Muscatello, Enrico Sommariva, Roberto Pizzorno, Lara Gaggero per Fratelli d’Italia.

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