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Il Puc divide, anche il mondo ambientalista. E per "La Spezia Popolare" è inaccettabile

Il Puc divide, anche il mondo ambientalista. E per `La Spezia Popolare` è inaccettabile

La Spezia - "Chi vuol fare saltare il nuovo Puc del Comune della Spezia?". Questa la domanda che si pongono Fabio Giacomazzi, Anna Maria Monteverdi e Stefano Sarti, responsabili del comitato "Io sto con il Puc" a poche ore dalla discussione a Palazzo civico.
"Il Puc che questa sera andrà in votazione - affermano - realizza una profonda inversione di tendenza rispetto al passato. Pone un limite definitivo all’espansione della città, definendo una linea verde che di fatto preserva la fascia collinare; elimina da subito una serie di interventi già previsti che rappresenterebbero altrettante colate di cemento ai piedi delle nostre colline (come a Valdellora e Costa di Murlo); vieta nuovi centri commerciali (da subito quello dell’Ex Sio). Anche per i Piani d’area come il waterfront, l’ex area Enel e l’ex area Ip, il Puc riduce tutte le previsioni edificatorie, in special modo quelle residenziali, vanificando eventuali tentativi di speculazione edilizia. Il piano quindi non piace al partito del cemento, e lo si è notato chiaramente per tutte le difficoltà che sono state frapposte alla sua adozione: tentativi di dilazione dei tempi, prove di aggiramento per realizzare gli interventi edilizi che altrimenti salterebbero (Valdellora, Ex Sio). Un’eventuale mancata adozione del nuovo Puc determinerà quindi (oltre al definitivo accantonamento di uno strumento urbanistico così prezioso per la città) l’attivazione immediata di tutte le pratiche edilizie sospese, molte della quali di grande impatto ambientale. Quello che non si capisce quindi è la posizione tendenzialmente contraria al Puc presa da alcuni movimenti politici che si rifanno a principi ambientalisti. La normale dialettica politica che vede ovviamente la contrapposizione tra maggioranza ed opposizione, non dovrebbe valere in questo caso, dove un eventuale voto o altra strategia che potessero determinare la mancata adozione del Puc non nuocerebbero più di tanto al partito di maggioranza, andando invece incontro alle aspettative del “partito trasversale del cemento”. Senza contare le conseguenze materiali inflitte al territorio. Pensiamo quindi che i consiglieri comunali di opposizione che pongono la tutela dell’ambiente come uno dei principi cardine del loro agire politico non possano frapporsi all’adozione di tale strumento urbanistico. Se lo faranno, dovranno assumersene la responsabilità agli occhi di quei cittadini che la tutela dell’ambiente e del territorio la hanno veramente a cuore".

Di opinione opposta sono i candidati della lista "La Spezia popolare", Andrea Costa e Agnese Bucchi, che dichiarano: "Dopo ben 14 anni, verrà adottato il nuovo piano urbanistico comunale da un'amministrazione in scadenza di mandato: è chiaro che si tratta di un’azione affrettata e poco condivisa con le istituzioni ed i rappresentanti dell'economia locale, ma soprattutto con i cittadini che ne dovranno sopportare e subire le conseguenze. Tutto questo non è accettabile".
Costa, com’è noto, riveste il ruolo di consigliere regionale ed è presidente della Commissione Territorio Ambiente. "Questo Puc - aggiungono - non tiene conto dei processi umani, economici, sociali, culturali ed ambientali avvenuti in questi anni nella nostra città. Serve una nuova metodologia per capire le reali esigenze dei cittadini e della città, che assicuri agli abitanti un vero ruolo da protagonisti e non da semplici spettatori".
Concludono Bucchi e Costa: "La Spezia popolare lavorerà perché il nuovo strumento urbanistico abbia una progettualità a misura di cittadino, di economia, turismo e cultura. E’ necessario che il Puc abbia una visione moderna e flessibile capace di tener conto dei cambiamenti che la nostra società ci impone. – dicono - La Spezia ha bisogno di uno slancio nuovo con una prospettiva di rispetto del territorio e del paesaggio, con nuove visioni progettuali".

Si rivolge direttamente ai membri del comitato "Io sto col Puc", Rita Casagrande, che fa parte del Coordinamento dei quartieri del Levante.
"Credo che coloro che dicono "Io sto col Puc" non abbiano capito una cosa sostanziale ovvero che, pur essendo d'accordo sulla necessità di salvaguardare le nostre colline ed evitare di cementificare ovunque, viviamo in un quartiere dalle mille criticità. Forse coloro che vivono in città o in via XXVII marzo o ai Colli hanno tutte le ragioni di preoccuparsi solo delle loro colline ed io sono d'accordo con loro ma se si guarda su larga scala la città non è solo quella ma sono anche le periferie come la mia, ovvero Pagliari. E qui cade l'asino e del Puc si è parlato troppo poco per avere le idee chiare di ciò che, per esempio, si intenda fare nei 74 ettari dell'area Enel quando verrà dismessa e noi rischiamo che, oltre alle 14 discariche non ancora bonificate, alle tonnellate di amianto che pochi mesi fa ha fatto una vittima nel quartiere e al porto che non ci fa far vita, vengano utilizzate a scopo industriale. Sapete questo cosa vorrebbe dire per noi? Aggiungere inquinamento a inquinamento e continuare ad essere un quartiere inesistente. Eppure noi del Coordinamento abbiamo domistrato di essere attenti e partecipi ai problemi della città schierandoci coò comitato Piazza Verdi,col Comitato Cernaia con Poseidonia per il ponente della città.In cambio cosa abbiamo avuto, siate sinceri nulla. La Signora Frija si lamenta perchè metteranno dei profughi nel suo palazzo ma quando noi abbiamo chiesto aiuto perche Fossamastra non divenisse il loro regno, non una voce si è alzata in nostro aiuto. Per cui ora ci tacciate di essere quattro ambientalisti stupidi perchè difendiamo il nostro territorio come voi difendete il vostro. Chiedetevi come mai questo argomento non è apparso da nessuna parte? Respingo pertanto al mittente le vostre dichiarazioni: siete voi egoisti che pensate solo a voi stessi non noi che vi abbiamo sempre difeso. Vorrà dire che non lo faremo più".

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