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Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Maggio - ore 23.52

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Il M5S "vede" la vittoria: "I cittadini sono stufi di questo andazzo"

I consiglieri del Movimento stilano un elenco di errori dell'amministrazione cittadina e spiegano le modalità di composizione della lista: "Non abbiamo niente da spartire con l'aggregazione di sinistra 'La Spezia che verrà'".

Il M5S `vede` la vittoria: `I cittadini sono stufi di questo andazzo`

La Spezia - Il momento difficile del Partito democratico nazionale e l'acuirsi delle spaccature all'interno di quello spezzino all'avvicinarsi della scelta del candidato sindaco rendono lecita la speranza del Movimento cinque stelle di conquistare Palazzo civico. Ne sono sempre più convinti i consiglieri comunali spezzini, che hanno indetto una conferenza stampa per rimarcare le malefatte dell'amministrazione e attaccarne le scelte.
Le vicende della giunta romana sono distanti centinaia di chilometri e secondo Terenzio Dazzini, Marcella Ariodante e Fabio Vistori passano in secondo piano di fronte ai problemi che bisogna affrontare in riva al golfo. "La Raggi non è indagata. Ci dimentichiamo forse che alla Spezia abbiamo avuto solo poche settimane fa l'Autorità portuale decapitata dalla magistratura?", replicano alla domanda sulle possibili conseguenze dell'affaire Marra. Un caso, quella che sta scuotendo il M5S sull'asse Campidoglio-Sant'Ilario, che peraltro alle urne primaverili sarà già ampiamente dimenticato.

E così il gruppo consiliare si concentra su quello che non va alla Spezia oggi.
"I cittadini hanno due scelte di fronte: continuare con la stessa storia oppure cambiare, affidandosi a un gruppo politico che vuole fare le cose per loro - afferma Dazzini -. Basti pensare che, a pochi mesi dalle elezioni, dei 9,5 milioni frutto della vendita delle azioni Salt, ben 6,8 milioni verranno spesi, giusto in tempo per la campagna elettorale, per opere che la città attendeva da molto. Chissà perché proprio adesso si concretizzeranno l'abbattimento della ex casa del colonnello, la fine dei lavori dell'area ex Fitram (che era prevista nel febbraio 2015, con una spesa di poco superiore ai 2 milioni, mentre oggi siamo a 3,5 milioni impiegati, senza le opere di sistemazione esterna...), il progetto Piazza Verdi (i cui costi sono lievitati a dismisura, con voci non considerate come gli arredi urbani e le telecamere)... C'è un costante aumento delle spese per le opere pubbliche, e quando si arriva in campagna si accelera. Credo che i cittadini siano stufi di questo andazzo".

Sul tema di Piazza Verdi ritorna alla carica Ariodante: "Forse arriveremo all'epilogo per capodanno, peccato che doveva essere pronta ben prima. Invece siamo ancora in alto mare. E quando hanno visto che poteva esserci pericolo per la commistione tra mezzi pubblici e pedoni, solo allora, hanno previsto panchine e fioriere, oltre a 90mila euro di telecamere. Una spesa enorme per controllare una piazza. E dire che quando le avevamo chieste per la sicurezza e contro gli abbandoni della spazzatura, siamo rimasti inascoltati". Un argomento, quello della raccolta dei rifiuti sul quale non mancano altre critiche rivolte al sindaco Massimo Federici e alla giunta: "Da un lato spingiamo, male, per la raccolta differenziata, dall'altro abbiamo Saliceti che accoglie i rifiuti indifferenziati dal Tigullio. Un controsenso bello e buono, che ha anche ripercussioni dal punto di vista della sanità per chi vive nei dintorni di quell'impianto. Noi non siamo solamente contrari a bruciare i rifiuti in Liguria, ma anche bloccarne la produzione. Il Css non è rifiuto, ma combustibile e una volta che c'è non può esserne impedito l'utilizzo. Il Pd, nell'ordine del giorno approvato in consiglio contro la realizzazione di un termovalorizzatore nell'area Enel, non ha però voluto andare oltre ".
Mala gestio anche per quel che riguarda un altro temo bollente di questa fine 2016: il nuovo ospedale.
"Vogliamo sapere che cosa ci sarà dentro. I cittadini hanno già sopportato la presa in giro del quarto piano, ora verranno dotati di un nuovo ospedale che non si sa cosa conterrà", aggiungono.
"Non siamo contro la sua realizzazione, ma il problema principale è il dimensionamento. Il nostro timore - chiarisce Vistori - è che l'opera non arrivi a buon fine. In troppi casi manca la pianificazione: ad esempio il Piano urbano del traffico dovrebbe essere aggiornato con delibera consiliare ogni due anni, per legge. Ebbene, siamo fermi al 2006. Sul trasporto pubblico abbiamo chiesto di fermare gli autobus che, come riportano le cronache, sono più soggetti a prendere fuoco: secondo le statistiche Atc il problema non esiste. Ma le cifre aggregate non sono veritiere, e la politica deve andare oltre. Nell'opera di rinnovo della flotta non dobbiamo tenerci i bus difettati e liberarci di quelli più vecchi per migliorare l'età media. Bisogna partire dal principio della sicurezza".

Critiche, generiche o puntuali, che sgorgano certamente con più facilità rispetto alle proposte. E alla domanda di quale sia il modello di città che il Movimento cinque stelle spezzino ha in mente per il futuro, i tre consiglieri rispondono: "Una città che ritorni ai cittadini. Il nostro ruolo è rilevare le mancanze, sta alla maggioranza governare. Quel che è certo è che noi stiamo lavorando per il programma e che serve più attenzione ai cambiamenti della società, mentre la giunta non ha la percezione di quelli che sono i valori attuali per i cittadini. Noi non daremo priorità alle grandi opere, non realizzeremo una Festa della Marineria dalle spese infinite. Non faremo l'inaugurazione di un parcheggio che fa perdere decine di posti auto. Non definiremo le luminarie un evento, dopo aver ammazzato il commercio in centro e al Kennedy con le Terrazze".

La città vista dai grillini spezzini dovrà puntare sul turismo ("sul waterfront basta palazzi, meglio aumentare il fronte della passeggiata. E ripensare le crociere, il Canaletto è troppo sacrificato"), su una raccolta spinta dei rifiuti eseguita con un buon servizio ("con più qualità"), su progetti certi e fattibili, su risparmi provenienti dalle internalizzazini dei servizi ("basta coi subappalti, e facciamo rispettare i contratti dalle imprese"), su una maggiroe partecipazione e maggiore attenzione all'emergenza abitativa ("ci sono cento alloggi non assegnati in attesa di ristrutturazione").
"Alla nostra amministrazione - spiegano - sfuggono i fondamentali. E non staremo a guardare. Ci sono varie candidature, arrivare all'indirizzo email movimento5stellelaspezia@gmail.com da parte di attivisti e non, anche non iscritti. C'è tempo sino a metà gennaio, poi ci sarà una scelta, probabilmente con il voto dell'assemblea, oppure online. Vedremo quali saranno le indicazioni del regionale. Tra quei nomi sceglieremo il candidato sindaco in base al numero delle preferenze ricevute e alla disponibilità espressa".
Il cammino verso le amministrative è - di nuovo, dopo la bocciatura dall'alto di Marco Grondacci - entrato nel vivo. Ma non ci sarà spazio per alcuna alleanza o collaborazione con altre forse. "Con 'La Spezia che verrà', l'aggregazione di sinistra che si è riunita al Centro Allende - sottolineano dietro sollecitazione di un chiarimento - non abbiamo niente da spartire, siamo autonomi come sempre. Il simbolo è l'unica garanzia di cambiamento per gli elettori".

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