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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Febbraio - ore 22.42

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Il Comune è plastic free. Sì alla rotazione dei dirigenti

Approvata la mozione del M5S per la rimozione della plastica usa e getta da Palazzo civico, mentre sull'organizzazione dei vertici del personale passa un ordine del giorno della maggioranza.

Scontri su Ghirri e sul Minculpop
Il Comune è plastic free. Sì alla rotazione dei dirigenti

La Spezia - Un consiglio comunale a due velocità e due facce. Non solo perché la prima parte è scorsa via con il cerimoniale dei question time e delle interpellanze, passando per l'approvazione di una delibera tecnicistica di bilancio, e affrontando solo nella seconda parte le discussioni delle mozioni sulla rotazione dei dirigenti e sull'adesione al Plastic free challenge, ma anche perché alla classica spaccatura degli schieramenti sulla riorganizzazione del personale dell'ente è seguita una inusitata unanimità, per di più su un documento proveniente dalla minoranza consiliare.

L'applicazione dei due voti espressi dall'aula dovrebbe portare la vita quotidiana di Palazzo Civico a essere completamente cambiata. Oltre all'addio alle bottiglie di plastica monouso, infatti, i dipendenti dovranno cancellare dalla mente l'attuale organigramma. Magari non subito, magari non del tutto: ma qualcosa cambierà, qualche direzione passerà di mano.
Era questo, in fondo, lo scopo della mozione presentata da Massimo Caratozzolo, che ha spiegato di aver depositato la proposta perché costituiva uno dei punti del programma del sindaco e della lista che rappresenta insieme al presidente del consiglio comunale, Giulio Guerri: "Lo impone anche la normativa, per impedire che in posti a rischio di corruzione siedano sempre stesse persone". La proposta, prima del consiglio comunale, è stata discussa all'interno della maggioranza e ne è nato un ordine del giorno, che ha reso di fatto superata la mozione. "Ci vogliono criteri per avviare questa rotazione senza creare caos, individuando le aree a maggiore rischio corruttivo, seguendo l'esempio di quanto fatto altrove e tenendo in considerazione la riorganizzazione già prevista a partire dal 2019", ha proseguito. Sei mesi di tempo, da dispositivo dell'ordine del giorno, per trovare i criteri ed elaborare le linee guida.

Pd, Leali a Spezia e Partito socialista italiano hanno presentato un altro ordine del giorno, illustrato brevemente da Guido Melley: "Crediamo che la questione vada vista in senso più ampio, non andando a coinvolgere solamente i vertici. Serve un lavoro di prospettiva per non bloccare il Comune in nessun modo. Non ci appartiene in nessun modo - ha detto - il sospetto di incompetenza che strisciava nella mozione, molti Comuni invidiano l'apparato comunale spezzino".
Jessica De Muro ha elencato i vantaggi della rotazione sotto il profilo della trasparenza e della crescita del personale stesso, mentre Fabio Cenerini ha difeso l'operato dell'amministrazione nell'assunzione del dirigente amministrativo Rosanna Ghirri, un procedimento definito "selezione che pare di facciata" da parte del documento dei tre gruppi di minoranza. "E' una affermazione grave, c'era un bando, una commissione. Si tratta di una figura tecnica, non certo vicina al centrodestra. E per quanto riguarda la rotazione, beh: la chiediamo dal 2011...".
"Ne parleremo approfonditamente in commissione Controllo e Garanzia", ha replicato Federica Pecunia, riferendosi alla procedura di assunzione di Ghirri, mentre De Muro, riprendendo la parola per la dichiarazione di voto, ha dichiarato come si sarebbe aspettata che la rotazione dei dirigenti iniziasse prima da parte dell'attuale maggioranza.
Massimo Lombardi ha chiesto meno ipocrisia: "I politici spesso sono dei comprimari, bisogna dire le cose come stanno".
Voce fuori dal coro, quella di Lorenzo Forcieri, che ha annunciato l'astensione su tutti i documenti in discussione: "Sono favorevole allo spoils system, le soluzioni proposte sono palliativi complessi".
Al momento del voto, come previsto, l'ordine del giorno della maggioranza è stato l'unico testo approvato: luci verdi da una parte, astensione generalizzata dall'altra.

E' così venuto il momento di discutere la proposta dell'adesione del Comune della Spezia al Plastic free challenge lanciato dal ministero dell'Ambiente, una sfida per la riduzione del consumo di plastica negli uffici pubblici.
"Ogni minuto si vende un milione di bottiglie di plastica e solo il 41 per cento viene riciclato in Italia, il 30 per cento in media in Europa. Ci sono alternative, anche in termini di consumo di acqua potabile: non deve essere per forza acquistata. Gli studi - ha spiegato Donatella Del Turco, del Movimento cinque stelle - dicono che il 18 per cento dei pesci ha particelle di plastica nel corpo. Il problema è grave ed evidente".
Per il Pd, Pecunia si è detta a favore della mozione, elencando però tutta una serie di argomenti nazionali sui quali ha notato scarsa coerenza tra l'attenzione all'ambiente e le scelte del governo: "Dal dissesto, ai condoni, alla possibilità di usare fanghi contaminati in agricoltura...".
Federica Paita, consigliera del Carroccio, ha scaldato l'ambiente proponendo una modifica al regolamento che preveda di "togliere il microfono a chi parla di cose che non c'entrano", in riferimento all'excursus di Pecunia su temi nazionali, e ha poi ricordato il contributo che l'esecutivo giallo-verde vuole stanziare a favore dello smaltimento della plastica rimossa dal mare dai pescatori.
"Prendo per una battuta infelice le parole della consigliera Paita. Non c'è bisogno di autorizzazione in questa aula per parlare- Il Miculpop appartiene al passato", ha subito risposto Paolo Manfredini, seguito a ruota da Forcieri e da Roberto Centi: "I riferimenti della collega Pecunia hanno voluto sottolineare l'incoerenza di cui sta dando prova il governo. Non tanto da parte della Lega, che ha sempre votato i condoni".
Quelle sui condoni sull'isola di Ischia contenuti nel decreto Urgenze sono fake news, secondo Caratozzolo: "Si condona quello che era già condonato e rimasto in sospeso con il centrosinistra. Nulla di più".
Poi le schermaglie si sono stoppate, ancora qualche intervento a sostegno delle tematiche ambientali e via alla votazione, finita in una approvazione all'unanimità.

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