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I sindaci del Pd: "Peracchini e Asl non affrontano l'emergenza"

I primi cittadini del Partito democratico hanno boicottato la seduta della Conferenza dei sindaci perché all'ordine del giorno non c'era alcuna discussione sull'epidemia in corso. Con loro anche Montefiori e Natale: "Stesse richieste da sei mesi".

La protesta
I sindaci del Pd: "Peracchini e Asl non affrontano l'emergenza"

La Spezia - I sette sindaci del Partito democratico hanno deciso di non presentarsi alla seduta odierna della Conferenza dei sindaci di Asl 5 convocata dal primo cittadino del capoluogo Pierluigi Peracchini. A motivare la protesta sono i punti all'ordine del giorno dell'incontro: approvazione del bilancio e varie ed eventuali. Nessun accenno alla seconda ondata, al cluster spezzino che a settembre faceva tremare i polsi o alla gestione dell'emergenza.
"Il parere della Conferenza dei sindaci è consultivo - ha esordito il membro della segreteria regionale del Pd, Iacopo Montefiori - ma siamo convinti che ci fosse l'esigenza di discutere e confrontarsi su determinati temi, soprattutto per chi ha l'onere del governo e la responsabilità della salute dei suoi cittadini. Invece la Regione, i vertici della Asl e il centrodestra non lo hanno fatto durante l'emergenza, né nei mesi estivi. E non hanno minimamente programmato cosa fare ora, in autunno, quando da più parti veniva annunciata la seconda ondata di contagi. Ora i sindaci sono investiti di più competenze e compiti, che nel nostro territorio dovranno affrontare senza una minima interlocuzione sulle strategie e sulla gestione della sanità in questa fase esponenziale dei contagi".
Boicottata la Conferenza dei sindaci, gli esponenti Pd hanno convocato una conferenza stampa in Via Lunigiana alla quale hanno preso parte, oltre a Montefiori e al neo consigliere regionale Davide Natale, anche il primo cittadino di Santo Stefano, Paola Sisti, la collega di Riomaggiore, Fabrizia Pecunia, il sindaco di Castelnuovo Magra, Daniele Montebello, e quello di Calice al Cornoviglio, Mario Scampelli. Presenti con le proprie firme in calce al documento unitario che contiene le proposte del Pd anche il sindaco di Arcola, Monica Paganini, quello di Luni, Alessandro Silvestri, e quello di Levanto, Luca Del Bello.

"Quello che lanciamo al sindaco Peracchini e alla Asl è un messaggio chiaro e duro. Abbiamo scelto la strada della denuncia dopo diverse serate trascorse nelle riunioni del forum Sanità del Pd, al quale partecipano anche alcuni medici. Abbiamo chiesto più volte per iscritto di attivare un tavolo per gestire questa emergenza epocale. Siamo noi sindaci - ha lamentato Sisti - che affrontiamo la difficile questione della sicurezza nelle scuole. Dove ne possiamo discutere con altri sindaci se non in organismo collegiale e specifico? Invece ci siamo visti convocare per oggi pomeriggio solamente per fare i passacarte. Così non va. E che dire dei vaccini antinfluenzali che mancano? E di quello per il pneumococco? Che ha fatto la Regione nei mesi scorsi?. La nostra battaglia non finisce oggi, sia chiaro: allargheremo le nostre proposte a tutte le forze del centrosinistra, per un percorso unitario. Le elezioni sono alle spalle, che nessuno ci tacci di strumentalità. Siamo qua perché sentiamo il dovere della resistenza per i più deboli".

Alle parole accorate del sindaco di Santo Stefano sono seguite quelle del primo cittadino di Riomaggiore: "Vogliamo avere l'opportunità di portare le nostre proposte per affrontare l'emergenza, che deve essere vista a 360 gradi, anche con gli occhi dei sindaci. Invece è tutto fermo. La preoccupazione è altissima, forse anche più di prima. Prima tutti vivevamo questa emergenza per la prima volta, eravamo tutti impreparati. Ora abbiamo l'esperienza dei mesi scorsi e una linea governativa da seguire. Bisogna dare standard equivalenti agli altri territori, invece la nostra Asl resta quella più penalizzata a livello regionale".

Sulla stessa lunghezza d'onda Scampelli, primo cittadino di Calice. "I cittadini ci chiedono quotidianamente risposte e per poterle dare abbiamo bisogno di avere informazioni immediate e precise da parte della Asl. E' da marzo che chiediamo di conoscere nel dettaglio la situazione, invece è stato steso un tappeto dicendo che va tutto bene. Si è parlato della Liguria come caso nazionale? Sì, ma in negativo. Abbiamo più volte chiesto una piattaforma comune per sindaci, medici di base e Asl, per essere uniformemente informati sui positivi presenti sul territorio. Invece - ha fatto notare Scampelli - le informazioni arrivano in maniera informale, dai cittadini... Non è un caso che l'assessore Viale non sia stata confermata alle urne e che Toti abbia tenuto per sé la delega alla Sanità. Forse si è reso conto che qualcosa non ha funzionato. E non dica che la colpa è del governo. Le carte sono state date uguali per tutti e non dico nella rossa Toscana, ma anche in Veneto, con un governatore di centrodestra, le cose sono andate decisamente meglio".


"Ho appena saputo che un bambino è stato trovato positivo a Castelnuovo. Ora - ha spiegato il sindaco Montebello - scatterà la quarantena per la classe e mi attende una serata di passione per tracciare i contatti, capire se il bimbo aveva preso lo scuolabus, se giocava a calcio... La Asl è deficitaria, e siamo a questo punto: facciamo noi il contact tracing, per anticipare i tempi e ridurre il rischio. Le informative della Asl potrebbero arrivare tra un paio di giorni, e sarebbe tempo perso. Eppure nell'ordine del giorno della Conferenza dei sindaci non c'è nemmeno un accenno alla situazione attuale. Non ci stiamo a fare da parafulmine e a essere presi in giro. E insieme a noi anche i medici di base vivono una situazione drammatica: sono lasciati completamente soli".

A tirare le somme ci ha pensato il consigliere Natale.
"La mancata presenza alla seduta odierna dei sindaci del Pd indica che la misura è colma. Spesso il centrodestra ha usato come scudo l'azione medici: a loro va il nostro plauso, mentre alla politica e all'azienda sanitaria chiediamo di porre fine alla carenza strutturale di figure apicali, sia clinici che amministrativi. La situazione della Asl 5 è ormai uno scandalo. C'è una totale assenza di direzione nell'attuazione delle politiche sanitarie: mancano 13 coordinatori infermieristici, mancano 120 unità in una situazione di ordinarietà. In un'emergenza come quella di oggi la carenza è incalcolabile. E invece in Asl le falle vengono coperte con infermieri interinali. Altrove in una nottata sono state assunte centinaia di persone. Serve un tracciamento nelle zone di maggior frequentazione, non solo per la movida ma anche sui luoghi di lavoro. Il camper - ha proseguito Natale - è stata una risposta parziale, serve una organizzazione seria non operazioni di facciata. Hanno parlato di modello? Per l'istituzione delle restrizioni all'Umbertino non è stato fatto nessuno studio epidemiologico. Su Viale c'è stata una autocritica implicita, ma la pezza potrebbe essere peggio del buco con l'accentramento di una delega così importante nelle mani del presidente. Quante volte non risponderà alle nostre domande per impegni istituzionali. E non potrà delegare i tecnici, non è così che si fa. Infine c'è il problema dei trasporti pubblici: nel decreto Cura Italia era stato detto alle Province e alle Regioni di proporre piani di emergenza che potevano essere finanziati con 300 milioni. La risposta ligure e spezzina è stata di tagliare corse, e niente altro. Non sono nemmeno state richieste risorse".

I sindaci hanno chiesto un mappatura dettagliata dei contagiati, e quando si chiede loro se non sia sufficiente il Geo Covid di cui hanno parlato a più riprese Regione e Asl, sono cascati dal pero: "Non ne sappiamo nulla, non sappiamo nemmeno cosa sia".

"Di fatto - concludono - stiamo chiedendo le stesse cose di sei mesi fa, basta vedere la lettera che firmammo tutti insieme per verificarlo. E nel frattempo non siamo mai riusciti a parlare con il commissario Daniela Troiano. Non ha mani risposto alle nostre richieste di incontro. E il sindaco Peracchini, alle nostre richieste, risponde di rivolgersi al dottor Orlandi. E' evidente: i medici sono vittime di questa situazione. E in più c'è il problemi dei non malati di Covid: non ci si cura più. Così è quasi sospeso il diritto costituzionale alla salute".

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