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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Febbraio - ore 22.00

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I marolini chiedono la bonifica totale dall'eternit

Cittadini auditi in commissione ambiente propongono un tavolo permanente e la firma di un protocollo con la Marina Militare, l'Asl e l'Arpal: "Preoccupati per i nostri figli". I consiglieri chiederanno di poter fare un sopralluogo nella base navale.

impegno bipartisan
I marolini chiedono la bonifica totale dall'eternit

La Spezia - Chiedono che il Ministero della Difesa stanzi una somma per intraprendere la bonifica in tempi brevi di quei manufatti caratterizzati dalla presenza di amianto che sorgono vicino alle aree civili. Chiedono che Palazzo Civico, Marina Militare, ASL e Arpal formino un tavolo permanente insieme alla cittadinanza finché l'arsenale marittimo non sarà stato completamente bonificato. Chiedono di firmare un protocollo d’intesa tra tutti questi attori per avviare un monitoraggio puntuale sul prima, durante e dopo le bonifiche che si svolgono all’interno della base navale.

Questi in sintesi i punti toccati dalle associazioni e dai cittadini di Marola auditi oggi pomeriggio dalla Commissione Ambiente presieduta da Marco Tarabugi, alla quale hanno consegnato un documento che mette nero su bianco la volontà degli abitanti della prima borgata di ponente del capoluogo. Un reminder per la politica, un punto di partenza per avviare un percorso di trasparenza che scacci le paure che animano i marolini da quando il fortunale ha disintegrato i tetti in amianto di alcuni capannoni. “Edifici che sono distanti una ventina di metri in linea d’aria dalla scuola dell’infanzia: questo può darvi l’idea della preoccupazione che attraversa la cittadinanza - sottolinea William Domenichini, portavoce dell’associazione Murati Vivi - Non a caso la prima persona che abbiamo contattato dopo gli eventi dello scorso ottobre è stato il sindaco Peracchini. La nostra è una problematica stringente perché la quantità di amianto dentro la base è oggi enorme”.

In tutto sono una cinquantina i residenti che si accomodano in sala, molti sono gli stessi volti seri che hanno ascoltato l’intervento dell’ammiraglio Giorgio Lazio durante lo scorso consiglio comunale e che non erano usciti con le risposte che cercavano. La bonifica fatta a spot sulle situazioni più delicate, l'erogazione graduale dei fondi da parte del Ministero della Difesa e la mancanza di un data entro la quale l'eternit sarà sparito sono una prospettiva troppo vaga per chi ha figli, mariti, mogli, fratelli e sorelle che vivono con quel materiale sotto le proprie finestre.
Per questo Massimo Caratozzolo - che ribadisce la metafora della "bomba innescata" - sprona l’amministrazione comunale ad esprimere “una posizione”, in un certo senso a schierarsi e a farsi diventare la voce di queste preoccupazioni, a non farsi percepire come un anello di questa insicurezza. “Auspichiamo che l’amministrazione comunale pensi a un piano concreto di azioni e si faccia portavoce con il governo per ottenere i fondi per le bonifiche, facendo pesare il ruolo della città”, aggiunge Guido Melley. “Prendiamo questa come una proposta che può essere un punto di svolta: sono gli stessi cittadini a chiedere un momento istituzionale e questo è un fatto di grande significato”, sottolinea Massimo Lombardi. I tre consiglieri sono coloro che hanno richiesto questo appuntamento.

“La situazione ambientale della città è complicata: bonifiche, piano antenne che non viene aggiornato dal 2005, qualità dell’aria con il focus su San Cipriano, il futuro dell'area Enel... Ci stiamo occupando di tutto, questa partita di Marola però è leggermente diversa. Noi non possiamo comportarci come con il singolo cittadino, a cui imporre la bonifica entro un dato termine. Ben vengano i tavoli, ma l’attore principale deve essere la Marina Militare. Noi possiamo farci carico politicamente di fare da tramite, ma ci vuole soprattutto la loro disponibilità", illustra l'assessore Kristopher Casati.
"La città un attore minore? - ribatte Paolo Manfredini - Dobbiamo assumere invece un ruolo di primo piano e avviare una pressione politica che risulterà più forte se riusciremo a non dividerci per schieramenti. Si crei un tavolo sapendo che non basta un luogo di incontro ma occorre una cornice giuridica. come sottolineano i cittadini. Un protocollo può dare certezza nei ruoli, nelle funzioni e nei tempi. Sapendo che il tema rimane quello delle risorse, e anche questo è un aspetto che deve realizzarsi tramite una forte pressione politica. La città dica alla Marina che questa è una priorità”.

Il richiamo all'unità d'intenti bipartisan è ribadito in serie da tutti i consiglieri, da destra a sinistra. La proposta dei Murati Vivi piace, anche se andrà affinata. "Tavoli e i protocolli credono che lascino il tempo che trovano su questi temi, non bastano per aggredire i problemi ma rischiano di condirli solo di retorica - obietta Luca Erba - Chiedo che venga costituita una commissione speciale, quindi uno strumento istituzionale che garantisca tempi certi sulle soluzioni e obblighi la presidenza a una relazione che certifichi le risposte prodotte”.
Non crede nella commissione speciale Fabio Cenerini, che tuttavia propone di organizzare come commissione ambiente "un sopralluogo nella zona interessata chiedendo la possibilità alla Marina Militare di una visita che magari tocchi anche il vicino Campo in Ferro". Insiste sulla necessità di un'indagine che metta in numeri l'eventuale dispersione di amianto in zona civile Jessica De Muro: "Se avessimo in mano dati che confermano una dispersione sopra i limiti di legge, questo darebbe modo al sindaco di poter forzare la situazione nell'ottica della difesa della salute pubblica”.

La disponibilità dell'Asl, rappresentata dal dottor Francesco Maddalo, è immediata: "Qualsiasi inziativa che contribuisca all'informazione dei cittadini sulla questione amianto ci vedrà partecipi". A lui arriverà anche la richiesta del consigliere Gino De Luca di poter avere una rilevazione sull'eventuale inquinamento elettromagnetico generato dai radar della unità ormeggiate a Molo Varicella, lo scalo che ospita abitualmente le Fremm, il Caio Duilio ma anche le navi di marine estere in visita. "Anche in questo caso serve la collaborazione della Marina Militare, perché dobbiamo poter misurare nel momento in cui i radar sono accesi e quindi bisogna mettersi d'accordo", risponde Maddalo.
Un'altra commissione ambiente sul tema, poi un passaggio ulteriore in consiglio comunale sono tra le mosse future che verranno discusse in questi giorni. Ai cittadini preme che l'attenzione sul tema non cali. “Chiediamo un percorso di rassicurazione e di partecipazione - chiosa Domenichini - La forma è affar vostro, a noi basterebbe che questo percorso inizi sapendo che la cittadinanza e la nostra associazione sarebbero più che contenti di esserci. Se nei vostri lavori dovesse emergere la voglia di monitorare anche Campo in Ferro, ben venga perché quello è un altro tema che vale la pena affrontare”.

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